cellulite

IL DIMORFISMO SESSUALE e LA DIVERSITA’ BIOLOGICA E STRUTTURALE correlata al potenziale riproduttivo.

 

Tra uomo e donna ci sono delle differenze fisiche e fisiologiche che sono evidenti come : Bacino, mammelle, forza, massa muscolare e ossa, globuli rossi e trasporto di ossigeno.

Il Sistema immunitario della femmina ha una immunocompetenza maggiore e più globuli bianchi, è più longeva del maschio

 

SISTEMA NERVOSO CENTRALE

Maschio : Creatività, curiosità, rischio (finalizzato alla ricerca di nuove opportunità e risorse)

Femmina : realismo, pragmaticità, cooperazione (finalizzate alla protezione della prole)

RISPOSTA ALLO STRESS

Maschio : (testosterone e cortisolo)

Femmina : (Estrogeni e ossitocina)

RISPOSTA ALL’ESERCIZIO

Da 40 a 60 volte minore produzione di testosterone compensata da una maggior sensibilità  all’ormone

Minore risposta del GH e minore utilizzo di glicogeno nel lavoro strenuo contro resistenze. (quindi smaltimento di massa muscolare)

 

GLI SPORT AEROBICI vs IPERPLASIA

Gli sport Aerobici nella Donna incidono su età del menarca, Amenorrea e Disturbi Mestruali.

Queste disfunzioni mestruali possono incidere sulla elasticità di tendini e legamenti e predisporre a traumi e lesioni.

Negli sport dove il peso corporeo è determinante si registrano più disfunzioni mestruali e amenorree

 

Vuoi modellare il tuo fisico ed assumere un aspetto FITNESS & ESTETICO?

Devi lavorare in IPERPLASIA

10-15secondi per serie con positiva esplosiva e controllo della negativa, allenati ad esaurimento con recuperi tra serie e serie di 3 – 5 minuti . Evita il lavoro lattacido  e/o aerobico lattacido.

Questo se hai una massa grassa non superiore al 20/25%.

I MUSCOLI DELLE DONNE

Hanno la stessa struttura, e tipologia delle fibre maschili, hanno la stessa biomeccanica e gli stessi metabolismi energetici.

Avete l’articolazione delle spalle più debole e avete una minore capacità contrattile (dovuta alla mancanza di testosterone)

 

 

allenamento donna body building

allenamento donna body building

L’OGGETTO DEL DESIDERIO… TITS & ASS

La mammella poggia sui muscoli grande pettorale e piccolo pettorale, la ghiandola è costituita da lobuli divisi da fasci fibrosi. Il grasso è la componente maggiore.

La ghiandola è ben vascolarizzata internamente e superficialmente e con l’età si riduce sia la ghiandola che la parte adiposa.

 

L’esercizio al pettorale deve essere moderato per avere un beneficio per la pelle e per l’intera struttura, correggendo la postura si solleva il torace e migliora l’aspetto del seno.

L’esercizio INTENSO nella fase di recupero attinge dal grasso adiacente e svuota la mammella dalla componente adiposa.

 

Solo un buon personal trainer di alto livello conosce gli esercizi idonei per il tuo miglioramento! Se vuoi farti seguire dal sottoscritto scrivimi davidedidonatocoach@gmail.com studierò per te un protocollo personalizzato rispettando il tuo delicato equilibrio…

La donna infatti ha un equilibrio molto complesso e anche molto delicato, va maneggiato con cura per non creare scompensi ormonali e perdita di femminilità.

 

I GLUTEI …ti dico solo questo:

Neppure un folle penserebbe di allenarli solo con lo squat…

Ecco la funzione del gluteo…

- Estensione della coscia sul bacino

- Abduzione della coscia (fasci superiori)

- Adduzione e supinazione della coscia abdotta (fasci inferiori)

- Extrarotazione del femore

- Estensione della gamba sul femore (tramite la benderella ILEO-Tibiale)

- Stazione eretta

 

Solo un buon personal trainer di alto livello conosce gli esercizi idonei per il tuo miglioramento! Se vuoi farti seguire dal sottoscritto scrivimi davidedidonatocoach@gmail.com studierò per te un protocollo personalizzato rispettando il tuo delicato equilibrio…

La donna infatti ha un equilibrio molto complesso e anche molto delicato, va maneggiato con cura per non creare scompensi ormonali e perdita di femminilità.

 

Nel prossimo articolo ti parlerò di CELLULITE e come fare per eliminarla ;)

ECCO ALTRI CONCETTI CHE DEVI CONOSCERE PER OTTENERE IL TUO SUCCESSO

ALLENAMENTO AL FEMMINILE. LE TRE FASI ORMONALI DA CONSIDERARE PER UN FISICO DA FAVOLA

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{ 2 commenti }

Voi Donne avete rispetto a noi uomini caratteristiche ormonali diverse, e questo lo sapete, per cui la distribuzione del grasso è differente.

Ormai da molti anni continuo a vedere donne che si ammazzano di corsi e lavoro aerobico purtroppo senza ottenere risultati.

Non voglio dire che non servono a nulla, ma già non avete testosterone e siete predisposte allo stress, in più contribuite a peggiorare la situazione…non mangiate in maniera adeguata perché siete convinte che l’alimentazione giusta per voi siano cereali, yogurt e latte!

E’ ora di dare una svolta!!!

Devi ragionare ormonalmente e non caloricamente...i migliori medici lo sanno e purtroppo non essendolo non posso dire altro...Dopo aver letto questo articolo, documentati e chiedi il parere di un buon medico.

dimagrire bene dimagrire mangiando, dimagrire velocemente, come dimagrire, peso ideale, dimagrire pancia

 

Come ben sai non sono un medico ma vanto molta esperienza sul campo, mi sono documentato molto in questi 5 anni e ho conosciuto persone autorevoli tra cui medici che mi hanno aperto gli occhi.

Cara Donna, per ottenere il tuo successo e quindi il tuo dimagrimento devi prima eliminare l’infiammazione e lo Stress!!!

Vorrei che tu mi ascoltassi bene e che dopo aver letto questo articolo cominci a documentarti e ad applicare i miei consigli…

Avete la fortuna di essere forti e di sopportare bene il dolore come può essere il parto ma per avere determinate caratteriste (di cui vi sentite fiere) avete dovuto pagare un prezzo…

 

Il prezzo si chiama : “CELLULITE”

Non finisce qui…l’altro prezzo da pagare si chiama “STRESS” (la vostra attività ormonale vi predispone a questo)

 

Oggi Ti do la soluzione!

