bellezza & estetica

Come faccio a dimagrire? Mangia per dimagrire ecco la risposta!

Magari non è il tuo caso ma con questo articolo voglio aiutare tutte quelle persone che hanno problemi con il cibo, che lo cercano senza avere fame, che si consolano o si calmano dopo un’arrabbiatura mangiando o chi nello stress mangia senza considerare la quantità e la qualità.

Riesci a distinguere la fame fisiologica da quella emotiva o da altre poco razionali?

Questo è il primo passo per una rieducazione alimentare.

Devi sapere che chi ti dice di avere fame è il nostro ipotalamo e chi ti dice quando sei sazio? Sempre lui.

Ascoltalo, lui cercherà sempre con la sua vocina di farsi sentire perché solo lui sa che cosa ha bisogno l’organismo e solo lui sa le quantità che necessitano.

Dopo questo prova, ogni volta che mangi, a scrivere quale sia lo stato emotivo o la condizione che determina l’assunzione di cibo. Questo è molto utile per capire dove sbagli e cosa puoi fare per mettere in equilibrio la tua dieta alimentare cominciando a pensare alla tua salute.

Cibo e salute sono la stessa cosa informiamoci!!!

Ascoltare il proprio corpo e mangiare secondo sazietà carne e verdura per dimagrire

Devi sapere che non esiste il giusto e sbagliato ma esiste la cronicità degli eventi ovvero quante volte nella tua vita mangi cibi che ti portano ad un aumento del grasso e quanti cibi che invece ti nutrono soddisfando le reali necessità del tuo organismo.

NON voglio mettermi contro medici e nutrizionisti che la pensano in maniera opposta a quella che ti sto dicendo ma con questo voglio solo farti conoscere la mia opinione in base a fatti e studi che vengono realmente fatti e che ad oggi sono solo favole a cui gente come me crede.

Cibo e salute sono la stessa identica cosa, gli onnivori non esistono ma esiste un alimentazione biologica a base di alimenti presenti in natura e che si possono consumare senza lavorazioni industriali e processi che richiedono una trasformazione come per esempio i cereali in pasta, pane e pizza.

Quello che richiede il tuo organismo sono sicuramenti glucidi per il funzionamento del cercello e quindi zuccheri forniti da frutta e verdura insieme a micronutrienti preziosi quali vitamine e minerali. Proteine e quindi carne, pesce, uova per il mantenimento della massa muscolare e per mantenere sani ed elastici i tuoi tessuti.

Mangiare a sazietà ti assicuro che sono di un’importanza a dir poco fondamentale e ti portano sempre al raggiungimento del peso desiderato.

Se non ti senti sazio significa che quello che stai mangiando è scarso di valori nutrizionali e il tuo corpo non lo vuole cibi di scarsa qualità!

Non dimenticare l’acqua, prezioso elemento che dona vita e benessere. Leggi l’articolo sullo stress

Se desideri maggior informazioni sul mangiare a sazietà quando il corpo lo richiede e solo carne, pesce, frutta e verdura per dimagrire scrivimi

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NON MANGIARE, SALTARE UN PASTO, FAME COMPULSIVA AUMENTA LO STRESS E AUMENTA L’ACCUMULO DI GRASSO

Mi capita molto spesso parlando con i miei clienti (quando mi faccio raccontare la loro giornata e quello che ovviamente mangiano) di sentire che tanti sono soliti a trascurare la colazione o un pasto della giornata, vuoi per abitudine (per stomaco chiuso al mattino per esempio) vuoi per questione pratiche di tempo (lavoro, famiglia ect)

Voi sapete che saltare un pasto non fa bene, sapete che mangiare frutta e verdura fa bene, sapete che bisogna bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, sapete che fare attività fisica fa altrettanto bene per rimanere giovani e in forma….ma perché non lo fate? Magari i lettori di questa mia pagina non hanno questi problemi ma vi posso assicurare che la  maggiorparte della gente che sento fà l’opposto ovvero quello che non bisogna fare.

Quando si salta un pasto, molto spesso si pensa di fare una cosa buona e utile per mantenere il peso o per dimagrire, in realtà si va in ipoglicemia e se ne accorge il surrene che rilascia il cortisolo (ormone dello stress).  Sapete dove prende l’energia il cortisolo?

Il cortisolo ha come compito quello di, in caso di ipoglicemia, garantire le energie necessarie per il funzionamento del cercello.

Saltare un pasto vi rende nervosi e meno produttivi e ingrassate

Saltare un pasto, mangiare male vi rende meno produttivi e nervosi perchè aumenta lo stress, diventate grassi e invecchiate più velocemente.

Per ripristinare velocemente i livelli di energia necessari al suo funzionamento, l’ormone cortisolo demolisce la massa muscolare facendovi perdere tonicità, forza. Diventiamo più stressati di quello che già potremmo essere e mangiamo ciò che capita (fame compulsiva).

Quando si è in giro la prima cosa che si può trovare in un bar sono cibi ricchi di grassi e zuccheri perciò tutti cibi che alzano molto rapidamente la glicemia nel sangue e aimè se ne accorge un altro ormone “l’insulina” che a sua volta ha il compito di abbassare gli zuccheri nel sangue, raccoglie lo zucchero e lo porta alle cellule muscolari che se ne hanno bisogno lo utilizzano (nel caso di uno sportivo) ma se non ne hanno bisogno (nel caso di un sedentario, pigro) viene trasformato in grasso.

Il brutto è che mangiando cibi “spazzatura pieni di zuccheri si alza rapidamente la glicemia e abbiamo detto che se ne accorge l’ormone  INSULINA,  il quale porterà via tutto il glicogeno rientrando in una situazione di ipoglicemia e chi se ne accorge? Ormai l’avete capito…

Altro stress che si accumula per azione del cortisolo e altro grasso per azione dell’insulina. Pensate che tutto questo potete evitarlo mangiando in maniera sana e non saltando i pasti.

Se proprio non riuscite a mangiare possono essere molto utili gli aminoacidi essenziali che essendo materiale plastico importantissimo per tutti i tessuti del nostro corpo vi permetteranno di salvare la vostra massa muscolare. E’ utile anche assumere dei glucidi quindi in poche parole quando avete fame e non riuscite a prepararvi nulla o peggio ancora non riuscite a reperire nulla di sano, fermatevi 2 minuti e mangiatevi 1 frutto e 10grammi di aminoacidi essenziali (avete ridotto in questo modo del 95%) gli accumuli di stress e di grasso.

Ogni volta che salti un pasto ricorda che stai INVECCHIANDO le cellule non riescono a riprodursi con la stessa rapidità e facilità con cui invecchiano.

Non saltate la colazione, lo spuntino di metà mattina, il pranzo, la merenda e la cena ma ricordate di assumere in tutti i pasti gli aminoacidi ramificati BCAA oppure gli aminoacidi essenziali. In questo modo non perderete massa muscolare, per incrementarla ovviamente dovete fornire la carne e io ormai consiglio per esperienza di mangiarla a sazietà perché se ne accorge un altro ormone…. Ma ne parlerò nel prossimo articolo che si chiamerà “cosa succede quando mangiamo tanta carne”

NON MANGIARE, SALTARE UN PASTO, FAME COMPULSIVA AUMENTA LO STRESS E AUMENTA L’ACCUMULO DI GRASSO, DIVENTATE MENO PRODUTTIVI PIU’ NERVOSI, LITIGATE PIU’ FACILMENTE E INVECCHIATE RAPIDAMENTE

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Un bravo trainer dovrebbe conoscere molto bene questo argomento in quanto se non si rispettano queste semplici regole, non solo la donna non riuscirà ad ottenere i risultati sperati ma rischia anche di compromettere la sua performance nel caso di un atleta professionista.

