Approfondimenti

Albume d’uovo body building e non solo

La domanda più diffusa è …ma l’uovo non fa male al fegato?

Consumare uova non fà male al fegato

L'uovo è la proteina di riferimento per il contenuto altissimo di aminoacidi e non fà male al fegato

Sono tante le dicerie e i pregiudizi che hanno avuto e che stanno avendo ripercussioni negative sul consumo delle uova.

Il tuorlo (il rosso per intenderci) ha pregi e non difetti, stimola la cistifelia che si contrae e si libera della bile (sostanza di scarto del lavoro metabolico del fegato) permettendo all’intestino di migliorare la digestione dei grassi.

L’uovo contiene fosfatidilcolina, una sostanza molto nota nel mondo dei cosmetici ed è in grado di rallentare l’assorbimento del colesterolo nel sangue e la lecitina è in grado di modulare l’assorbimento dei grassi da parte dell’organismo.

 

Nel tuorlo si trovano tutte le sostanze nutritive dell’uovo, l’albume (il bianco) è il nutrimento per il tuorlo, nel complesso l’uovo è considerato uno standar ottimale di riferimento per il contenuto di aminoacidi ricchissimo.

In poche parole, consumate uova in tranquillità senza paura.

Mi è capitato di sentire persone che dopo l’assunzione di uova intere hanno subito un aumento del colesterolo, questo può succedere quando c’è un bassissimo o inesistente consumo di verdure e un grosso consumo di cereali.

Un’alimentazione come quella che faccio io, carne, pesce, uova, frutta e verdura (senza cereali) a sazietà non può portare ad un aumento del colesterolo tanto meno di quello cattivo LDL (lipo proteine a bassa densità) LEGGI L’ARTICOLO SUL COLESTEROLO

Albume d’uovo body building e non solo, l’uovo fà male al fegato?

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NON MANGIARE, SALTARE UN PASTO, FAME COMPULSIVA AUMENTA LO STRESS E AUMENTA L’ACCUMULO DI GRASSO

Mi capita molto spesso parlando con i miei clienti (quando mi faccio raccontare la loro giornata e quello che ovviamente mangiano) di sentire che tanti sono soliti a trascurare la colazione o un pasto della giornata, vuoi per abitudine (per stomaco chiuso al mattino per esempio) vuoi per questione pratiche di tempo (lavoro, famiglia ect)

Voi sapete che saltare un pasto non fa bene, sapete che mangiare frutta e verdura fa bene, sapete che bisogna bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, sapete che fare attività fisica fa altrettanto bene per rimanere giovani e in forma….ma perché non lo fate? Magari i lettori di questa mia pagina non hanno questi problemi ma vi posso assicurare che la  maggiorparte della gente che sento fà l’opposto ovvero quello che non bisogna fare.

Quando si salta un pasto, molto spesso si pensa di fare una cosa buona e utile per mantenere il peso o per dimagrire, in realtà si va in ipoglicemia e se ne accorge il surrene che rilascia il cortisolo (ormone dello stress).  Sapete dove prende l’energia il cortisolo?

Il cortisolo ha come compito quello di, in caso di ipoglicemia, garantire le energie necessarie per il funzionamento del cercello.

Saltare un pasto vi rende nervosi e meno produttivi e ingrassate

Saltare un pasto, mangiare male vi rende meno produttivi e nervosi perchè aumenta lo stress, diventate grassi e invecchiate più velocemente.

Per ripristinare velocemente i livelli di energia necessari al suo funzionamento, l’ormone cortisolo demolisce la massa muscolare facendovi perdere tonicità, forza. Diventiamo più stressati di quello che già potremmo essere e mangiamo ciò che capita (fame compulsiva).

Quando si è in giro la prima cosa che si può trovare in un bar sono cibi ricchi di grassi e zuccheri perciò tutti cibi che alzano molto rapidamente la glicemia nel sangue e aimè se ne accorge un altro ormone “l’insulina” che a sua volta ha il compito di abbassare gli zuccheri nel sangue, raccoglie lo zucchero e lo porta alle cellule muscolari che se ne hanno bisogno lo utilizzano (nel caso di uno sportivo) ma se non ne hanno bisogno (nel caso di un sedentario, pigro) viene trasformato in grasso.

Il brutto è che mangiando cibi “spazzatura pieni di zuccheri si alza rapidamente la glicemia e abbiamo detto che se ne accorge l’ormone  INSULINA,  il quale porterà via tutto il glicogeno rientrando in una situazione di ipoglicemia e chi se ne accorge? Ormai l’avete capito…

Altro stress che si accumula per azione del cortisolo e altro grasso per azione dell’insulina. Pensate che tutto questo potete evitarlo mangiando in maniera sana e non saltando i pasti.

Se proprio non riuscite a mangiare possono essere molto utili gli aminoacidi essenziali che essendo materiale plastico importantissimo per tutti i tessuti del nostro corpo vi permetteranno di salvare la vostra massa muscolare. E’ utile anche assumere dei glucidi quindi in poche parole quando avete fame e non riuscite a prepararvi nulla o peggio ancora non riuscite a reperire nulla di sano, fermatevi 2 minuti e mangiatevi 1 frutto e 10grammi di aminoacidi essenziali (avete ridotto in questo modo del 95%) gli accumuli di stress e di grasso.

Ogni volta che salti un pasto ricorda che stai INVECCHIANDO le cellule non riescono a riprodursi con la stessa rapidità e facilità con cui invecchiano.