 

Scarica questa mia scheda di allenamento (clicca qui)

Devi allenarti intensamente nelle 2 settimane centrali (utilizza il mio protocollo e spingi al massimo nelle 2 settimane centrali) il risultato sarà meno squilibri ormonali e più tono muscolare!!!

Devi considerare le 3 fasi ormonali proprio perché non sei fatta come l’uomo, sei molto delicata e predisposta a farti male, scusami se te lo dico ma è così , hai sicuramente altre qualità più superiori rispetto a noi uomini ;)

Se hai letto il mio precedente articolo

“ALLENAMENTO AL FEMMINILE. LE TRE FASI ORMONALI DA CONSIDERARE PER UN FISICO DA FAVOLA”

(clicca qui)

Hai sicuramente letto e fatto attenzione ai tuoi ormoni perché bisogna saperci convivere…

 

ALIMENTAZIONE

Che tipo di alimentazione fare?

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Ti chiedo un ultimo sforzo voglio presentarmi e t’invito a leggere questa mia presentazione. Appena termini la lettura fai “mi piace” e Like condividi nel tuo social network preferito! ;)

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Abitudini di tanti appassionati di body building nelle discoteche…

Questo articolo è nato grazie alla mia curiosità, volevo capire come tanti ragazzi che praticano body building riescono ad avere addomi tirati nonostante il consumo di alcolici.

Spero che la comunità scentifica e medica non me ne voglia :)

Non voglio assolutamente spingere la gente a consumare alcolici anzi sarebbero da evitare! Ognuno è libero di fare ciò che vuole e non voglio assolutamente fare il moralista, bevo anch’io!

Quanti di voi hanno notato il giorno dopo aver bevuto magari due cocktail, come può essere il negroni, un effetto diuretico con una conseguente diminuzione della ritenzione idrica cutanea?

Effetti dell'alcool per i muscoli

Bere alcolici non giova alla salute e neanche alla salute dei tuoi muscoli e dei tuoi ormoni

L’alcool disidrata e il corpo richiama acqua per eliminare la sostanza.

Di base c’è un all’allenamento settimanale molto pesante, un alimentazione che in questi soggetti è principalmente proteica con una sorta di ricarica glicemica diciamo nella serata con i super alcolici.

Pazzesco vero? Eppure funziona…

Chi riesce a divertirsi veramente, chi riesce a dosare il giusto quantitativo di alcolici in una sera gestendoli riesce ad esprimere tantissima energia ballando liberando neurormoni come l’adrenalina.

La musica gioca un ruolo molto importante…

Nei soggetti predisposti, parliamo sempre di genetica alla fine, si ha un aumento della frequenza cardiaca, un aumento del flusso sanguigno ai muscoli (e lo si percepisce guardando come si dilatano le vene per esempio sulle braccia), e ci si trova in uno stato di estasi. (Io non sono un medico, queste sensazioni le ho provate realmente e le provo ogni volta)

L’errore più grande che può fare una persona e quello di bere fino a stare male, usando anche droghe e trascurando l’alimentazione, trascurando le proteine e mangiando cibi spazzatura e magari mangiare 2/3 panini post-discoteca. Così facendo si ingrassa soltanto…se avete fame mangiate carne magra senza pane!

Non sono a favore del consumo di alcolici, infatti questi sono causa di molti incidenti e fatali, basterebbe solo capire la quantità giusta per non stare male, sapersi divertire rimanendo lucidi, bere molta acqua e aspettare prima di mettersi alla guida.

Consultandomi ho scoperto che una determinata quantità di alcolici equivalente ad 1 o 2 drink inibisce determinati blocchi che possono portare la persona a bloccarsi e inibiscono quella che è la memoria a lungo termine, eliminando determinate sofferenze e liberando energia positiva. Se si esagera aumentando la dose e quindi 4 e più super alcolici il risultato e catastrofico!

L’alcol se è in eccesso diventa letale aumentando la massa grassa soprattutto viscerale e diminuisce la massa muscolare, in più il vostro organismo soffrirà lottando con tutte le sue forze per eliminare l’acido.

Ma ora vediamo come alcuni ragazzi riescono ad avere corpi tonici e addomi tirati…

Ci sono numerosi studi sul consumo di etanolo e mi ha stupito questa cosa.. in caso di dieta ipocalorica la sostituzione della calorie mancanti attraverso il consumo (basso, parliamo di 1 / 2 coktail) migliora e velocizza la perdita di grasso, questo solo quando l’alcool deve essere smaltito e quindi nelle ore successive, quando bevi e balli non stai usando i grassi ma bensi glicogeno e muscoli è utile farlo perché il muoversi permette di bruciare le calorie donate dall’etanolo e sono molte!!!

L’alcool e quindi l’etanolo è il peggior nutriente che potresti utilizzare. Gli zuccheri  contenuti nell’alcool vengono utilizzati per produrre acidi grassi che vengono immagazzinati come grasso nel fegato e quindi grasso viscerale ed è la cosa peggiore che una persona può fare per rovinarsi la salute. L’alcool ti mangia e non và d’accordo con l’attività fisica ecco la verità! Chi ha corpi tonici e semplicemente aiutato dalla genetica, ma attenzione al grasso viscerale e al nostro fegato.

Purtroppo l’alcool ha un effetto negativo sul sistema ormonale, testosterone e ormone della crescita GH sono fortemente influenzati dall’alcool, perciò questi soggetti potranno solo rimanere asciutti ma non metteranno massa muscolare a meno che mettete in pratica l’alimentazione pubblicata nel mio precedente articolo ma è difficile e potrebbe farvi star male e comunque non sono un medico per dirvi certe cose.…vedete voi

Ripeto che non sono un medico sono un atleta come te e mi piace discutere e trattare argomenti importanti che possono aprirti la porta vedendo in maniera diversa determinate abitudini e il mondo che ti circonda. Capire le reazioni del nostro organismo a determinati stimoli e stress è un qualcosa di affascinante per me.

Muscoli e alcool perchè no?

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Cos’è la Cellulite?