Ciclo ormonale femminile da rispettare per il dimagrimento e il tono muscolare

Rispettare il ciclo ormonale per ottenere nella donna risultati concreti. Un bravo trainer dovrebbe conoscere molto bene questo argomento in quanto se non si rispettano queste semplici regole, non solo la donna non riuscirà ad ottenere i risultati sperati ma rischia anche di compromettere la sua performance nel caso di un atleta professionista.

Un ciclo regolare ha la durata di 28 giorni i quali possono essere suddivisi in questo modo:

- dal 1 al 5 giorno: la cosiddetta FASE FOLLICOLARE durante la quali si hanno le mestruazioni
- dal 6 al 13 giorno: FASE FOLLICOLARE “PRE -OVULARE”
- il 14 giorno : FASE DELL’OVULAZIONE
- dal 15 al 21 giorno: FASE LUTEALE , POST OVULAZIONE
- dal 22 al 28 giorno: FASE LUTEALE , PRE MESTRUALE

Nella prima fase, dal 1° al 5° giorno può essere pericoloso adottare un programma d’allenamento intenso perché aumenta il rischio di infortuni e si ha una percezione molto elevata dello sforzo. Uomini !!! ci accorgiamo infatti che non sono decisamente al top della loro forma e del loro umore…meglio lasciarle in pace J

Durante questo periodo è opportuno limitare molto l’allenamento sia in termini di volume che di intensità. Si può fare un allenamento dedicato alla ginnastica posturale, forme di allenamento non intense o miglioramento della tecnica di alcuni esercizi.

Dal 6° al 21° giorno è sicuramente il periodo migliore per applicare un allenamento intenso. Sia il volume che l’intensità possono essere portati al massimo, si può effettuare in questo periodo un programma intenso, il loro umore è regolare senza sbalzi J ed è il momento giusto per fargliela pagare J

Dal 22° al 28° giorno ritorniamo ad avere una fase critica, simile ai primi 5 giorni con un rischio maggiore d’infortunio. Durante questi giorni però riscontriamo un aspetto positivo; si riesce ad ottenere una migliore mobilizzazione dei grassi (grazie all’ormone LH) come fonte energetica per cui può essere utile in questo momento programmare un allenamento volto a consumare maggiori quantità di grassi. Può andar bene anche una fase di lavoro aerobico a media intensità e di durata media.

Sulla base di quello che ho appena detto voglio darvi un consiglio per un protocollo tutto al femminile…

Ecco il vostro promemoria per applicare da subito questi accorgimenti “ormonali” importantissimi per ottenere in meno tempo un corpo tonico

Nella PRIMA SETTIMANA (quella delle mestruazioni) : ripetizioni più alte e carichi bassi.
Nella SECONDA E TERZA SETTIMANA: Potete svolgere allenamenti intensi e più volume. In genere io utilizzo tecniche di alta intensità come (rest-pause, stripping, cedimento, negative, isometriche ecc…).
Nella QUARTA SETTIMANA : 2-3 sedute di allenamento cardiovascolare di 20/30 minuti a media/bassa intensità

Per ora è tutto, spero questo articolo vi sia stato di grande aiuto per iniziare a lavorare più seriamente e con uno schema preciso. Ho parlato in maniera blanda delle fasi ormonali ma se avete delle domande non esitate a farle, anzi mi è utile per la creazione di un futuro articolo.
Per la donna che vuole risultati concreti ecco gli accorgimenti “ormonali” importantissimi per ottenere in meno tempo un corpo tonico che un buon trainer deve sapere

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La corsa è un allenamento sicuramente più faticoso che puoi fare per svariati motivi, ma è anche lo sport aerobico che ti può dare le più forti soddisfazioni e che ti fa sentire veramente bene con te stessa.

Per correre bene per una mezzoretta senza avere la sensazione di avere un infarto, ci vuole un’ottima resistenza che si costruisce passo passo.


Allenarsi bene in palestra : Allenati a ritmo lento e costante, che permettono al tuo cuore e ai polmoni di abituarsi allo sforzo. Se puoi, almeno inizialmente cerca di correre in palestra con l’aiuto di un tapis roulant, vedrai sarà meno stressante sia per la schiena e sia per tutto il fisico in generale.

Allenarsi con il cardio frequenzimetro: E’ essenziale monitorare il nostro cuore, il nostro motore deve lavorare a bassa intensità se volete perdere grasso corporeo, correre bene significa faticare ad un livello sopportabile e cerca di mantenerlo il più a lungo possibile e non mollare. Non gettare la spugna perché se ti fermi in quell’istante, butti via tutto il lavoro che hai fatto per arrivare fino a lì. Correre bene per perdere grasso corporeo

Il consumo calorico nella corsa:
Camminata alternata a corsa 410 kcal all’ora
Correre 8 km/h brucia 550 kcal all’ora
Correre 10 km/h brucia 685 kcal all’ora
Correre 14 km/h brucia 960 kcal all’ora

Correre bene per perdere grasso corporeo

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“I nuovi pensieri e le nuove verità passano attraverso tre fasi: Dapprima vengono ridicolizzati, poi fortemente contrastati e infine presi per scontati” Arthur Schopenhauer – Wikipedia

L’allenamento con i pesi è una disciplina che consente di arrivare ad una condizione fisica incredibile come per esempio oggi “silvester Stallone”

La vera medicina esisteva già nel 400 a.c. e Ippocrate diceva…

“Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento e di esercizio né in eccesso né in difetto, avremmo trovato la strada della salute” …..(Ippocrate 460-377 a.c.) Ippocrate – Wikipedia

“Coloro che utilizzano la pratica senza la scienza, sono come timonieri che guidano una barca senza utilizzare bussola e compasso, e non hanno mai la certezza di dove stanno andando”…(Leonardo Da Vinci 1452-1514) Leonardo da Vinci – Wikipedia

L’allenamento con i pesi aiuta a prevenire

-       Osteoporosi

-       Sindrome metabolica

-       Artrosi

-       Sarcopenia (leggi sotto)

L’allenamento con i pesi ha influenze positive nel ridurre il rischio cardiovascolare, nella prevenzione del cancro, nel ridurre la pressione arteriosa e nel controllo del peso corporeo.

Correlazioni positive sono state riscontrate anche con il miglioramento dell’uomore.

La sarcopenia è una sindrome che può esordire già in età di 40-50 anni, colpisce il 30% degli ultra sessantenni e il 50% degli over 80.

A 50anni c’è già un deficit del 10% della forza che a 70anni supera il 30%

La maggiorparte delle persone sopra i 70 anni non sono capaci di sollevare un peso di 5kg sopra la testa.