Non saltate la colazione, lo spuntino di metà mattina, il pranzo, la merenda e la cena ma ricordate di assumere in tutti i pasti gli aminoacidi ramificati BCAA oppure gli aminoacidi essenziali. In questo modo non perderete massa muscolare, per incrementarla ovviamente dovete fornire la carne e io ormai consiglio per esperienza di mangiarla a sazietà perché se ne accorge un altro ormone…. Ma ne parlerò nel prossimo articolo che si chiamerà “cosa succede quando mangiamo tanta carne”

NON MANGIARE, SALTARE UN PASTO, FAME COMPULSIVA AUMENTA LO STRESS E AUMENTA L’ACCUMULO DI GRASSO, DIVENTATE MENO PRODUTTIVI PIU’ NERVOSI, LITIGATE PIU’ FACILMENTE E INVECCHIATE RAPIDAMENTE

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Un bravo trainer dovrebbe conoscere molto bene questo argomento in quanto se non si rispettano queste semplici regole, non solo la donna non riuscirà ad ottenere i risultati sperati ma rischia anche di compromettere la sua performance nel caso di un atleta professionista.

Ciclo ormonale femminile da rispettare per il dimagrimento e il tono muscolare

Rispettare il ciclo ormonale per ottenere nella donna risultati concreti. Un bravo trainer dovrebbe conoscere molto bene questo argomento in quanto se non si rispettano queste semplici regole, non solo la donna non riuscirà ad ottenere i risultati sperati ma rischia anche di compromettere la sua performance nel caso di un atleta professionista.

Un ciclo regolare ha la durata di 28 giorni i quali possono essere suddivisi in questo modo:

- dal 1 al 5 giorno: la cosiddetta FASE FOLLICOLARE durante la quali si hanno le mestruazioni
- dal 6 al 13 giorno: FASE FOLLICOLARE “PRE -OVULARE”
- il 14 giorno : FASE DELL’OVULAZIONE
- dal 15 al 21 giorno: FASE LUTEALE , POST OVULAZIONE
- dal 22 al 28 giorno: FASE LUTEALE , PRE MESTRUALE

Nella prima fase, dal 1° al 5° giorno può essere pericoloso adottare un programma d’allenamento intenso perché aumenta il rischio di infortuni e si ha una percezione molto elevata dello sforzo. Uomini !!! ci accorgiamo infatti che non sono decisamente al top della loro forma e del loro umore…meglio lasciarle in pace J

Durante questo periodo è opportuno limitare molto l’allenamento sia in termini di volume che di intensità. Si può fare un allenamento dedicato alla ginnastica posturale, forme di allenamento non intense o miglioramento della tecnica di alcuni esercizi.

Dal 6° al 21° giorno è sicuramente il periodo migliore per applicare un allenamento intenso. Sia il volume che l’intensità possono essere portati al massimo, si può effettuare in questo periodo un programma intenso, il loro umore è regolare senza sbalzi J ed è il momento giusto per fargliela pagare J

Dal 22° al 28° giorno ritorniamo ad avere una fase critica, simile ai primi 5 giorni con un rischio maggiore d’infortunio. Durante questi giorni però riscontriamo un aspetto positivo; si riesce ad ottenere una migliore mobilizzazione dei grassi (grazie all’ormone LH) come fonte energetica per cui può essere utile in questo momento programmare un allenamento volto a consumare maggiori quantità di grassi. Può andar bene anche una fase di lavoro aerobico a media intensità e di durata media.

Sulla base di quello che ho appena detto voglio darvi un consiglio per un protocollo tutto al femminile…

Ecco il vostro promemoria per applicare da subito questi accorgimenti “ormonali” importantissimi per ottenere in meno tempo un corpo tonico

Nella PRIMA SETTIMANA (quella delle mestruazioni) : ripetizioni più alte e carichi bassi.
Nella SECONDA E TERZA SETTIMANA: Potete svolgere allenamenti intensi e più volume. In genere io utilizzo tecniche di alta intensità come (rest-pause, stripping, cedimento, negative, isometriche ecc…).
Nella QUARTA SETTIMANA : 2-3 sedute di allenamento cardiovascolare di 20/30 minuti a media/bassa intensità

Per ora è tutto, spero questo articolo vi sia stato di grande aiuto per iniziare a lavorare più seriamente e con uno schema preciso. Ho parlato in maniera blanda delle fasi ormonali ma se avete delle domande non esitate a farle, anzi mi è utile per la creazione di un futuro articolo.
Per la donna che vuole risultati concreti ecco gli accorgimenti “ormonali” importantissimi per ottenere in meno tempo un corpo tonico che un buon trainer deve sapere

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“I nuovi pensieri e le nuove verità passano attraverso tre fasi: Dapprima vengono ridicolizzati, poi fortemente contrastati e infine presi per scontati” Arthur Schopenhauer – Wikipedia

L’allenamento con i pesi è una disciplina che consente di arrivare ad una condizione fisica incredibile come per esempio oggi “silvester Stallone”

La vera medicina esisteva già nel 400 a.c. e Ippocrate diceva…

“Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento e di esercizio né in eccesso né in difetto, avremmo trovato la strada della salute” …..(Ippocrate 460-377 a.c.) Ippocrate – Wikipedia

“Coloro che utilizzano la pratica senza la scienza, sono come timonieri che guidano una barca senza utilizzare bussola e compasso, e non hanno mai la certezza di dove stanno andando”…(Leonardo Da Vinci 1452-1514) Leonardo da Vinci – Wikipedia

L’allenamento con i pesi aiuta a prevenire

-       Osteoporosi

-       Sindrome metabolica

-       Artrosi

-       Sarcopenia (leggi sotto)

L’allenamento con i pesi ha influenze positive nel ridurre il rischio cardiovascolare, nella prevenzione del cancro, nel ridurre la pressione arteriosa e nel controllo del peso corporeo.