Allo stato normale il derma e i tessuti che lo sostengono (pannicolo adiposo e strato muscolare) sono in uno stato di equilibrio fisiologico, metabolico e circolatorio che presuppone un reticolo micro-circolatorio, artero-venoso e linfatico perfettamente funzionante e uno strato adiposo sottocutaneo ben vascolarizzato, senza eccessi di accumulo, problemi trofici o fibrosi reattiva.

Tutti gli elementi che compongono i differenti strati cutanei sono in stretta relazione, realizzando delle unità tissutali e micro-circolatorie che sono legate sia sul piano anatomo-funzionale che chimico-metabolico.

La cosiddetta cellulite, il cui vero nome è panniculopatia edemato – fibro – sclerotica (P.E.F.S.), deriva dal un’alterazione del derma e dell’ipoderma; in condizioni ottimali, le cellule adipose (adipociti) normalmente presenti nel tessuto sottocutaneo funzionano da riserva di energia per l’organismo, che brucia grassi ogniqualvolta abbia necessità di combustibile.

In caso di stasi del circolo venoso questa “riserva” diventa difficile da utilizzare, si accumula fino a comprimere i capillari sanguigni, già fragili, che iniziano a trasudare plasma dalle loro pareti divenute porose.

Il plasma si infiltra fra le cellule, con il tempo provoca un’ infiammazione del tessuto adiposo con formazione di fibrosi dei tessuti sottocutanei: i capillari vengono ulteriormente compressi e il drenaggio dei liquidi in eccesso si fa sempre più difficile. Si innesca quindi un “circolo vizioso” che autoalimenta questa patologia, perché di vera e propria patologia si tratta, anche se spesso ci si limita al suo significato di banale inestetismo.

LE CAUSE DELLA CELLULITE

L’insorgere della cellulite dipende da diversi fattori che spesso si sommano fra loro (anche se, in fondo, tutto si può ricondurre ad un’alterazione del microcircolo); alcuni di essi non sono eliminabili e sono quindi definiti primari (ad es. il sesso, la razza o la familiarità), altri, detti secondari, sono collegati ad alcune fasi della vita, a patologie particolari o all’assunzione di farmaci; altri invece, definiti fattori aggravanti (ad es. cattiva alimentazione o sedentarietà), sicuramente potrebbero essere controllati adottando uno stile di vita diverso.

  • Fattori Primari:

Il fatto di essere donna e di razza bianca sono elementi sfavorevoli: la donna mediterranea è caratterizzata da una conformazione “a pera” (ginoide) in cui prevale l’azione degli ormoni femminili (gli estrogeni) sui recettori specifici, con il risultato di un accumulo dei chili in eccesso sulla parte bassa del corpo,ritenzione idrica e stasi circolatoria. Non a caso il problema comincia con l’adolescenza, periodo in cui vi è una vera e propria tempesta ormonale che segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta.

Anche la componente familiare è rilevante, considerato che alcuni disturbi del micro-circolo spesso si tramandano tra consanguinei e che l’insufficienza venosa e linfatica con fragilità capillare costituiscono l’anticamera della cellulite.

  • Fattori Secondari:
  • E’ noto che le manifestazioni cutanee della cellulite sono fortemente legate al ciclo femminile: l’aspetto “a materasso” della pelle aumenta nel periodo precedente il ciclo, soprattutto in caso di sindrome pre-mestruale, e in gravidanza quando sale il livello degli estrogeni con effetti positivi e negativi: aumenta l’appetito, migliora l’umore, si accumulano liquidi nei tessuti e il prodotto del concepimento preme sulle strutture vascolari, aggravando la situazione circolatoria magari già non perfetta, con segni di stasi.

Come regola, in generale, la cellulite diminuisce dopo la menopausa, in assenza di trattamento ormonale sostitutivo.

FATTORI AGGRAVANTI

  • Una muscolatura di cattiva qualità, sia per sedentarietà sia a seguito di un dimagrimento eccessivamente rapido che abbia sacrificato il “nobile” tessuto muscolare, è sicuramente uno dei fattori favorenti la cellulite. Il moto aiuta a mantenere efficiente muscolatura, circolazione e metabolismo aiutando a bruciare i grassi e a prevenire la stasi circolatoria.

La dieta scorretta, poi, con l’introduzione eccessiva di calorie, di cibi ricchi di grassi e di sale favorisce accumulo di adipe localizzato, ritenzione di liquidi, “intossicazione” generale dell’organismo e formazione degli odiati cuscinetti.

Anche una postura sbagliata contribuisce ad aggravare il quadro clinico: stare molte ore seduti rallenta la circolazione perché la sedia comprime i vasi e la situazione peggiora se si tengono le gambe accavallate. Non fa neanche bene trascorrere troppo tempo in piedi immobili, perché il sangue fa fatica a risalire dagli arti inferiori, con conseguente stasi circolatoria. I difetti dell’appoggio plantare (piede piatto, piede cavo ecc.) sono anche causa di postura errata e possono favorire i processi che portano alla formazione della cellulite.

Si deve evitare l’abbigliamento costrittivo: non dimentichiamo che abiti e biancheria attillati comprimono i vasi, mentre scarpe troppo strette o con tacco alto, oltre i 5 cm., ostacolano il ritorno venoso e linfatico e impediscono il corretto funzionamento dell’importantissima “pompa venosa” che abbiamo sotto i nostri piedi (un reticolo venoso che viene compresso ad ogni nostro passo e che imprime una spinta verso l’alto al sangue, impedendogli di ristagnare).

Stress e fumo sono altri fattori che favoriscono l’aggravarsi del quadro, l’uno per le inevitabili ripercussioni sul quadro ormonale (aumento dei cosiddetti “ormoni dello stress”), l’altro per la sua azione vasocostrittrice e per la sua capacità di aumentare i radicali liberi, sostanze che favoriscono i danni a carico del microcircolo ed accelerano i processi di invecchiamento generale dell’organismo.

GLI STADI DELLA CELLULITE

Prima si interviene contro la cellulite, migliori saranno i risultati dato che una cellulite al primo stadio, quando sono solo i liquidi stagnanti i protagonisti del quadro, è sicuramente più trattabile di una cellulite con presenza di noduli fibrosi. Importante è quindi riconoscere le sue caratteristiche:

1° STADIO (edematosa)

E’ caratterizzata dalla presenza di gonfiore (edema) dovuti al ristagno di liquidi nel tessuto e di accumulo di grasso e acqua nelle cellule. La cute è ancora tesa ed elastica ma si comincia ad avvertire un senso di pesantezza agli arti; se la cute viene compressa non rimangono “impronte”. E’ difficile riconoscerla ad occhio nudo.