La forza muscolare è un predettore di longevità, più una persona è forte più ha la possibilità di vivere più a lungo

CONSEGUENZE DELLA SARCOPENIA:
diminuzione della forza, potenza e resistenza muscolare
diminuzione della massa ossea
diminuzione dell’equilibrio
diminuzione contenuto di acqua nell’organismo
diminuzione del metabolismo basale
alterazione della termoregolazione (intolleranza e ridotta risposta al freddo) IMPLICAZIONI CLINICHE
aumento osteoporosi
aumento rischio di cadute e fratture
aumento tessuto adiposo (grasso)
aumento rischio cardio-vascolare

PREVENZIONE DELLA SARCOPENIA CON L’ALLENAMENTO CON I PESI
La sarcopenia è un fenomeno in parte inevitabile con l’avanzare dell’età ma è in parte rallentabile dall’allenamento con i pesi. Una costante attività fisica è in grado di limitare fortemente il processo sarcopenico. Anche se la perdita di massa muscolare  è progressiva e non è arrestabile, l’attività fisica resta comunque il più efficiente intervento di prevenzione e cura sia nei maschi che nelle femmine anziani.
La sarcopenia non è solo questione di massa, ma anche di forza muscolare. Studi hanno dimostrato un netto guadagno di forza muscolare nei soggetti che abbinavano una supplementazione alimentare ad un’attività con i pesi almeno 3 volte la settimana.

PREVENZIONE DELLA SARCOPENIA INDOTTA DALLA DIETA
Durante la fase del dimagrimento si assiste inevitabilmente anche ad una certa perdita dimassa magra oltre a quella grassa. Nel giovane e nell’adulto questo effetto negativo è ricompensato dagli effetti positivi di un’attività fisica regolare. Nell’anziano, invece, il recupero di massa muscolare non è scontato, sia a causa del minor impegno fisico, sia per la diminuita efficienza anabolica dovuta all’età.
Occorre quindi prestare molta attenzione a sottoporre un ultra 70enne a dieta ipocalorica anche se obeso. Vanno attentamente valutati pro e contro, in particolar modo la presenza di comorbilità associate all’obesità. In assenza di indici di rischio clinici o metabolici è forse più opportuno mirare verso altri aspetti di outcome di salute come la qualità  più che la quantità dell’alimentazione e naturalmente sull’attività fisica.
Uno dei maggiori inconvenienti delle diete ipocaloriche è infatti la perdita di massa magra, cosa tanto più grave quanto più anziana è la persona e quindi già potenzialmente sarcopenica.

L’attività fisica durante il periodo del calo di peso è un’importante pratica per contenere questa perdita.
Un recente studio ha tuttavia mostrato che programma dietetico consistente in un moderato deficit calorico con apporto di proteine di elevata qualità a dosaggio (1 g per kg di peso corporeo al giorno) leggermente superiore a quello attualmente raccomandato associato ad esercizio fisico con i pesi almeno tre volte alla settimana di esercizi anaerobici associati ad esercizi di resistenza, flessibilità ed equilibrio consente una soddisfacente perdita di peso senza che si verifichino conseguenze negative sulla performance fisica globale, che anzi viene migliorata.

Nel caso di un anziano obeso è quindi opportuno affidarsi alle cure di Centri altamente specializzati che possono sia valutare l’opportunità o meno di intraprendere un percorso di terapia ma anche offrire un approccio combinato – sia dietetico che motorio – mirato per le persone anziane.
Nota: i consigli dietetici forniti sono puramente indicativi e possono richiedere adattamenti da parte del Medico sulla base della situazione clinica individuale

L’allenamento con i pesi ha influenze positive nel ridurre il rischio cardiovascolare, nella prevenzione del cancro, nel ridurre la pressione arteriosa e nel controllo del peso corporeo.

 

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La vitamina C è sicuramente la vitamina più conosciuta

Deve la sua scoperta al fatto che i marinari quando attraversavano gli oceani dovevano consumare alimenti conservati e si ammalavano di scorbuto. Non potendo consumare frutta e verdura che erano proprio particolarmente ricchi di quella sostanza “vitamina C” che era in grado di prevenire quella malattia.

La vitamina C (per visualizzare altri contenuti sulla vitamina C in wikipedia) fu’ utilizzata in varie maniere e si scopri soprattutto essere particolarmente efficace per proteggere i capillari e quindi il sistema vascolare.

La vitamina C ha tantissime altre funzioni per esempio quella più conosciuta e che possa prevenire le malattie da raffreddamento anche se non è dimostrato scientificamente. E’ dimostrato scientificamente che la vitamina C accorcia i tempi di guarigione da un raffreddore, se normalmente il corpo impiega 5 giorni per guarire con l’assunzione della vitamina C ci vogliono 3 giorni.

La vitamina C è un potentissimo antiossidante e quindi aiuta a contrastare i danni prodotti dai radicali liberi, particolarmente indicata per gli sportivi.

Si è visto che l’assunzione di vitamina C insieme ad altre sostanze come acetyl carnitina vitamina E, anch’essi anti ossidanti, sono in grado, per esempio, di ridurre i dolori muscolari ritardati che si hanno dopo allenamenti particolarmente intensi.

La vitamina C (clicca qui per acquistarla al prezzo più conveniente) inoltre ha un effetto positivo nel controllo dello stress per esempio si è visto che l’assunzione di 1gr di vitamina C prima dell’allenamento riduce la produzione del cortisolo.

Sappiamo che il cortisolo (leggi l’articolo) appunto l’ormone dello stress è da considerarsi un ormone negativo per lo sportivo se raggiunge livelli elevati per il suo effetto catabolico.

Quindi la vitamina C è indispensabile per tutti soprattutto per gli sportivi.

Bisogna valutare però i valori di ferritina (clicca per saperne di più) nel sangue perché se è alta allora l’assunzione di vitamina C deve essere moderata ed effettuata sotto controllo medico perché potrebbe ossidare il ferro con effetto negativo a livello delle pareti dei vasi arteriosi.

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Glutammina & Glutammina sottoforma di Glutammina Peptidica

La glutammina è un aminoacido non essenziale ma diventa tale in determinate situazioni, per esempio, in caso di particolare stress come può essere un intervento chirurgico o dopo allenamenti intensi.

E’ ormai dimostrato che si allena intensamente e frequentemente tende ad avere una carenza di glutammina.

Cosa comporta la carenza di glutammina?

La glutammina rappresenta il nutriente preferenziale dei leucociti (che sono le cellule del sistema immunitario) e quindi il nostro sistema immunitario funzionerà male.

Ecco perché gli atleti super allenati si ammalano più facilmente.

In atleti che si allenano frequentemente, l’assunzione di glutammina è fondamentale per mantenere le difese immunitarie.

La glutammina è importantissima anche per il muscolo, perché è uno degli aminoacidi maggiormente rappresentato nel citoplasma, cioè non tanto all’interno della fibra muscolare ma nella parte acquosa della cellula.

La presenza di una buona quantità di glutammina contribuisce a mantenere una corretta idratazione della cellula muscolare che impedisce o rallenta il catabolismo.

Quindi la glutammina in questo caso a un effetto anticatabolico

Inoltre la glutammina come integrazione ha anche l’effetto di mantenere stabile la glicemia, perché è un aminoacido glicogenetico cioè si trasforma velocemente in glucosio con il vantaggio di mantenere una glicemia stabile senza stimolare l’insulina ed è ormai noto quanto questo ormone, l’insulina appunto, possa aumentare le quantità di grasso.