Correlazioni positive sono state riscontrate anche con il miglioramento dell’uomore.

La sarcopenia è una sindrome che può esordire già in età di 40-50 anni, colpisce il 30% degli ultra sessantenni e il 50% degli over 80.

A 50anni c’è già un deficit del 10% della forza che a 70anni supera il 30%

La maggiorparte delle persone sopra i 70 anni non sono capaci di sollevare un peso di 5kg sopra la testa.


La forza muscolare è un predettore di longevità, più una persona è forte più ha la possibilità di vivere più a lungo

CONSEGUENZE DELLA SARCOPENIA:
diminuzione della forza, potenza e resistenza muscolare
diminuzione della massa ossea
diminuzione dell’equilibrio
diminuzione contenuto di acqua nell’organismo
diminuzione del metabolismo basale
alterazione della termoregolazione (intolleranza e ridotta risposta al freddo) IMPLICAZIONI CLINICHE
aumento osteoporosi
aumento rischio di cadute e fratture
aumento tessuto adiposo (grasso)
aumento rischio cardio-vascolare

PREVENZIONE DELLA SARCOPENIA CON L’ALLENAMENTO CON I PESI
La sarcopenia è un fenomeno in parte inevitabile con l’avanzare dell’età ma è in parte rallentabile dall’allenamento con i pesi. Una costante attività fisica è in grado di limitare fortemente il processo sarcopenico. Anche se la perdita di massa muscolare  è progressiva e non è arrestabile, l’attività fisica resta comunque il più efficiente intervento di prevenzione e cura sia nei maschi che nelle femmine anziani.
La sarcopenia non è solo questione di massa, ma anche di forza muscolare. Studi hanno dimostrato un netto guadagno di forza muscolare nei soggetti che abbinavano una supplementazione alimentare ad un’attività con i pesi almeno 3 volte la settimana.

PREVENZIONE DELLA SARCOPENIA INDOTTA DALLA DIETA
Durante la fase del dimagrimento si assiste inevitabilmente anche ad una certa perdita dimassa magra oltre a quella grassa. Nel giovane e nell’adulto questo effetto negativo è ricompensato dagli effetti positivi di un’attività fisica regolare. Nell’anziano, invece, il recupero di massa muscolare non è scontato, sia a causa del minor impegno fisico, sia per la diminuita efficienza anabolica dovuta all’età.
Occorre quindi prestare molta attenzione a sottoporre un ultra 70enne a dieta ipocalorica anche se obeso. Vanno attentamente valutati pro e contro, in particolar modo la presenza di comorbilità associate all’obesità. In assenza di indici di rischio clinici o metabolici è forse più opportuno mirare verso altri aspetti di outcome di salute come la qualità  più che la quantità dell’alimentazione e naturalmente sull’attività fisica.
Uno dei maggiori inconvenienti delle diete ipocaloriche è infatti la perdita di massa magra, cosa tanto più grave quanto più anziana è la persona e quindi già potenzialmente sarcopenica.

L’attività fisica durante il periodo del calo di peso è un’importante pratica per contenere questa perdita.
Un recente studio ha tuttavia mostrato che programma dietetico consistente in un moderato deficit calorico con apporto di proteine di elevata qualità a dosaggio (1 g per kg di peso corporeo al giorno) leggermente superiore a quello attualmente raccomandato associato ad esercizio fisico con i pesi almeno tre volte alla settimana di esercizi anaerobici associati ad esercizi di resistenza, flessibilità ed equilibrio consente una soddisfacente perdita di peso senza che si verifichino conseguenze negative sulla performance fisica globale, che anzi viene migliorata.

Nel caso di un anziano obeso è quindi opportuno affidarsi alle cure di Centri altamente specializzati che possono sia valutare l’opportunità o meno di intraprendere un percorso di terapia ma anche offrire un approccio combinato – sia dietetico che motorio – mirato per le persone anziane.
Nota: i consigli dietetici forniti sono puramente indicativi e possono richiedere adattamenti da parte del Medico sulla base della situazione clinica individuale

L’allenamento con i pesi ha influenze positive nel ridurre il rischio cardiovascolare, nella prevenzione del cancro, nel ridurre la pressione arteriosa e nel controllo del peso corporeo.

 

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Gli ormoni soprattutto quelli sessuali ma anche altri ormoni predispongono l’accumulo di grasso in determinate aeree corporee piuttosto che in altre.

L’obesità androide o maschile è prevalentemente a carico del distretto superiore del corpo nuca, collo, viso, spalle, torace e addome superiore. Più frequentemente si associa ad un aumentato rischio di diabete insulino-indipendente aterosclerosi ed iperuricemia.


 

L’obesità ginoide, più tipica delle donne è predominante nella metà inferiore del corpo (fianchi, natiche, cosce e addome inferiore) Comporta problemi di tipo meccanico circolatorio e psicologico-estetico, non sembra invece associarsi a complicanze metaboliche.

Esistono donne che hanno tendenza ad accumulare grasso in maniera androide e a differenza uomini che accumulano grasso in maniera ginoide e questo dovuto ad uno squilibrio delle attività ormonali soprattutto andro-estrogeniche.