2° STADIO (fibrosa)

A causa del cattivo drenaggio delle scorie accumulate e dell’insufficiente ossigenazione dei tessuti, le cellule di grasso rimangono imprigionate nei tessuti circostanti ed inizia il processo di fibrosi reattiva con formazione di fini nodulazioni che, se non contrastato, può evolvere verso lo stadio successivo in cui è facile la formazione di macronoduli.

L’epidermide assume un colorito spento, si arrossa se compressa e assume il cosiddetto aspetto “a buccia d’arancia” se viene stretta fra le dita. Spesso sono presenti capillari dilatati (teleangectasie), anche in forma ramificata. Sono tutti sintomi di cattiva ossigenazione, fragilità vasale e difficoltà a smaltire i grassi.

3° – 4° STADIO (sclerotica)

Vi è forte rallentamento del flusso sanguigno e linfatico, con noduli aumentati e dolenti al tatto. La fibrosi iniziale si è trasformata in vera e propria sclerosi dei tessuti che hanno ingabbiato in grossi ammassi duri i micronoduli precedenti.

Il numero dei capillari dilatati, quasi sempre presenti, aumenta. Qua e là appaiono degli ematomi, segno di fragilità capillare; la superficie cutanea non è più omogenea e levigata ma presenta il tipico aspetto “a materasso”, è fredda al tatto a causa dell’insufficienza circolatoria, è dolente se viene toccata anche con modesta pressione e, se viene compressa, lascia una depressione che scompare solo dopo alcuni secondi: è la cellulite agli ultimi stadi!

I RIMEDI PER LA CELLULITE

Illudersi che la cellulite scompaia da sola o che possa essere debellata con diete drastiche e tanta attività fisica è una chimera di cui non fidarsi: la cellulite non è un semplice inestetismo ma una vera “malattia” del connettivo dovuta ad un malfunzionamento del microcircolo: sbarazzarsene significa guadagnarci anche in salute.

La battaglia va combattuta su più fronti e con molto impegno, ci vuole una strategia completa fatta di dieta, attività fisica e trattamenti localizzati, sia di tipo estetico che di tipo medico, fino alla chirurgia per i casi più “gravi” e irriducibili.

LA DIETA.

La prevenzione inizia sulla tavola e qualsiasi trattamento è destinato a dare risultati modesti se non lo si associa ad uno stile di vita sano e se non si rivedono le abitudini alimentari. Un’alimentazione equilibrata ed adeguata fa sì che pesantezza, gonfiori degli arti e cellulite, causati da un rallentamento del circolo venoso, possano essere prevenuti e curati. Stipsi e ritenzione idrica sono, infatti, due tipici segnali di insufficiente e scorretto esercizio fisico associato ad una alimentazione disordinata. è necessario quindi orientare le abitudini alimentari verso un regime disintossicante, equilibrato, facilmente digeribile e, se necessario, ipocalorico. Nello scegliere gli alimenti da consumare nella dieta bisogna fare attenzione a quelli che favoriscono il ristagno e gonfiano i tessuti.

Il sodio trattiene i liquidi che, accumulandosi negli interstizi tra le cellule, ostacolano la circolazione: rinunciare ad un po’ di sale non significa necessariamente fare a meno dei sapori, perché può essere egregiamente sostituito da aromi da cucina. Da prendere seriamente in considerazione è l’assunzione giornaliera di acqua: è sempre consigliabile consumarne molta; un litro e mezzo è la quantità minima da assumere ogni giorno per permettere una buona diuresi e un’eliminazione ottimale delle sostanze tossiche e di rifiuto.

Da bandire gli eccessi di alimenti che affaticano il fegato, impedendogli di svolgere la sua azione “depuratrice” (caffè, cioccolato, bevande alcoliche, fritture, ecc.); preferire invece alimenti ad alto contenuto di fibre (che favoriscono il transito intestinale e l’evacuazione delle scorie alimentari, riducendo l’assorbimento di zuccheri e grassi), di vitamina C, vitamina E e potassio, capace di contrastare il sodio. I bioflavonoidi poi, di cui sono ricchi i frutti di bosco e sottobosco, sono dei veri alleati per una buona microcircolazione.

L’ATTIVITà FISICA.

Non solo a tavola si prevengono pesantezza, disturbi e inestetismi delle gambe: per averle agili e belle contano anche i gesti, le posizioni, l’abbigliamento, il moto e la scelta dell’esercizio fisico.

Lo sport serve non solo ad incrementare la combustione dei grassi e quindi ad avere un fisico asciutto, ma aiuta anche a tonificare i muscoli e a stimolare la circolazione.

La ginnastica più utile è quella di tipo aerobico, che stimola l’ossigenazione dei tessuti e mobilita i depositi di grasso. Almeno mezz’ora al giorno di esercizio fisico è il tempo ideale per ottenere risultati concreti e mantenersi in forma.

Via libera quindi al nuoto (che sfrutta anche l’azione di idromassaggio indotto dai movimento del corpo nell’acqua, alle pedalate in bicicletta (o alla cyclette, in mancanza della possibilità di pedalare all’aria aperta), al jogging e walking (camminate), alla ginnastica a corpo libero, all’atletica leggera.

TRATTAMENTI LOCALIZZATI.

I RIMEDI DA USARE IN CASA:

  • L’idromassaggio può essere sfruttato per l’azione levigante, rassodante e drenante i liquidi interstiziali dovuta al flusso sulla pelle delle “bollicine” prodotte dall’apparecchio, che funzionano esattamente come un micromassaggio.
  • I TRATTAMENTI IN ISTITUTO:
  • Affidarsi alle mani di un’estetista qualificata per combattere i cuscinetti significa, in fondo, aver voglia di coccolarsi un po’ e di regalarsi momenti di vero e puro relax. Naturalmente anche in questo caso non aspettiamoci dei miracoli e ricordiamoci che in casi di cellulite di stadio avanzato i trattamenti estetici sono solo un “utilissimo” (ed a volte necessario) supporto ad altri tipi di trattamento che, però, agiscono più in profondità.