Il problema è la modalità di assunzione di glutammina, perchè le cellule della mucosa intestinale sono particolarmente ghiotte di questo aminoacido “glutammina” la utilizzano proprio come nutriente preferenziale.

Se noi sciogliamo la glutammina cosi com’è in un bicchiere corriamo il rischio che questa non raggiunga il torrente ematico cioè venga consumata direttamente dal nostro apparato gastro-intestinale.

 

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Possiamo ovviare a questo problema utilizzando la glutammina sotto forma di glutammina peptidica, questa passa la mucosa intestinale entra nel sistema sanguinio permettendo alla glutammina di esercitare quegli effetti detti precedentemente.

Glutammina & Glutammina sottoforma di Glutammina Peptidica

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L’articolo che state leggendo vi aiuterà a prendere in considerazione una grande opportunità, quella di modificare il vostro stile alimentare entrando in ZONA e cominciando a sperimentare i benefici e le percezioni che vi può dare.

Senza rinunciare a nulla di particolare, mangiando una grande varietà di cibi e con un solo vincolo: le quantità vanno rispettate con scrupolo, senza fare eccezioni. Seguite attentamente le regole che presiedono alla Dieta ZONA perchè rispondono a un preciso bilanciamento dei nutrienti utili in ogni giornata.

Un altro suggerimento è : continuate a muovervi, l’attività fisica è raccomandata, naturalmente senza eccedere.

L’IMPORTANZA DELL’OMEGA 3 :

E’ importante assumere con regolarità cibi ricchi di omega-3 sono acidi grassi definiti “essenziali” perchè il nostro organismo non è in grado di produrli. Devono essere assunti necessariamente attraverso l’alimentazione oppure, in caso di ridotto apporto o aumentato fabbisogno, con l’integrazione.

Numerose ricerche scientifiche hanno evidenziato come, nel contesto di una dieta variata ed equilibrata ed uno stile di vita sano, gli omega-3 siano molto importanti perchè ci servono per essere più efficienti ed attivi, poichè svolgono importanti azioni sul nostro organismo:

L’EPA e il DHA contribuiscono al normale mantenimento delle funzioni cardiache (per assunzioni di almeno 250mg al giorno)

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Se siete in sovrappeso adottando la Dieta Zona inizierete a perdere DEFINITIVAMENTE la massa grassa al giusto ritmo (max 1/2 kg alla settimana) fino a raggiungere il peso forma.
Le diete che promettono dimagrimenti rapidi, oltre che essere una falsa promessa sono molto rischiose per la salute.

É impossibile consumare più di 1/2 chilogrammo di grasso (adipe) alla settimana, e se ci dovesse essere una perdita di peso superiore questa sarebbe da imputare alla perdita di massa magra o alla momentanea riduzione dei liquidi, che non appena avrete terminato la dieta e riprenderete le vostre solite abitudini alimentari sarà ripristinata. Risultato finale: avrete consumato solo muscoli e ridotto la vostra forza fisica.

Quello che consiglio, è provare con la dieta a Zona, inserite nel protocollo lunghe camminate (non corsa) anche 4 volte a settimana e vedrete che il risultato sarà perdita di grasso, miglioramento tono muscolare e benessere. Diventerete più belli, la pelle sarà diversa e il vostro umore migliorerà! Migliorerà anche il rapporto con il patner!

Il calcolo dei blocchetti viene fatto dal vostro nutrizionista di fiducia…si parte da 11 per la donna e 13 per l’uomo.

Il lato migliore della zona è che si possono utilizzare i grassi nei pasti, per dimagrire, anzi, in questo regime alimentare sono proprio i grassi base della produzione energetica. Inoltre non si devono modificare le proprie abitudini alimentari se non per il rapporto tra le quantità di macronutrienti. La dieta zona, detta anche dieta a zona o pro zona, nasce da un concetto molto semplice: sviluppare un mix di alimenti e di modalità di assunzione che diano il migliore rendimento in prestazioni e salute.

La zona offre dei vantaggi indiscutibli sopratutto come dieta per la salute, poi come dieta dimagrante e come dieta performante. E’ definita “a zona” perchè le proporzioni degli alimenti sono stabiliti in un certo range, definito appunto zona, più preciso è il rapporto, migliore è l’efficacia del programma alimentare, quindi rimanendo “in zona” si innescano tutti quegli effetti positivi di un’alimentazione non solo bilanciata ma anche ad alto rendimento.

Inoltre, la zona non è solo una formula di rapporto tra i vari macronutrienti ma stabilisce anche le fonti alimentari più indicate per il nostro organismo, mettendo in primo piano gli alimenti più favorevoli a discapito di quelli sfavorevoli. Per i più disinformati, poi, la Zona non è una dieta iper proteica ma stabilisce il giusto apporto giornaliero di proteine, per ognuno di noi diverso, in base al tipo di attività.

Conoscere meglio se stessi e cosa fare per mantenere in ordine la propria macchina biologica, il nostro corpo umano…se lo merita!!!

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CONSULTATE SEMPRE IL VOSTRO MEDICO
Raccomandiamo sempre di consultare il vostro medico prima di cambiare regime alimentare se sitete in cura o sottoposti ad assunzione di farmaci, anche se vi sembra di essere sani oppure sapete di avere qualche problema di salute: cambiare drasticamente le abitudini alimentari potrebbe influenzare gli esiti delle prescrizioni. Noi non siamo consapevoli del vostro stato di salute, e qualsiasi iniziativa da parte vostra in tal senso è solo ed esclusivamente sotto la vostra responsabilità. Se avete anche il minimo dubbio prendetevi questa precauzione.

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Cos’è la Cellulite?

Allo stato normale il derma e i tessuti che lo sostengono (pannicolo adiposo e strato muscolare) sono in uno stato di equilibrio fisiologico, metabolico e circolatorio che presuppone un reticolo micro-circolatorio, artero-venoso e linfatico perfettamente funzionante e uno strato adiposo sottocutaneo ben vascolarizzato, senza eccessi di accumulo, problemi trofici o fibrosi reattiva.

Tutti gli elementi che compongono i differenti strati cutanei sono in stretta relazione, realizzando delle unità tissutali e micro-circolatorie che sono legate sia sul piano anatomo-funzionale che chimico-metabolico.

La cosiddetta cellulite, il cui vero nome è panniculopatia edemato – fibro – sclerotica (P.E.F.S.), deriva dal un’alterazione del derma e dell’ipoderma; in condizioni ottimali, le cellule adipose (adipociti) normalmente presenti nel tessuto sottocutaneo funzionano da riserva di energia per l’organismo, che brucia grassi ogniqualvolta abbia necessità di combustibile.

In caso di stasi del circolo venoso questa “riserva” diventa difficile da utilizzare, si accumula fino a comprimere i capillari sanguigni, già fragili, che iniziano a trasudare plasma dalle loro pareti divenute porose.

Il plasma si infiltra fra le cellule, con il tempo provoca un’ infiammazione del tessuto adiposo con formazione di fibrosi dei tessuti sottocutanei: i capillari vengono ulteriormente compressi e il drenaggio dei liquidi in eccesso si fa sempre più difficile. Si innesca quindi un “circolo vizioso” che autoalimenta questa patologia, perché di vera e propria patologia si tratta, anche se spesso ci si limita al suo significato di banale inestetismo.