Esistono indicatori dell’attività estrogenica come la percentuale del testosterone libero plasmatico oppure la valutazione della SHBG molto sensibile alle variazioni tra testosterone estrogeni.

Negli obesi l’attività estrogenica è correlata al volume degli adipociti nella regione addominale e non invece nella regione della coscia.

Un aumento dell’attività androgenica, nelle donne, provoca una ridistribuzione del grasso corporeo con una espansione degli adipociti addominali ed un decremento della SHBG (sexual hormon building protein) che favorisce il testosterone libero.

In clinica per valutare i due tipi di obesita si usa il rapporto W/H (vita/fianchi), misurando la vita all’altezza dell’ombelico e i fianchi nel punto di maggior circonferenza

Se il rapporto è maggiore di 0,80 nella donna e di 0,90 nell’uomo l’obesità è considerata androide, viceversa ginoide.

 

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Se gli integratori vengono normalmente utilizzati nell’ottica di migliorare la prestazione sportiva oppure nell’ottica di migliorare lo stato di salute e di benessere, esiste anche un altro uso degli integratori di tipo “Ludico” che sarebbe usarli per migliorare le prestazioni sessuali.

Argomento delicato dove bisogna essere molto cauti. Quando si parla di sostanze di tipo afrodisiaco si può lasciare molto spazio ai ciarlatani che propongono determinate sostanze con determinate proprietà che in realtà non hanno.


Aumentare la Libido con gli integratori

Bisognerebbe quindi cercare di attenersi a quello che la letteratura scientifica ha dimostrato.

Esistono delle sostanze che favoriscono la prestazione sessuale alcune tramite la modulazione e cio’è l’aumento di determinati ormoni quali il testosterone che sappiamo essere nell’uomo l’ormone preposto alla potenza sessuale e anche nella donna alla libido.

Il tribulus terrestris è un integratore che ormai è stato dimostrato da vari studi scientifici che è in grado di alzare i livelli di testosterone tramite l’elevazione dell’ LH ormone lutotropo che è secreto dall’ipofisi che stimola i testicoli a produrre più testosterone. Quindi il tribulus terrestris è normalmente l’integratore base che viene utilizzato per stimolare il testosterone.

Ci sono anche altri integratori che vengono usati di “supporto” che favoriscono la libido e la prestazione senza però avere degli effetti dimostrati dell’aumento dei livelli di testosterone come per esempio la MACA o “ginseng delle ande” che è un’erba di tipo adattogeno che ha un effetto energizzante ed è stato dimostrato che migliora la prestazione sessuale. Un altro integratore analogo è la SUMA o “ginseng dell’amazzonia” (brasiliano) appartiene anch’esso alla categoria delle erbe adattogene in grado di migliorare la prestazione sessuale e anche il ginseng siberiano che avendo un effetto energizzante ovviamente favorisce anch’esso la prestazione sessuale.

 

Mix di queste erbe danno dei risultati concreti tutelando la salute e senza creare problemi che si hanno a volte con manipolazioni ormonali soprattutto se fatte senza un controllo medico.

Aumentare la Libido con gli integratori

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L’articolo che state leggendo vi aiuterà a prendere in considerazione una grande opportunità, quella di modificare il vostro stile alimentare entrando in ZONA e cominciando a sperimentare i benefici e le percezioni che vi può dare.

Senza rinunciare a nulla di particolare, mangiando una grande varietà di cibi e con un solo vincolo: le quantità vanno rispettate con scrupolo, senza fare eccezioni. Seguite attentamente le regole che presiedono alla Dieta ZONA perchè rispondono a un preciso bilanciamento dei nutrienti utili in ogni giornata.

Un altro suggerimento è : continuate a muovervi, l’attività fisica è raccomandata, naturalmente senza eccedere.

L’IMPORTANZA DELL’OMEGA 3 :

E’ importante assumere con regolarità cibi ricchi di omega-3 sono acidi grassi definiti “essenziali” perchè il nostro organismo non è in grado di produrli. Devono essere assunti necessariamente attraverso l’alimentazione oppure, in caso di ridotto apporto o aumentato fabbisogno, con l’integrazione.

Numerose ricerche scientifiche hanno evidenziato come, nel contesto di una dieta variata ed equilibrata ed uno stile di vita sano, gli omega-3 siano molto importanti perchè ci servono per essere più efficienti ed attivi, poichè svolgono importanti azioni sul nostro organismo:

L’EPA e il DHA contribuiscono al normale mantenimento delle funzioni cardiache (per assunzioni di almeno 250mg al giorno)

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Se siete in sovrappeso adottando la Dieta Zona inizierete a perdere DEFINITIVAMENTE la massa grassa al giusto ritmo (max 1/2 kg alla settimana) fino a raggiungere il peso forma.
Le diete che promettono dimagrimenti rapidi, oltre che essere una falsa promessa sono molto rischiose per la salute.

É impossibile consumare più di 1/2 chilogrammo di grasso (adipe) alla settimana, e se ci dovesse essere una perdita di peso superiore questa sarebbe da imputare alla perdita di massa magra o alla momentanea riduzione dei liquidi, che non appena avrete terminato la dieta e riprenderete le vostre solite abitudini alimentari sarà ripristinata. Risultato finale: avrete consumato solo muscoli e ridotto la vostra forza fisica.