Il massaggio estetico, basato su manipolazioni e frizioni, serve a drenare i liquidi in eccesso e aiuta l’eliminazione di gonfiori e pesantezza alle gambe. E’ un ottimo rilassante che aiuta a ridurre alcuni scompensi dell’organismo causati dallo stress e dall’ansia che contribuiscono indirettamente alla comparsa della cellulite.

Il linfodrenaggio serve a riattivare la circolazione linfatica, responsabile dello smaltimento delle tossine dell’organismo.

Si basa su manipolazioni che hanno il compito di convogliare la linfa dagli arti inferiori verso il tronco, laddove si trova lo sbocco finale. Se questa funzione non viene svolta manualmente, ma meccanicamente si parla di pressoterapia, dove le mani di un’abile professionista sono sostituite da un macchinario; si effettua infatti inserendo gli arti in speciali gambali che, gonfiandosi e sgonfiandosi ritmicamente, premono e rilasciano la zona interessata ottenendo un’azione drenante i liquidi stagnanti e riattivante il flusso sanguigno. Indispensabile, prima di sottoporsi a questo trattamento, consultare un medico che escluderà eventuali patologie che possano controindicarlo: malattia varicosa, problemi di reni, problemi di cuore, ecc.

L’Endermologie è una tecnica relativamente recente che, in modo non invasivo e non traumatico, consente un trattamento elettivo del tessuto connettivo, teso a riattivare la microcircolazione artero – venosa e linfatica e il metabolismo delle cellule del connettivo. Consiste in un “massaggio” computerizzato eseguito per mezzo di un manipolo dotato di rulli mobili che sollevano, spremono e comprimono la cute, permettendo un buon rimodellamento della silhouette, soprattutto quando sono presenti alterazioni del profilo e cedimenti dei tessuti. Anche in questo caso è bene sottoporsi preventivamente a visita medica che valuterà lo stato di salute del paziente, l’estensione e l’entità della cellulite. E’ possibile trovare questo tipo di metodica, oltre che negli istituti di bellezza, anche presso alcuni studi medici, laddove il medico può sfruttare l’azione di stimolazione dei tessuti prodotta dall’Endermologie anche per altri tipi di problematiche.

L’Elettrostimolazione in genere fa parte dei “pacchetti dimagranti” offerti dai centri di bellezza, ognuno dei quali si avvale di apparecchiature brevettate diverse fra loro per utilizzo e principio di azione. Aiuta a tonificare e a rassodare i tessuti, unita ad altri metodi può favorire l’eliminazione della buccia d’arancia e la riattivazione della circolazione: è una sorta di ginnastica passiva che, in caso d’impossibilità a praticare una costante attività fisica, può rappresentare una modesta alternativa: naturalmente non può sostituire del tutto il movimento attivo, che fornisce anche molti altri vantaggi, tra cui il potenziamento dell’apparato cardiovascolare, l’aumento del metabolismo basale, la liberazione interna di sostanze come le endorfine (i cosiddetti “ormoni del benessere) e molti, molti altri! Esistono anche apparecchiatura casalinghe, per il fai-da-te.

  • I TRATTAMENTI DEL MEDICO
  • Sono di competenza del medico tutti quei metodi che prevedono l’infiltrazione sottopelle di sostanze ad effetto drenante e/o riducente.
  • La mesoterapia si basa sull’iniezione nelle zone interessate di farmaci, spesso in cocktail, anche omeopatici. Sono farmaci ad azione lipolitica, drenante e vasoprotettrice, a seconda del problema, che possono venire iniettati sia con un multiniettore (una piastra circolare fornita di piccolissimi aghi in numero variabile) sia con un sottilissimo ago singolo lungo dai 4 ai 6 mm.

L’uso di un sistema piuttosto che dell’altro viene deciso dal medico e dipende dal problema da trattare; l’uso dell’ago singolo, comunque, oltre a ridurre il dolore nell’inserimento, causa meno ematomi e permette di evitare strutture che non dovrebbero essere toccate, come nei e capillari evidenti; sarà sempre il medico a verificare, prima del trattamento, l’eventuale intolleranza ai farmaci che vorrà utilizzare, facendo preventivamente una piccola prova in una zona nascosta (prova del “ponfo”) e procedendo al trattamento solo se non si verificano reazioni; c’è da dire che l’uso di più sostanze contemporaneamente, oltre a non aumentare significativamente l’efficacia del trattamento, espone a maggiori rischi di reazione avverse.

Dopo il trattamento è normale la presenza sulla zona trattata di un po’ di gonfiore e di qualche piccola ecchimosi (piccoli lividi), che svaniranno nel giro di pochi giorni. A questo proposito, è bene non esporsi al sole nei giorni immediatamente seguenti al trattamento, onde evitare l’accentuarsi di questi fenomeni.

Una versione aggiornata e “indolore” della mesoterapia è la microterapia: si effettua con un piccolo dispositivo a ventosa chiamato SIT (Skin Injection Therapy) munito nella cavità di un piccolissimo ago, lungo appena 2 mm. che, per le sue modeste dimensioni, non arriva a stimolare le terminazioni nervose e quindi non causa dolore.

Gli ultrasuoni sono onde sonore ad alta frequenza, non percepibili dall’orecchio umano, e vengono utilizzati già da tempo in campo medico per la loro capacità di produrre calore (azione diatermica). La frequenza degli ultrasuoni usati per combattere la cellulite (3 MHz) è tale da permetterne la penetrazione ad una profondità di 2-3 cm., dove provocano un movimento in seno ai liquidi ristagnanti e rompono le cellule di grasso, permettendo il riassorbimento di queste sostanze nel torrente circolatorio. Sfrutta invece una corrente elettrica a bassa frequenza l’elettrolipolisi, veicolandola nei tessuti mediante l’applicazione sottocutanea di coppie di aghi sottili (da 6 a 12 coppie) e creando una rete di campi magnetici in grado di mobilizzare i depositi di grasso.

Una miscela di ossigeno e ozono iniettata sotto cute mediante microiniezioni è alla base della ossigeno-ozono terapia. Il cocktail di questi due gas ha effetto lipolitico e drenante, con riduzione delle circonferenze e rivitalizzazione dei tessuti circostanti. E’ un metodo del tutto naturale, senza uso di sostanze farmacologiche e che in genere non presenta effetti collaterali e non dà problemi di intolleranze. Sarà sempre il medico, comunque, a valutare l’entità del problema e a decidere se e come intervenire. Ci sono poi alcuni altri metodi, più o meno efficaci, tra i quali è il caso di ricordare, anche senza scendere in particolari, l’agopuntura, la ionoforesi, la crioelettroforesi.