LE CAUSE DELLA CELLULITE

L’insorgere della cellulite dipende da diversi fattori che spesso si sommano fra loro (anche se, in fondo, tutto si può ricondurre ad un’alterazione del microcircolo); alcuni di essi non sono eliminabili e sono quindi definiti primari (ad es. il sesso, la razza o la familiarità), altri, detti secondari, sono collegati ad alcune fasi della vita, a patologie particolari o all’assunzione di farmaci; altri invece, definiti fattori aggravanti (ad es. cattiva alimentazione o sedentarietà), sicuramente potrebbero essere controllati adottando uno stile di vita diverso.

  • Fattori Primari:

Il fatto di essere donna e di razza bianca sono elementi sfavorevoli: la donna mediterranea è caratterizzata da una conformazione “a pera” (ginoide) in cui prevale l’azione degli ormoni femminili (gli estrogeni) sui recettori specifici, con il risultato di un accumulo dei chili in eccesso sulla parte bassa del corpo,ritenzione idrica e stasi circolatoria. Non a caso il problema comincia con l’adolescenza, periodo in cui vi è una vera e propria tempesta ormonale che segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta.

Anche la componente familiare è rilevante, considerato che alcuni disturbi del micro-circolo spesso si tramandano tra consanguinei e che l’insufficienza venosa e linfatica con fragilità capillare costituiscono l’anticamera della cellulite.

  • Fattori Secondari:
  • E’ noto che le manifestazioni cutanee della cellulite sono fortemente legate al ciclo femminile: l’aspetto “a materasso” della pelle aumenta nel periodo precedente il ciclo, soprattutto in caso di sindrome pre-mestruale, e in gravidanza quando sale il livello degli estrogeni con effetti positivi e negativi: aumenta l’appetito, migliora l’umore, si accumulano liquidi nei tessuti e il prodotto del concepimento preme sulle strutture vascolari, aggravando la situazione circolatoria magari già non perfetta, con segni di stasi.

Come regola, in generale, la cellulite diminuisce dopo la menopausa, in assenza di trattamento ormonale sostitutivo.

FATTORI AGGRAVANTI

  • Una muscolatura di cattiva qualità, sia per sedentarietà sia a seguito di un dimagrimento eccessivamente rapido che abbia sacrificato il “nobile” tessuto muscolare, è sicuramente uno dei fattori favorenti la cellulite. Il moto aiuta a mantenere efficiente muscolatura, circolazione e metabolismo aiutando a bruciare i grassi e a prevenire la stasi circolatoria.

La dieta scorretta, poi, con l’introduzione eccessiva di calorie, di cibi ricchi di grassi e di sale favorisce accumulo di adipe localizzato, ritenzione di liquidi, “intossicazione” generale dell’organismo e formazione degli odiati cuscinetti.

Anche una postura sbagliata contribuisce ad aggravare il quadro clinico: stare molte ore seduti rallenta la circolazione perché la sedia comprime i vasi e la situazione peggiora se si tengono le gambe accavallate. Non fa neanche bene trascorrere troppo tempo in piedi immobili, perché il sangue fa fatica a risalire dagli arti inferiori, con conseguente stasi circolatoria. I difetti dell’appoggio plantare (piede piatto, piede cavo ecc.) sono anche causa di postura errata e possono favorire i processi che portano alla formazione della cellulite.

Si deve evitare l’abbigliamento costrittivo: non dimentichiamo che abiti e biancheria attillati comprimono i vasi, mentre scarpe troppo strette o con tacco alto, oltre i 5 cm., ostacolano il ritorno venoso e linfatico e impediscono il corretto funzionamento dell’importantissima “pompa venosa” che abbiamo sotto i nostri piedi (un reticolo venoso che viene compresso ad ogni nostro passo e che imprime una spinta verso l’alto al sangue, impedendogli di ristagnare).

Stress e fumo sono altri fattori che favoriscono l’aggravarsi del quadro, l’uno per le inevitabili ripercussioni sul quadro ormonale (aumento dei cosiddetti “ormoni dello stress”), l’altro per la sua azione vasocostrittrice e per la sua capacità di aumentare i radicali liberi, sostanze che favoriscono i danni a carico del microcircolo ed accelerano i processi di invecchiamento generale dell’organismo.

GLI STADI DELLA CELLULITE

Prima si interviene contro la cellulite, migliori saranno i risultati dato che una cellulite al primo stadio, quando sono solo i liquidi stagnanti i protagonisti del quadro, è sicuramente più trattabile di una cellulite con presenza di noduli fibrosi. Importante è quindi riconoscere le sue caratteristiche:

1° STADIO (edematosa)

E’ caratterizzata dalla presenza di gonfiore (edema) dovuti al ristagno di liquidi nel tessuto e di accumulo di grasso e acqua nelle cellule. La cute è ancora tesa ed elastica ma si comincia ad avvertire un senso di pesantezza agli arti; se la cute viene compressa non rimangono “impronte”. E’ difficile riconoscerla ad occhio nudo.

2° STADIO (fibrosa)

A causa del cattivo drenaggio delle scorie accumulate e dell’insufficiente ossigenazione dei tessuti, le cellule di grasso rimangono imprigionate nei tessuti circostanti ed inizia il processo di fibrosi reattiva con formazione di fini nodulazioni che, se non contrastato, può evolvere verso lo stadio successivo in cui è facile la formazione di macronoduli.

L’epidermide assume un colorito spento, si arrossa se compressa e assume il cosiddetto aspetto “a buccia d’arancia” se viene stretta fra le dita. Spesso sono presenti capillari dilatati (teleangectasie), anche in forma ramificata. Sono tutti sintomi di cattiva ossigenazione, fragilità vasale e difficoltà a smaltire i grassi.

3° – 4° STADIO (sclerotica)

Vi è forte rallentamento del flusso sanguigno e linfatico, con noduli aumentati e dolenti al tatto. La fibrosi iniziale si è trasformata in vera e propria sclerosi dei tessuti che hanno ingabbiato in grossi ammassi duri i micronoduli precedenti.

Il numero dei capillari dilatati, quasi sempre presenti, aumenta. Qua e là appaiono degli ematomi, segno di fragilità capillare; la superficie cutanea non è più omogenea e levigata ma presenta il tipico aspetto “a materasso”, è fredda al tatto a causa dell’insufficienza circolatoria, è dolente se viene toccata anche con modesta pressione e, se viene compressa, lascia una depressione che scompare solo dopo alcuni secondi: è la cellulite agli ultimi stadi!

I RIMEDI PER LA CELLULITE

Illudersi che la cellulite scompaia da sola o che possa essere debellata con diete drastiche e tanta attività fisica è una chimera di cui non fidarsi: la cellulite non è un semplice inestetismo ma una vera “malattia” del connettivo dovuta ad un malfunzionamento del microcircolo: sbarazzarsene significa guadagnarci anche in salute.

La battaglia va combattuta su più fronti e con molto impegno, ci vuole una strategia completa fatta di dieta, attività fisica e trattamenti localizzati, sia di tipo estetico che di tipo medico, fino alla chirurgia per i casi più “gravi” e irriducibili.

LA DIETA.