Quello che consiglio, è provare con la dieta a Zona, inserite nel protocollo lunghe camminate (non corsa) anche 4 volte a settimana e vedrete che il risultato sarà perdita di grasso, miglioramento tono muscolare e benessere. Diventerete più belli, la pelle sarà diversa e il vostro umore migliorerà! Migliorerà anche il rapporto con il patner!

Il calcolo dei blocchetti viene fatto dal vostro nutrizionista di fiducia…si parte da 11 per la donna e 13 per l’uomo.

Il lato migliore della zona è che si possono utilizzare i grassi nei pasti, per dimagrire, anzi, in questo regime alimentare sono proprio i grassi base della produzione energetica. Inoltre non si devono modificare le proprie abitudini alimentari se non per il rapporto tra le quantità di macronutrienti. La dieta zona, detta anche dieta a zona o pro zona, nasce da un concetto molto semplice: sviluppare un mix di alimenti e di modalità di assunzione che diano il migliore rendimento in prestazioni e salute.

La zona offre dei vantaggi indiscutibli sopratutto come dieta per la salute, poi come dieta dimagrante e come dieta performante. E’ definita “a zona” perchè le proporzioni degli alimenti sono stabiliti in un certo range, definito appunto zona, più preciso è il rapporto, migliore è l’efficacia del programma alimentare, quindi rimanendo “in zona” si innescano tutti quegli effetti positivi di un’alimentazione non solo bilanciata ma anche ad alto rendimento.

Inoltre, la zona non è solo una formula di rapporto tra i vari macronutrienti ma stabilisce anche le fonti alimentari più indicate per il nostro organismo, mettendo in primo piano gli alimenti più favorevoli a discapito di quelli sfavorevoli. Per i più disinformati, poi, la Zona non è una dieta iper proteica ma stabilisce il giusto apporto giornaliero di proteine, per ognuno di noi diverso, in base al tipo di attività.

Conoscere meglio se stessi e cosa fare per mantenere in ordine la propria macchina biologica, il nostro corpo umano…se lo merita!!!

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CONSULTATE SEMPRE IL VOSTRO MEDICO
Raccomandiamo sempre di consultare il vostro medico prima di cambiare regime alimentare se sitete in cura o sottoposti ad assunzione di farmaci, anche se vi sembra di essere sani oppure sapete di avere qualche problema di salute: cambiare drasticamente le abitudini alimentari potrebbe influenzare gli esiti delle prescrizioni. Noi non siamo consapevoli del vostro stato di salute, e qualsiasi iniziativa da parte vostra in tal senso è solo ed esclusivamente sotto la vostra responsabilità. Se avete anche il minimo dubbio prendetevi questa precauzione.

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Parliamo di tecnologie dietetiche…

Si basano sul controllo e l’ottimizzazione dei rilasci di alcuni ormoni che regolano il metabolismo dei carboidrati, proteine e grassi attraverso l’uso dei cibi.

Non valutiamo i cibi solo per il loro gusto ma anche sull’impatto metabolico che questi hanno sulla secrezione di alcuni ormoni che ne modulano l’assimilazione e o la conversione in altri nutrienti.

I nostri geni, le strutture che stanno alla base della regolazione della vita stessa come la conosciamo, sono gli stessi di 160.000 anni fà (Homo sapiens). La capacità che abbiamo di metabolizzare i vari nutrienti derivanti dagli alimenti che introduciamo è rimasto invariato…

La nascita dell’agricoltura e quindi la conversione degli uomini da cacciatori-raccoglitori a stanziali , per l’umanità è stata una grande conquista, cominciarono ad essere prodotte farine da cui tutti i derivati che conosciamo : pasta, pane, biscotti, grissini, cracker…etc.

Fù una grande rivoluzione proprio perchè con le farine e quindi con cibi concentrati di glucosio si riusciva a introdurre grandi quantità di cibo, e quindi calorie derivanti sopratutto da carboidrati, che era difficile procurarsi prima con frutta e verdura.

Per farvi capire, pensate che 650gr di zucchine contengono 9gr di carboidrati, tale quantità è anche contenuta in 10gr di pane.

 

 

Tornando al nostro sistema biochimico una domanda nasce spontanea…cosa succede se introduciamo cibi ad alta concentrazione di carboidrati?

Se tali alimenti non sono alla base della nostra alimentazione, probabilmente non succede nulla, visto che il corpo ha svariati sistemi per fronteggiare occasionali introduzioni, seppur grandi, di alimenti concentrati, ma se tali alimenti diventano la base della nostra alimentazione è possibile che qualche cosa possa succedere.

Un esempio è il diabete…L’insulina (ormone prodotto dal pancreas) mantiene stabile il livello di glucosio all’interno di determinati parametri fisiologici. Questo zucchero è estremamente importante perchè è l’unica fonte di nutrimento per quello che forse è il più importante dei nostri organi : Il Cervello. Infatti il cervello, a differenza dei muscoli che possono funzionare sia con zuccheri che grassi a seconda del tipo di attività predominante, funziona solo a zucchero, glucosio naturalmente, da qui l’importanza di questo elemento.

Quando i livelli di glucosio nel sangue sono troppo bassi il cervello lo rileva e ci manda un messaggio di fame. Se i livelli di glucosio nel sangue sono troppo alti, viene inviato un messaggio al pancreas di produrre un ormone : Insulina. L’insulina porta gli eccessi di glucosio all’interno dei muscoli o del fegato sotto forma di glicogeno (un polimero del glucosio), nei primi verrà utilizzato principalmente in presenza di un’attività anaerobica, nel secondo verrà messo a riserva e utilizzato nel caso altro glucosio di derivazione alimentare non arrivi tramite alimenti.