  • I TRATTAMENTI CHIRURGICI

Se si è provato di tutto e la situazione è veramente grave, con importanti problemi a carico della circolazione e dei tessuti, ci si può rivolgere ad un chirurgo, accertandosi che sia un professionista serio e, soprattutto, ESPERTO! Prima di ogni altra cosa, comunque, chiedetevi se VERAMENTE avete necessità di arrivare alla chirurgia, perché si tratta comunque di un intervento “cruento”, con alcune controindicazioni e con possibili rischi, la cui incidenza viene ridotta al minimo, però, se ci si rivolge a personale qualificato.

La lipoaspirazione, così come indica il nome, si effettua risucchiando il grasso tra la pelle e lo strato muscolare mediante l’inserimento, nelle piccole incisioni praticate dal chirurgo, di cannule sottili lunghe circa 12-15 cm. e collegate ad una macchina aspirante. Anche se l’intervento in genere viene effettuato in regime di day-hospital, è fondamentale la scelta di una struttura idonea che possa garantire, in caso di complicazioni, la degenza post-operatoria e i provvedimenti necessari. Il chirurgo visita preliminarmente la paziente, accertandosi che sia in stato di salute ottimale (alcune patologie controindicano l’intervento), si informa su alcune abitudini di vita (fumo, assunzione abituale di alcolici o di farmaci), provvede ad effettuare alcuni esami del sangue, delle urine e un elettrocardiogramma. Solo se tutto è a posto procederà all’intervento.

Per quanto riguarda la riuscita “estetica” del trattamento, un buon chirurgo valuterà attentamente l’elasticità della pelle perché, dopo essere stata svuotata dal grasso, dovrà essere in grado di riprendere il contorno originario senza cedimenti né rilassamenti. L’intervento si effettua in anestesia che, a seconda dell’entità dell’inestetismo, potrà essere locale, generale o peridurale (si viene “addormentati” dal tronco in giù). Se l’intervento ha interessato un’area molto estesa sarà necessario sottostare ad un breve periodo di immobilità assoluta; in tutti gli altri casi è meglio muoversi subito, in modo da riattivare la circolazione al più presto.

Per un mese circa la paziente indosserà delle guaine contenitive che serviranno a ridare compattezza ai tessuti; in genere gli ematomi (sempre presenti) si riassorbono in tre settimane e dopo circa due mesi la zona trattata prenderà l’aspetto definitivo. Il linfodrenaggio può aiutare nella ripresa. Con la lipoaspirazione gli adipociti eliminati non si riformeranno più, ma quelli rimanenti (uno strato adiposo sottocutaneo deve comunque rimanere!) possono aumentare in maniera anche consistente se si riprendono le abitudini sbagliate e se non si controlla la dieta: non vanificate tutti i sacrifici a cui vi siete sottoposti!

Con la liposcultura superficiale si procede in maniera simile alla metodica appena descritta, agendo però più in superficie e cioè appena sotto il derma.

Le piccolissime incisioni in genere non vengono suturate e si cicatrizzano spontaneamente nel giro di pochi giorni. Il post intervento è solitamente più breve e meno fastidioso.

Sfrutta, invece, l’azione degli ultrasuoni per frantumare le cellule di grasso la liposcultura ultrasonica, tecnica meno traumatica e poco invasiva: apposite cannule aspirano il grasso fluidificato.

Se la zona da trattare è particolarmente circoscritta si può ricorrere alla microliposuzione, adatta per piccole adiposità localizzate: guance, doppio mento, caviglie, ginocchia, ecc. Si esegue con cannule estremamente ridotte nel calibro, collegate a siringhe per l’aspirazione; i risultati sono spesso molto buoni, a patto che la pelle sia elastica e tonica. Dopo il trattamento si applicano delle bende adesive per far aderire perfettamente l’epidermide ai piani sottostanti e dopo un breve periodo di osservazione (6 – 8 ore circa) si torna a casa. Dopo alcuni giorni si torna dal medico per l’asportazione delle bende ed è preferibile far seguire dei massaggi per rassodare i tessuti.E’ utile per ridurre cuscinetti localizzati la laserlipolisi interstiziale, tecnica relativamente recente, dove la luce emessa dal laser genera un calore che altera la membrana della cellula adiposa fino a provocarne la distruzione. L’intermittenza della luce laser e il suo raggio ridotto fanno sì che i tessuti circostanti non possano essere danneggiati in alcun modo. La cannula per aspirare ha le dimensioni di un grosso ago e il trattamento si effettua infiltrando la zona da trattare con un anestetico locale, un vasocostrittore e bicarbonato di sodio, ad azione “lesiva” sulle cellule di grasso che dovranno essere “bombardate” dal raggio laser e il cui contenuto sarà aspirato dalle microcannule.

Il post intervento è molto meno fastidioso: si porteranno dei collant elasticizzati oppure una guaina contenitiva per alcuni giorni, scaduti i quali la paziente può ritornare alle sue attività abituali e può perfino fare sport; i risultati, però, non possono essere paragonati a quelli della lipoaspirazione tradizionale o di tutte le sue varianti sopra descritte.

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Parliamo di tecnologie dietetiche…

Si basano sul controllo e l’ottimizzazione dei rilasci di alcuni ormoni che regolano il metabolismo dei carboidrati, proteine e grassi attraverso l’uso dei cibi.

Non valutiamo i cibi solo per il loro gusto ma anche sull’impatto metabolico che questi hanno sulla secrezione di alcuni ormoni che ne modulano l’assimilazione e o la conversione in altri nutrienti.

I nostri geni, le strutture che stanno alla base della regolazione della vita stessa come la conosciamo, sono gli stessi di 160.000 anni fà (Homo sapiens). La capacità che abbiamo di metabolizzare i vari nutrienti derivanti dagli alimenti che introduciamo è rimasto invariato…

La nascita dell’agricoltura e quindi la conversione degli uomini da cacciatori-raccoglitori a stanziali , per l’umanità è stata una grande conquista, cominciarono ad essere prodotte farine da cui tutti i derivati che conosciamo : pasta, pane, biscotti, grissini, cracker…etc.