La prevenzione inizia sulla tavola e qualsiasi trattamento è destinato a dare risultati modesti se non lo si associa ad uno stile di vita sano e se non si rivedono le abitudini alimentari. Un’alimentazione equilibrata ed adeguata fa sì che pesantezza, gonfiori degli arti e cellulite, causati da un rallentamento del circolo venoso, possano essere prevenuti e curati. Stipsi e ritenzione idrica sono, infatti, due tipici segnali di insufficiente e scorretto esercizio fisico associato ad una alimentazione disordinata. è necessario quindi orientare le abitudini alimentari verso un regime disintossicante, equilibrato, facilmente digeribile e, se necessario, ipocalorico. Nello scegliere gli alimenti da consumare nella dieta bisogna fare attenzione a quelli che favoriscono il ristagno e gonfiano i tessuti.

Il sodio trattiene i liquidi che, accumulandosi negli interstizi tra le cellule, ostacolano la circolazione: rinunciare ad un po’ di sale non significa necessariamente fare a meno dei sapori, perché può essere egregiamente sostituito da aromi da cucina. Da prendere seriamente in considerazione è l’assunzione giornaliera di acqua: è sempre consigliabile consumarne molta; un litro e mezzo è la quantità minima da assumere ogni giorno per permettere una buona diuresi e un’eliminazione ottimale delle sostanze tossiche e di rifiuto.

Da bandire gli eccessi di alimenti che affaticano il fegato, impedendogli di svolgere la sua azione “depuratrice” (caffè, cioccolato, bevande alcoliche, fritture, ecc.); preferire invece alimenti ad alto contenuto di fibre (che favoriscono il transito intestinale e l’evacuazione delle scorie alimentari, riducendo l’assorbimento di zuccheri e grassi), di vitamina C, vitamina E e potassio, capace di contrastare il sodio. I bioflavonoidi poi, di cui sono ricchi i frutti di bosco e sottobosco, sono dei veri alleati per una buona microcircolazione.

L’ATTIVITà FISICA.

Non solo a tavola si prevengono pesantezza, disturbi e inestetismi delle gambe: per averle agili e belle contano anche i gesti, le posizioni, l’abbigliamento, il moto e la scelta dell’esercizio fisico.

Lo sport serve non solo ad incrementare la combustione dei grassi e quindi ad avere un fisico asciutto, ma aiuta anche a tonificare i muscoli e a stimolare la circolazione.

La ginnastica più utile è quella di tipo aerobico, che stimola l’ossigenazione dei tessuti e mobilita i depositi di grasso. Almeno mezz’ora al giorno di esercizio fisico è il tempo ideale per ottenere risultati concreti e mantenersi in forma.

Via libera quindi al nuoto (che sfrutta anche l’azione di idromassaggio indotto dai movimento del corpo nell’acqua, alle pedalate in bicicletta (o alla cyclette, in mancanza della possibilità di pedalare all’aria aperta), al jogging e walking (camminate), alla ginnastica a corpo libero, all’atletica leggera.

TRATTAMENTI LOCALIZZATI.

I RIMEDI DA USARE IN CASA:

  • L’idromassaggio può essere sfruttato per l’azione levigante, rassodante e drenante i liquidi interstiziali dovuta al flusso sulla pelle delle “bollicine” prodotte dall’apparecchio, che funzionano esattamente come un micromassaggio.
  • I TRATTAMENTI IN ISTITUTO:
  • Affidarsi alle mani di un’estetista qualificata per combattere i cuscinetti significa, in fondo, aver voglia di coccolarsi un po’ e di regalarsi momenti di vero e puro relax. Naturalmente anche in questo caso non aspettiamoci dei miracoli e ricordiamoci che in casi di cellulite di stadio avanzato i trattamenti estetici sono solo un “utilissimo” (ed a volte necessario) supporto ad altri tipi di trattamento che, però, agiscono più in profondità.

Il massaggio estetico, basato su manipolazioni e frizioni, serve a drenare i liquidi in eccesso e aiuta l’eliminazione di gonfiori e pesantezza alle gambe. E’ un ottimo rilassante che aiuta a ridurre alcuni scompensi dell’organismo causati dallo stress e dall’ansia che contribuiscono indirettamente alla comparsa della cellulite.

Il linfodrenaggio serve a riattivare la circolazione linfatica, responsabile dello smaltimento delle tossine dell’organismo.

Si basa su manipolazioni che hanno il compito di convogliare la linfa dagli arti inferiori verso il tronco, laddove si trova lo sbocco finale. Se questa funzione non viene svolta manualmente, ma meccanicamente si parla di pressoterapia, dove le mani di un’abile professionista sono sostituite da un macchinario; si effettua infatti inserendo gli arti in speciali gambali che, gonfiandosi e sgonfiandosi ritmicamente, premono e rilasciano la zona interessata ottenendo un’azione drenante i liquidi stagnanti e riattivante il flusso sanguigno. Indispensabile, prima di sottoporsi a questo trattamento, consultare un medico che escluderà eventuali patologie che possano controindicarlo: malattia varicosa, problemi di reni, problemi di cuore, ecc.

L’Endermologie è una tecnica relativamente recente che, in modo non invasivo e non traumatico, consente un trattamento elettivo del tessuto connettivo, teso a riattivare la microcircolazione artero – venosa e linfatica e il metabolismo delle cellule del connettivo. Consiste in un “massaggio” computerizzato eseguito per mezzo di un manipolo dotato di rulli mobili che sollevano, spremono e comprimono la cute, permettendo un buon rimodellamento della silhouette, soprattutto quando sono presenti alterazioni del profilo e cedimenti dei tessuti. Anche in questo caso è bene sottoporsi preventivamente a visita medica che valuterà lo stato di salute del paziente, l’estensione e l’entità della cellulite. E’ possibile trovare questo tipo di metodica, oltre che negli istituti di bellezza, anche presso alcuni studi medici, laddove il medico può sfruttare l’azione di stimolazione dei tessuti prodotta dall’Endermologie anche per altri tipi di problematiche.

L’Elettrostimolazione in genere fa parte dei “pacchetti dimagranti” offerti dai centri di bellezza, ognuno dei quali si avvale di apparecchiature brevettate diverse fra loro per utilizzo e principio di azione. Aiuta a tonificare e a rassodare i tessuti, unita ad altri metodi può favorire l’eliminazione della buccia d’arancia e la riattivazione della circolazione: è una sorta di ginnastica passiva che, in caso d’impossibilità a praticare una costante attività fisica, può rappresentare una modesta alternativa: naturalmente non può sostituire del tutto il movimento attivo, che fornisce anche molti altri vantaggi, tra cui il potenziamento dell’apparato cardiovascolare, l’aumento del metabolismo basale, la liberazione interna di sostanze come le endorfine (i cosiddetti “ormoni del benessere) e molti, molti altri! Esistono anche apparecchiatura casalinghe, per il fai-da-te.

  • I TRATTAMENTI DEL MEDICO
  • Sono di competenza del medico tutti quei metodi che prevedono l’infiltrazione sottopelle di sostanze ad effetto drenante e/o riducente.
  • La mesoterapia si basa sull’iniezione nelle zone interessate di farmaci, spesso in cocktail, anche omeopatici. Sono farmaci ad azione lipolitica, drenante e vasoprotettrice, a seconda del problema, che possono venire iniettati sia con un multiniettore (una piastra circolare fornita di piccolissimi aghi in numero variabile) sia con un sottilissimo ago singolo lungo dai 4 ai 6 mm.