Curiosità importante : sotto forma di glicogeno possiamo mettere a riserva circa 400gr di glucosio 100gr nel fegato e 300gr nei muscoli (questo in un uomo medio di 75kg) una quantità molto bassa se pensiamo che con 500gr di pane, pasta e bevande dolci riusciamo a saturare rapidamente le nostre scorte…

Ma cosa succede se saturiamo le nostre scorte di glicogeno?

Molto semplice, l’insulina ha un’altra capacità : trasforma gli zuccheri in grasso.

Un altra brutta notizia è che se non fate un’attività giornaliera che preveda grossi sforzi in un breve lasso di tempo come per esempio 100mt di corsa alla massima velocità, sollevamento pesi, lancio del disco, etc, molto difficilmente avrete bisogno di grosse quantità di glucosio per ripristinare i vostri livelli di glicogeno muscolare e epatico. Per una persona sedentaria circa il 60-70% degli zuccheri in eccesso che introduce vengono trasformati in grassi…

Ecco perchè anche senza essere nutrizionisti avrete notato che è sufficiente diminuire la quantità di pane e pasta che mangiate per incominciare a dimagrire velocemente.

Alte assunzioni di carboidrati e quindi alte produzioni di insulina, non solo ci predispongono ad ingrassare e a manifestazioni di diabete (come per esempio nelle persone predisposte, il diabete di tipo II, ossia il melito) ma anche alla produzione di una classe di sostanze ad effetto ormonale chiamate eicosanoidi.

Gli eicosanoidi sono stati suddivisi in buoni e cattivi in relazione agli effetti che hanno sul nostro organismo. Naturalmente, alti livelli cronici di insulina, attraverso un meccanismo molto complesso e non del tutto mappato, stimola la sintesi in grande quantità di quelli cattivi .

Per determinare l’impatto dei carboidrati sulle produzioni di insulina è stato dato a tutti i cibi che contengono zuccheri un indice glicemico. L’indice glicemico di un alimento rappresenta la velocità con cui aumenta la glicemia (e cioè la concentrazione di glucosio nel sangue) in seguito all’assunzione di quell’alimento. L’indice è espresso in termini percentuali rispetto alla velocità con cui la glicemia aumenta in seguito all’assunzione di un alimento di rifermineto (che ha indice glicemico 100) : un indice glicemico 50 vuol dire che l’alimento innalza la glicemia con una velocità che è pari alla metà di quella dell’alimento di riferimento. L’alimento di riferimento normalmente è il glucosio o il pane bianco.

Oltre all’indice glicemico oggi si utilizza un altro indice che viene chiamato carico glicemico. Questo indice tiene conto non solo dell’indice glicemico, ma anche della quantità totale di carboidrati contenuti nell’alimento che abbiamo ingerito, quindi è più specifico in quanto meglio definisce quelli che saranno i rilasci insulinici relativi ad uno specifico quantitativo introdotto di un dato alimento. In questo modo vediamo che frutta e verdura danno un carico glicemico per grammi introdotti estremamente più basso rispetto ai derivati delle farine.

Ritorniamo quindi a quanto detto sopra in relazione al nostro sistema biochimico ed alla sua evoluzione. I carboidrati secondo questa visione dovrebbero essere principalmente ricavati da frutta e verdura in quanto per poter alzare significativamente i nostri livelli di insulina con questi alimenti dovremmo mangiarne in quantità industriale e questo vale specialmente per la verdura.

Inoltre frutta e verdura non contengono solo carboidrati , ma anche vitamine, sali minerali e antiossidanti che nel pane e nella pasta sono inesistenti.

Per quanto riguarda le fonti proteiche anche per queste si consiglia di ricavarle principalmente da carne, pesce e uova.

 

 

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Non c’è un momento della vita in cui si comincia ad invecchiare. L’organismo cresce, raggiunge la capacità riproduttiva e va incontro a progressive modificazioni che non si possono arrestare. Si potrebbe definire come il contrario di stato di malattia,anche se alcuni stati morbosi non possono definirsi malattia, come ad esempio la stanchezza, la vecchiaia, la gravidanza, la menopausa, etc… Si definisce malattia una alterata condizione organica o funzionale di un organismo (o di una sua parte), con uno stato evolutivo che può giungere alla guarigione o alla morte. La vecchiaia è definita come il periodo terminale della vita caratterizzata dal progressivo rallentamento delle funzioni fisiologiche e dal decadimento dell’organismo, ovvero il declino della salute dell’organismo umano. Quindi la vecchiaia è un atto evolutivo caratterizzato dal deperimento nella salute fino alla morte. Cercare di rallentare l’invecchiamento e restare giovane potrebbe quindi intendersi come cercare di rimanere in salute.