Fù una grande rivoluzione proprio perchè con le farine e quindi con cibi concentrati di glucosio si riusciva a introdurre grandi quantità di cibo, e quindi calorie derivanti sopratutto da carboidrati, che era difficile procurarsi prima con frutta e verdura.

Per farvi capire, pensate che 650gr di zucchine contengono 9gr di carboidrati, tale quantità è anche contenuta in 10gr di pane.

 

 

Tornando al nostro sistema biochimico una domanda nasce spontanea…cosa succede se introduciamo cibi ad alta concentrazione di carboidrati?

Se tali alimenti non sono alla base della nostra alimentazione, probabilmente non succede nulla, visto che il corpo ha svariati sistemi per fronteggiare occasionali introduzioni, seppur grandi, di alimenti concentrati, ma se tali alimenti diventano la base della nostra alimentazione è possibile che qualche cosa possa succedere.

Un esempio è il diabete…L’insulina (ormone prodotto dal pancreas) mantiene stabile il livello di glucosio all’interno di determinati parametri fisiologici. Questo zucchero è estremamente importante perchè è l’unica fonte di nutrimento per quello che forse è il più importante dei nostri organi : Il Cervello. Infatti il cervello, a differenza dei muscoli che possono funzionare sia con zuccheri che grassi a seconda del tipo di attività predominante, funziona solo a zucchero, glucosio naturalmente, da qui l’importanza di questo elemento.

Quando i livelli di glucosio nel sangue sono troppo bassi il cervello lo rileva e ci manda un messaggio di fame. Se i livelli di glucosio nel sangue sono troppo alti, viene inviato un messaggio al pancreas di produrre un ormone : Insulina. L’insulina porta gli eccessi di glucosio all’interno dei muscoli o del fegato sotto forma di glicogeno (un polimero del glucosio), nei primi verrà utilizzato principalmente in presenza di un’attività anaerobica, nel secondo verrà messo a riserva e utilizzato nel caso altro glucosio di derivazione alimentare non arrivi tramite alimenti.

Curiosità importante : sotto forma di glicogeno possiamo mettere a riserva circa 400gr di glucosio 100gr nel fegato e 300gr nei muscoli (questo in un uomo medio di 75kg) una quantità molto bassa se pensiamo che con 500gr di pane, pasta e bevande dolci riusciamo a saturare rapidamente le nostre scorte…

Ma cosa succede se saturiamo le nostre scorte di glicogeno?

Molto semplice, l’insulina ha un’altra capacità : trasforma gli zuccheri in grasso.

Un altra brutta notizia è che se non fate un’attività giornaliera che preveda grossi sforzi in un breve lasso di tempo come per esempio 100mt di corsa alla massima velocità, sollevamento pesi, lancio del disco, etc, molto difficilmente avrete bisogno di grosse quantità di glucosio per ripristinare i vostri livelli di glicogeno muscolare e epatico. Per una persona sedentaria circa il 60-70% degli zuccheri in eccesso che introduce vengono trasformati in grassi…

Ecco perchè anche senza essere nutrizionisti avrete notato che è sufficiente diminuire la quantità di pane e pasta che mangiate per incominciare a dimagrire velocemente.

Alte assunzioni di carboidrati e quindi alte produzioni di insulina, non solo ci predispongono ad ingrassare e a manifestazioni di diabete (come per esempio nelle persone predisposte, il diabete di tipo II, ossia il melito) ma anche alla produzione di una classe di sostanze ad effetto ormonale chiamate eicosanoidi.

Gli eicosanoidi sono stati suddivisi in buoni e cattivi in relazione agli effetti che hanno sul nostro organismo. Naturalmente, alti livelli cronici di insulina, attraverso un meccanismo molto complesso e non del tutto mappato, stimola la sintesi in grande quantità di quelli cattivi .

Per determinare l’impatto dei carboidrati sulle produzioni di insulina è stato dato a tutti i cibi che contengono zuccheri un indice glicemico. L’indice glicemico di un alimento rappresenta la velocità con cui aumenta la glicemia (e cioè la concentrazione di glucosio nel sangue) in seguito all’assunzione di quell’alimento. L’indice è espresso in termini percentuali rispetto alla velocità con cui la glicemia aumenta in seguito all’assunzione di un alimento di rifermineto (che ha indice glicemico 100) : un indice glicemico 50 vuol dire che l’alimento innalza la glicemia con una velocità che è pari alla metà di quella dell’alimento di riferimento. L’alimento di riferimento normalmente è il glucosio o il pane bianco.

Oltre all’indice glicemico oggi si utilizza un altro indice che viene chiamato carico glicemico. Questo indice tiene conto non solo dell’indice glicemico, ma anche della quantità totale di carboidrati contenuti nell’alimento che abbiamo ingerito, quindi è più specifico in quanto meglio definisce quelli che saranno i rilasci insulinici relativi ad uno specifico quantitativo introdotto di un dato alimento. In questo modo vediamo che frutta e verdura danno un carico glicemico per grammi introdotti estremamente più basso rispetto ai derivati delle farine.

Ritorniamo quindi a quanto detto sopra in relazione al nostro sistema biochimico ed alla sua evoluzione. I carboidrati secondo questa visione dovrebbero essere principalmente ricavati da frutta e verdura in quanto per poter alzare significativamente i nostri livelli di insulina con questi alimenti dovremmo mangiarne in quantità industriale e questo vale specialmente per la verdura.

Inoltre frutta e verdura non contengono solo carboidrati , ma anche vitamine, sali minerali e antiossidanti che nel pane e nella pasta sono inesistenti.

Per quanto riguarda le fonti proteiche anche per queste si consiglia di ricavarle principalmente da carne, pesce e uova.

 

 

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Cibo spazzatura? Cervello a rischio!