L’uso di un sistema piuttosto che dell’altro viene deciso dal medico e dipende dal problema da trattare; l’uso dell’ago singolo, comunque, oltre a ridurre il dolore nell’inserimento, causa meno ematomi e permette di evitare strutture che non dovrebbero essere toccate, come nei e capillari evidenti; sarà sempre il medico a verificare, prima del trattamento, l’eventuale intolleranza ai farmaci che vorrà utilizzare, facendo preventivamente una piccola prova in una zona nascosta (prova del “ponfo”) e procedendo al trattamento solo se non si verificano reazioni; c’è da dire che l’uso di più sostanze contemporaneamente, oltre a non aumentare significativamente l’efficacia del trattamento, espone a maggiori rischi di reazione avverse.

Dopo il trattamento è normale la presenza sulla zona trattata di un po’ di gonfiore e di qualche piccola ecchimosi (piccoli lividi), che svaniranno nel giro di pochi giorni. A questo proposito, è bene non esporsi al sole nei giorni immediatamente seguenti al trattamento, onde evitare l’accentuarsi di questi fenomeni.

Una versione aggiornata e “indolore” della mesoterapia è la microterapia: si effettua con un piccolo dispositivo a ventosa chiamato SIT (Skin Injection Therapy) munito nella cavità di un piccolissimo ago, lungo appena 2 mm. che, per le sue modeste dimensioni, non arriva a stimolare le terminazioni nervose e quindi non causa dolore.

Gli ultrasuoni sono onde sonore ad alta frequenza, non percepibili dall’orecchio umano, e vengono utilizzati già da tempo in campo medico per la loro capacità di produrre calore (azione diatermica). La frequenza degli ultrasuoni usati per combattere la cellulite (3 MHz) è tale da permetterne la penetrazione ad una profondità di 2-3 cm., dove provocano un movimento in seno ai liquidi ristagnanti e rompono le cellule di grasso, permettendo il riassorbimento di queste sostanze nel torrente circolatorio. Sfrutta invece una corrente elettrica a bassa frequenza l’elettrolipolisi, veicolandola nei tessuti mediante l’applicazione sottocutanea di coppie di aghi sottili (da 6 a 12 coppie) e creando una rete di campi magnetici in grado di mobilizzare i depositi di grasso.

Una miscela di ossigeno e ozono iniettata sotto cute mediante microiniezioni è alla base della ossigeno-ozono terapia. Il cocktail di questi due gas ha effetto lipolitico e drenante, con riduzione delle circonferenze e rivitalizzazione dei tessuti circostanti. E’ un metodo del tutto naturale, senza uso di sostanze farmacologiche e che in genere non presenta effetti collaterali e non dà problemi di intolleranze. Sarà sempre il medico, comunque, a valutare l’entità del problema e a decidere se e come intervenire. Ci sono poi alcuni altri metodi, più o meno efficaci, tra i quali è il caso di ricordare, anche senza scendere in particolari, l’agopuntura, la ionoforesi, la crioelettroforesi.

  • I TRATTAMENTI CHIRURGICI

Se si è provato di tutto e la situazione è veramente grave, con importanti problemi a carico della circolazione e dei tessuti, ci si può rivolgere ad un chirurgo, accertandosi che sia un professionista serio e, soprattutto, ESPERTO! Prima di ogni altra cosa, comunque, chiedetevi se VERAMENTE avete necessità di arrivare alla chirurgia, perché si tratta comunque di un intervento “cruento”, con alcune controindicazioni e con possibili rischi, la cui incidenza viene ridotta al minimo, però, se ci si rivolge a personale qualificato.

La lipoaspirazione, così come indica il nome, si effettua risucchiando il grasso tra la pelle e lo strato muscolare mediante l’inserimento, nelle piccole incisioni praticate dal chirurgo, di cannule sottili lunghe circa 12-15 cm. e collegate ad una macchina aspirante. Anche se l’intervento in genere viene effettuato in regime di day-hospital, è fondamentale la scelta di una struttura idonea che possa garantire, in caso di complicazioni, la degenza post-operatoria e i provvedimenti necessari. Il chirurgo visita preliminarmente la paziente, accertandosi che sia in stato di salute ottimale (alcune patologie controindicano l’intervento), si informa su alcune abitudini di vita (fumo, assunzione abituale di alcolici o di farmaci), provvede ad effettuare alcuni esami del sangue, delle urine e un elettrocardiogramma. Solo se tutto è a posto procederà all’intervento.

Per quanto riguarda la riuscita “estetica” del trattamento, un buon chirurgo valuterà attentamente l’elasticità della pelle perché, dopo essere stata svuotata dal grasso, dovrà essere in grado di riprendere il contorno originario senza cedimenti né rilassamenti. L’intervento si effettua in anestesia che, a seconda dell’entità dell’inestetismo, potrà essere locale, generale o peridurale (si viene “addormentati” dal tronco in giù). Se l’intervento ha interessato un’area molto estesa sarà necessario sottostare ad un breve periodo di immobilità assoluta; in tutti gli altri casi è meglio muoversi subito, in modo da riattivare la circolazione al più presto.

Per un mese circa la paziente indosserà delle guaine contenitive che serviranno a ridare compattezza ai tessuti; in genere gli ematomi (sempre presenti) si riassorbono in tre settimane e dopo circa due mesi la zona trattata prenderà l’aspetto definitivo. Il linfodrenaggio può aiutare nella ripresa. Con la lipoaspirazione gli adipociti eliminati non si riformeranno più, ma quelli rimanenti (uno strato adiposo sottocutaneo deve comunque rimanere!) possono aumentare in maniera anche consistente se si riprendono le abitudini sbagliate e se non si controlla la dieta: non vanificate tutti i sacrifici a cui vi siete sottoposti!

Con la liposcultura superficiale si procede in maniera simile alla metodica appena descritta, agendo però più in superficie e cioè appena sotto il derma.

Le piccolissime incisioni in genere non vengono suturate e si cicatrizzano spontaneamente nel giro di pochi giorni. Il post intervento è solitamente più breve e meno fastidioso.

Sfrutta, invece, l’azione degli ultrasuoni per frantumare le cellule di grasso la liposcultura ultrasonica, tecnica meno traumatica e poco invasiva: apposite cannule aspirano il grasso fluidificato.

Se la zona da trattare è particolarmente circoscritta si può ricorrere alla microliposuzione, adatta per piccole adiposità localizzate: guance, doppio mento, caviglie, ginocchia, ecc. Si esegue con cannule estremamente ridotte nel calibro, collegate a siringhe per l’aspirazione; i risultati sono spesso molto buoni, a patto che la pelle sia elastica e tonica. Dopo il trattamento si applicano delle bende adesive per far aderire perfettamente l’epidermide ai piani sottostanti e dopo un breve periodo di osservazione (6 – 8 ore circa) si torna a casa. Dopo alcuni giorni si torna dal medico per l’asportazione delle bende ed è preferibile far seguire dei massaggi per rassodare i tessuti.E’ utile per ridurre cuscinetti localizzati la laserlipolisi interstiziale, tecnica relativamente recente, dove la luce emessa dal laser genera un calore che altera la membrana della cellula adiposa fino a provocarne la distruzione. L’intermittenza della luce laser e il suo raggio ridotto fanno sì che i tessuti circostanti non possano essere danneggiati in alcun modo. La cannula per aspirare ha le dimensioni di un grosso ago e il trattamento si effettua infiltrando la zona da trattare con un anestetico locale, un vasocostrittore e bicarbonato di sodio, ad azione “lesiva” sulle cellule di grasso che dovranno essere “bombardate” dal raggio laser e il cui contenuto sarà aspirato dalle microcannule.