L’età è definita come il periodo della vita umana la cui definizione è dovuta di volta in volta a fattori di accrescimento o sviluppo fisico o mentale, o a variazioni ormonali, ossia al cambiamento del tempo dello stesso organismo. Il corpo umano è dotato di un sistema che porta ad un “suicidio” delle cellule” con l’eliminazione di quelle più vecchie e malate, e il rimpiazzo con unità sane: l’apoptosi. Ma il danno aumenta ad ogni replicazione cellulare e, nella maggior parte delle cellule del nostro corpo, dopo circa cinquanta replicazioni, il cromosoma (all’interno delle cellule) perde talmente DNA che non riesce più a riprodursi, e così la cellula muore. Infatti la parte finale del cromosoma, il telomero il quale si accorcia e così il cromosoma stesso. Il nostro organismo accumula danni e non riesce a ripararli bene e completamente. Il DNA non è un materiale chimico inerte ma ha una notevole capacità di autoaccomodamento. Il danno è un errore nel DNA. Questo processo non è uguale per tutte le cellule del corpo, quindi ancora c’è da scoprire molto. Ad esempio le cellule del miocardio ( tessuto muscolare del cuore ) non ri riproducono. In pratica le cellule del nostro corpo possono dividersi e replicarsi per un numero limitato di volte, poi invecchiano e muoiono. I telomeri (parte finale dei cromosomi) rappresentano l’orologio biologico che regola questa divisione. In questo processo i radicali liberi, molecole di ossigeno instabili che si riproducono all’interno delle cellule (nei mitocondri), hanno un ruolo : essi causano la mancata riparazione del danno delle cellule invecchiate/malate con nuove cellule,favorendo l’invecchiamento. Altri agenti danneggianti possono essere i raggi ultravioletti, sostanze tossiche, virus, etc.Anche la quantità di stress immunologici porta all’invecchiamento: il numero di infezioni batteriche, virali, etc. A forza di memorizzare gli antigeni (avversari) si riempie lo “spazio” di memorizzazione, ovvero non ci sono più cellule in grado di memorizzare gli stimoli immunologici. Nello scambio di informazioni attraverso ormoni e altre molecole chimiche, un ruolo importante è svolto dal timo, una ghiandola posta nel torace che modula l’attività immunitaria. E’ molto sviluppata nell’infanzia mentre nell’età adulta attraversa un progressivo periodo di involuzione. Il timo quindi sarebbe la ghiandola che invecchia per prima.

COME INVECCHIANO LE VARIE PARTI DEL NOSTRO CORPO?

Il cervello arriva a perdere intorno agli 80 anni anche il 10% dei neuroni rispetto al periodo giovanile; per quanto riguarda cuore e vasi sanguigni, già intorno ai 20 anni si possono riscontrare microlesioni nella parte più interna; la pelle perde circa il 6% dell’elasticità ogni 10 anni; nell’occhio il calo della vista inizia intorno ai 40 anni e verso i 60 possono comparire danni più gravi come danni alla retina o cataratta; nell’orecchio il calo dell’udito inizia intorno ai 60-65 anni;nelle ossa, progressivamente si hanno più cellule osteoclasti che distruggono l’osso e meno osteoblasti che lo riparano.

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DELL’INVECCHIAMENTO?

Le articolazioni diventano più rigide, meno mobili e talvolta si deformano (specie quelle delle mani) per fenomeni di artrosi;l?altezza può ridursi, a causa di un incurvamento della colonna vertebrale ; i capelli diventano bianchi, crescono più lentamente e sono più sottili; la pelle diventa rugosa e meno elastica, in particolar modo al volto e al dorso delle mani; le unghie possono diventare opache e fragili; i muscoli si riducono e diminuisce la forza di contrazione; è presente la perdita di tessuto osseo, con predisposizione alle fratture ; è comune la presbiopia, cioè non si vede bene da vicino; per quanto riguarda l’udito è frequente la presbiacusia che si manifesta soprattutto in condizioni di rumore ambientale ed in presenza di contemporanee molteplici fonti del suono; diminuisce la tolleranza allo sforzo fisico, con facile insorgenza di affanno; aumenta lapressione del sangue e le arterie diventano più rigide( arteriosclerosi );arretrano le gengive, l’intestino diventa più pigro, per cui è frequente la stitichezza,; è frenquente nell’uomo l’ingrossamento della prostata che comporta un getto urinario minore con minzioni più frequenti, specie nelle ore notturne; si riduce la capacità del sistema immunitario; la velocità di guarigione delle ferite è più lenta; vi è un’accresciuta crescita di peli all’interno delle orecchie e del naso, accumulo di lipidi nella sclera (colorazione tipicamente giallognola dell’occhio). Alcuni di questi fenomeni possono non comparire mai; altri si evidenziano solo dopo una certa età (70 anni ); in casi meno fortunati già dopo i trent’anno alcuni di questi segni iniziano già a manifestarsi. Inoltre nell’invecchiamento vi è generalmente evidenza di quattro fattori : iperglicemia (il glucosio non viene correttamente metabolizzato), ipercolesterolemia (mutazione del metabolismo dei lipidi), ipertensione (irrigidimento dei vasi soprattutto a livello renale),adiposità viscerale.

. Dopo i 25 anni i livelli di testosterone e ormone della crescita inizieranno a calare, mentre si manterranno più costanti dopo i 40 anni, ecco perché da giovani si riesce a raggiungere una forma fisica che più in là con gli anni è ben più difficile modificare. Per chi cerca la massa muscolare, sarebbe opportuno cercare di costruirsi il corpo prima dei 40 anni, superati i quali si dovrà soltanto mantenere la massa acquisita.