Il post intervento è molto meno fastidioso: si porteranno dei collant elasticizzati oppure una guaina contenitiva per alcuni giorni, scaduti i quali la paziente può ritornare alle sue attività abituali e può perfino fare sport; i risultati, però, non possono essere paragonati a quelli della lipoaspirazione tradizionale o di tutte le sue varianti sopra descritte.

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Parliamo di tecnologie dietetiche…

Si basano sul controllo e l’ottimizzazione dei rilasci di alcuni ormoni che regolano il metabolismo dei carboidrati, proteine e grassi attraverso l’uso dei cibi.

Non valutiamo i cibi solo per il loro gusto ma anche sull’impatto metabolico che questi hanno sulla secrezione di alcuni ormoni che ne modulano l’assimilazione e o la conversione in altri nutrienti.

I nostri geni, le strutture che stanno alla base della regolazione della vita stessa come la conosciamo, sono gli stessi di 160.000 anni fà (Homo sapiens). La capacità che abbiamo di metabolizzare i vari nutrienti derivanti dagli alimenti che introduciamo è rimasto invariato…

La nascita dell’agricoltura e quindi la conversione degli uomini da cacciatori-raccoglitori a stanziali , per l’umanità è stata una grande conquista, cominciarono ad essere prodotte farine da cui tutti i derivati che conosciamo : pasta, pane, biscotti, grissini, cracker…etc.

Fù una grande rivoluzione proprio perchè con le farine e quindi con cibi concentrati di glucosio si riusciva a introdurre grandi quantità di cibo, e quindi calorie derivanti sopratutto da carboidrati, che era difficile procurarsi prima con frutta e verdura.

Per farvi capire, pensate che 650gr di zucchine contengono 9gr di carboidrati, tale quantità è anche contenuta in 10gr di pane.

 

 

Tornando al nostro sistema biochimico una domanda nasce spontanea…cosa succede se introduciamo cibi ad alta concentrazione di carboidrati?

Se tali alimenti non sono alla base della nostra alimentazione, probabilmente non succede nulla, visto che il corpo ha svariati sistemi per fronteggiare occasionali introduzioni, seppur grandi, di alimenti concentrati, ma se tali alimenti diventano la base della nostra alimentazione è possibile che qualche cosa possa succedere.

Un esempio è il diabete…L’insulina (ormone prodotto dal pancreas) mantiene stabile il livello di glucosio all’interno di determinati parametri fisiologici. Questo zucchero è estremamente importante perchè è l’unica fonte di nutrimento per quello che forse è il più importante dei nostri organi : Il Cervello. Infatti il cervello, a differenza dei muscoli che possono funzionare sia con zuccheri che grassi a seconda del tipo di attività predominante, funziona solo a zucchero, glucosio naturalmente, da qui l’importanza di questo elemento.

Quando i livelli di glucosio nel sangue sono troppo bassi il cervello lo rileva e ci manda un messaggio di fame. Se i livelli di glucosio nel sangue sono troppo alti, viene inviato un messaggio al pancreas di produrre un ormone : Insulina. L’insulina porta gli eccessi di glucosio all’interno dei muscoli o del fegato sotto forma di glicogeno (un polimero del glucosio), nei primi verrà utilizzato principalmente in presenza di un’attività anaerobica, nel secondo verrà messo a riserva e utilizzato nel caso altro glucosio di derivazione alimentare non arrivi tramite alimenti.

Curiosità importante : sotto forma di glicogeno possiamo mettere a riserva circa 400gr di glucosio 100gr nel fegato e 300gr nei muscoli (questo in un uomo medio di 75kg) una quantità molto bassa se pensiamo che con 500gr di pane, pasta e bevande dolci riusciamo a saturare rapidamente le nostre scorte…

Ma cosa succede se saturiamo le nostre scorte di glicogeno?

Molto semplice, l’insulina ha un’altra capacità : trasforma gli zuccheri in grasso.

Un altra brutta notizia è che se non fate un’attività giornaliera che preveda grossi sforzi in un breve lasso di tempo come per esempio 100mt di corsa alla massima velocità, sollevamento pesi, lancio del disco, etc, molto difficilmente avrete bisogno di grosse quantità di glucosio per ripristinare i vostri livelli di glicogeno muscolare e epatico. Per una persona sedentaria circa il 60-70% degli zuccheri in eccesso che introduce vengono trasformati in grassi…

Ecco perchè anche senza essere nutrizionisti avrete notato che è sufficiente diminuire la quantità di pane e pasta che mangiate per incominciare a dimagrire velocemente.

Alte assunzioni di carboidrati e quindi alte produzioni di insulina, non solo ci predispongono ad ingrassare e a manifestazioni di diabete (come per esempio nelle persone predisposte, il diabete di tipo II, ossia il melito) ma anche alla produzione di una classe di sostanze ad effetto ormonale chiamate eicosanoidi.

Gli eicosanoidi sono stati suddivisi in buoni e cattivi in relazione agli effetti che hanno sul nostro organismo. Naturalmente, alti livelli cronici di insulina, attraverso un meccanismo molto complesso e non del tutto mappato, stimola la sintesi in grande quantità di quelli cattivi .

Per determinare l’impatto dei carboidrati sulle produzioni di insulina è stato dato a tutti i cibi che contengono zuccheri un indice glicemico. L’indice glicemico di un alimento rappresenta la velocità con cui aumenta la glicemia (e cioè la concentrazione di glucosio nel sangue) in seguito all’assunzione di quell’alimento. L’indice è espresso in termini percentuali rispetto alla velocità con cui la glicemia aumenta in seguito all’assunzione di un alimento di rifermineto (che ha indice glicemico 100) : un indice glicemico 50 vuol dire che l’alimento innalza la glicemia con una velocità che è pari alla metà di quella dell’alimento di riferimento. L’alimento di riferimento normalmente è il glucosio o il pane bianco.

Oltre all’indice glicemico oggi si utilizza un altro indice che viene chiamato carico glicemico. Questo indice tiene conto non solo dell’indice glicemico, ma anche della quantità totale di carboidrati contenuti nell’alimento che abbiamo ingerito, quindi è più specifico in quanto meglio definisce quelli che saranno i rilasci insulinici relativi ad uno specifico quantitativo introdotto di un dato alimento. In questo modo vediamo che frutta e verdura danno un carico glicemico per grammi introdotti estremamente più basso rispetto ai derivati delle farine.

Ritorniamo quindi a quanto detto sopra in relazione al nostro sistema biochimico ed alla sua evoluzione. I carboidrati secondo questa visione dovrebbero essere principalmente ricavati da frutta e verdura in quanto per poter alzare significativamente i nostri livelli di insulina con questi alimenti dovremmo mangiarne in quantità industriale e questo vale specialmente per la verdura.

Inoltre frutta e verdura non contengono solo carboidrati , ma anche vitamine, sali minerali e antiossidanti che nel pane e nella pasta sono inesistenti.

Per quanto riguarda le fonti proteiche anche per queste si consiglia di ricavarle principalmente da carne, pesce e uova.

 

 

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