  • Dopo i 25-30 anni inoltre i giorni spensierati sono stati sostituiti da responsabilità 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
  • Dopo i 30 anni la capacità fisiologica dell’organismo, il “numero di giri” a cui va il nostro “motore”, si riduce di circa l’1% all’anno, ovvero si consuma di meno, quindi si tende anche ad ingrassare di più se si continua a mangiare come quando si era più giovani. Se dopo i 30 anni ci si ritrova in sovrappeso, è facile che intorno ai 50 si sarà obesi. Più si è giovani e più è facile riequilibrare la situazione.
  • Dopo i 35 anni la perdita di minerali nelle ossa comincia a superare la sostituzione. Una buona alimentazione e l’attività fisica sono tra le armi più importanti.
  • Dopo i 40 anni si cominciano a perdere anche centimetri di altezza : i dischi della colonna vertebrale sono pieni di liquido ma con il passare degli anni invecchiano. A circa 60 anni si saranno persi circa 3 cm di altezza.
  • Tra i 50 e gli 80 anni si può perdere il 35% della massa muscolare. Continuando ad allenarsi, invece, si può riuscire a mantenerla ! Con l’allenamento i muscoli si mantengono grandi e le ossa forti.

Nell’invecchiamento tutto si de-sincronizza e diminuisce la ciclicità ormonale:L’organismo perde il controllo di se stesso.

E’ inoltre emerso da studi che l’abrogazione del ritmo circadiano (luce-buio) accelera il processo di invecchiamento. Il venir meno dei ritmi circadiani ha effetti deleteri sul sistema immunitario. Ci sono studi che affermano che al nostro interno possediamo un “aging clock” in grado di scandire la durata della nostra vita, situato nel nostro cervello e questo orologio interno sembra essere la ghiandola pineale. Vi sono tre modi di misurare l’età : l’età cronologica, ovvero l’età anagrafica; l’età biologica, ovvero l’età del corpo e l’età psicologica, ovvero l’età che si sente di avere. La prima età è quella certa ma l’età biologica è quella che è più degna di fede delle tre.

L’IMPORTANZA DELL’INTEGRAZIONE.

Purtroppo anche l’adozione del più salutare stile di vita non basta a volte da solo a tutelare il nostro stato di salute. Infatti una buona parte della frutta e degli ortaggi, quando non contaminata da sostanze tossiche, giunge sulla nostra tavola in larga misura sottratta dai propri principi nutritivi, a causa di piogge acide, della desertificazione dei terreni, dei processi di conservazione, di manipolazione degli alimenti, etc…Anche se l’alimentazione fornisse tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno, spesso questi si trovano dinanzi delle barriere, con una matrice extracellulare intasata. In condizioni normali tale matrice forma una struttura tridimensionale, tipo una spugna che circonda e protegge le singole cellule del nostro corpo, garantendo il giusto apporto attraverso il sangue, di ossigeno, nutrienti, ormoni, neuromodulatori, farmaci, e un’adeguata rimozione dai tessuti di prodotti di scarto. Le cellule inoltre potrebbero non essere nelle condizioni più idonee per utilizzare i nutrienti ingeriti con il cibo, in quanto vittime dello stress ossidativo. In questi casi, la semplice alimentazione, pur se corretta, potrebbe non essere sufficiente a mantenerci nelle ottimali condizioni di salute.

Utili a tal proposito integratori come: Acido lipoico, glutatione, pincogenolo, aminoacidi solfati (cisteina, cistina, metionina), NAC, bioflavonoidi, arginina, ornitina, OKG, glutammina, acidi grassi polinsaturi,betacarotene, luteina, licopene, zeaxantina, reservatrolo, coenzima Q10.

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SEI TU CHE CREI LA TUA VITA

La legge dell’attrazione come sappiamo è una legge dell’universo che dice quanto più ti focalizzi su un pensiero, più ottieni quello che desideri. Ma c’è da stare attenti, perchè molti pensano che basta concentrarsi sul proprio desiderio e  lo si ottiene.

In realtà non è proprio così, per realizzare il proprio desiderio bisogna visualizzare il proprio desiderio come già compiuto, bisogna vivere l’emozione!

La legge di attrazione sente l’emozione che provi quando il tuo desiderio si è realizzato e attira a te i fatti, gli avvenimenti le cose e le persone che ti fanno provare quell’emozione, se le tue emozioni sono diverse da quello che ti stai aspettando, allontanerai ciò che vuoi!

Se desideri essere felice non puoi avere sempre il magone e avere quel senso di tristezza perchè non ottieni ciò che vuoi… perchè quello che otterrai è sempre quel senso di tristezza, perchè sei focalizzato su quello!

 

E’ proprio così, comincia dall’accettare questo concetto.

So che già cosa stai pensando “..Si, facile a dirsi, io ci provo ma…..” oppure, “se fossi io a creare la mia vita avrei situazioni ben diverse da queste….” oppure “Non vale per me….” e via dicendo.

Eppure ti assicuro che è proprio così: creiamo noi la nostra vita, perchè siamo dei magneti che attraggono ciò che decidiamo di attrarre, più o meno consapevolmente.

“Pensiero positivo”, sicuramente più che condivisibile ma di per sè non sufficiente. Ognuno di noi è maestro di sè stesso, utilizzate al meglio il potere della vostra mente.

Lavoro, guadagni, quanto essere amato, che tipo di relazione vivere, e tutto ciò che sperimenti giorno dopo giorno.. Fortuna o sfortuna, lo avete scelto voi!

Non sono un pazzo,  sono semplicemente una persona che in un particolare momento della propria vita ha avuto la fortuna di incappare nelle persone e nelle letture giuste. E anch’io all’inizio ho pensato fosse accaduto per caso: niente affatto: quando ti trovi a parlare di casualità o di coincidenze, fermati un attimo e di’ a te stesso che non esistono coincidenze nè casualità: esistono soltanto SINCRONICITA’ e FREQUENZE.

Era soltanto il momento giusto per il verificarsi di quello che io stessa ho attratto nella mia esperienza.


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