 

Si può chiamare in diversi modi, cibo spazzatura, junk food, trash food, schifezze, chi più ne ha più ne metta…tanti nomi diversi per una cateogoria sola: fritture varie, cibi precotti, cibi preconfezionati, cibi unti e bisunti. A chi non piacciono? Ma attenzione, perchè oltre ad essere apparentemente buoni, questi cibi sono anche dannosissimi per la nostra salute.
Questo è dimostrato da uno studio “Made in USA”, guarda caso proprio la patria di questo genere alimentare, dove un team di scienziati dell’Università dell’Oregon è riuscito a dimostrare come i grassi idrogenati dei cibi fritti e preconfezionati abbiano effetti dannosi sul cervello.
Il cibo spazzatura avrebbe quindi un’azione altamente dannosa a livello cerebrale perchè è ricco di acidi insaturi e innescherebbe alcuni processi degenerativi che portano allo sviluppo di alcune malattie, come ad esempio l’Alzheimer.
A questo però si può rimediare!
Un’alimentazione basata su cibi ricchi di vitamine, Omega 3 e antiossidanti, come ad esempio il pesce, può portare al miglioramento della condizione del cervello di circa il 37%.
Quindi, prima di concedervi uno sgarro pensateci due volte!

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12/07/2011
Autore:
Claudio Tozzi
Claudio Tozzi e’ l’ autore del libro “La scienza del natural body building e come crescere senza doping. Ideatore del metodo BIIO e’ padre del Natural Bodybuilding in Italia e fondatore della NBBF

L’evoluzione del digiuno modificato: il Muscle Detox (prima parte)

 

Dopo le prime iniziali (e giustificate) resistenze il mio digiuno modificato si è diffuso nel mondo del fitness, sdoganandosi così da un aurea di brivido, terrore e raccapriccio costruito intorno da medici bronto-nazional-popolar-televisivi e la vecchia scuola del bodybuilding legata al riso/pollo con relative bombe a profusione.
Ormai centinaia  di atleti, (sopratutto BIIOlogi) hanno provato in Italia e Spagna il programma pubblicato nei mesi scorsi in questa rubrica, con risultati eclatanti su grasso, massa muscolare ed eliminazione delle tossine.
Ma proprio per questo ho deciso di evolvere questa particolare strategia, a partire dal nome, chiamandolo Muscle Detox, in quanto la parola digiuno spaventa e io voglio invece che questa straordinaria manipolazione alimentare si diffonda più possibile per aiutare sempre più persone ad ottenere i risultati voluti.
Con questo articolo faremo un po’ di chiarezza sui meccanismi fisiologici e antropologici che mi hanno permesso di consigliare un strategia decisamente estrema come il digiuno, anzi il Muscle Detox, attirandomi diverse critiche dal tutto il nostro settore e anche dalla comunità medica.
Per anni sono andato avanti cosi, guardando con sospetto chi (sopratutto adepti delle religioni orientali e medio-orientali) digiunava, dicendomi sempre che non era proprio il caso da applicare la mio sport. Tuttavia, attorno al 1997-98, mi ero oramai accorto che quasi qualunque cosa che mi avevano detto all’ epoca i “grandi saggi della cultura fisica” (tra l’ altro gli stessi che adesso mi  insultano ogni giorno su facebook, definendomi “fenomeno mediatico”) erano del tutto sballate.
Sappiamo tutti quali; allenamenti giornalieri fino al tramonto, niente scarico, esercizi di isolamento, i grassi fanno ingrassare, senza bombe non si cresce e via via cosi, fino a chi la sparava più sempre grossa.

Quindi ad un certo decisi di provare se veramente, stando senza mangiare per un certo numero di giorni, si perdeva cosi tanta massa muscolare come dicevano. Come sempre, mi documentai su più fonti e poi finalmente lo provai su alcuni miei atleti, se vogliamo anche con una certa curiosità di provare un campo completamente nuovo, almeno per l’ ambiente del fitness.
Dopo i primi successi, non mi fermai, continuai ancora su centinaia di soggetti e solo dopo aver riscontrato l’assoluta mancanza di problematiche (tranne alcune reazioni, comunque  controllabili) scrissi il mio primo articolo sul digiuno solo 13 anni dopo (nel 2010) e proprio in questa rubrica, proprio per essere sicuro di avere tutti i dati a disposizione per consigliare, in tutta sicurezza, dei periodi senza cibo.

Quali erano questi dati sul periodo senza cibo?

Quando iniziai a studiare la fisiologia del digiuno, scoprii con mia grande sorpresa essere studiata fin dal 1800, con tanto di libro chiamato appunto “Fisiologia del digiuno” di Luigi Luciani, (professore di fisiologia dell’ Università di Firenze) pubblicato più di 120 anni fa, nel lontano 1889.
La cosa da tener chiara è che nel digiuno il nostro organismo cerca di proteggere la massa muscolare (fondamentale per avere la forza di andare a cacciare nuovo cibo ed evitare cosi che il digiuno si possa prolungare troppo) e quindi per la maggior parte le calorie provengono dalle riserve di glucidi e di lipidi.

Tuttavia una piccola quota di proteine devono essere utilizzate già nel digiuno notturno, in quanto il glucosio necessario per il cervello (circa 140-150 grammi) non può provenire tutta la notte dagli stock del fegato, limitati in glicogeno. Quindi se il digiuno dura alcuni giorni, i muscoli perdono degli aminoacidi, specialmente alanina, i quali vengono captati dal fegato e reni e servono per produrre glucosio.

Per un uomo di 70 Kg la cui spesa energetica basale è di 1800 calorie, dopo il secondo giorno di digiuno la perdita di proteine di origine muscolare è di 75 grammi, mentre il tessuto adiposo cede nello stesso tempo 160 grammi di trigliceridi e il fegato fornisce 180 grammi di glucosio. Non è una perdita enorme, che tuttavia per un digiuno di 5-7 giorni come da me consigliato, può portare ad un calo della massa muscolare di 375-525 grammi totali. Ma non è un grosso problema, perchè può essere facilmente tamponata con l’utilizzo di aminoacidi come supplemento, perchè nei muscoli lo stock di alanina è ricostituito dal catabolismo di leucina, isoleucina e valina.

Li avete riconosciuti? Si, non sono altro che i gloriosi e nostri amici da sempre, cioè i BCAA. Comunque altri aminoacidi concorrono alla formazione del glucosio e sono: glutammina, serina, glicina, asparigina, prolina e teronina; per questo motivo ho anche aggiunto nel programma Muscle Detox anche generose quantità di glutammina, proprio per limitare al minimo (direi anche quasi del tutto) il catabolismo muscolare.
Quindi, nel corso del digiuno il glucosio proviene dai depositi di glicogeno epatico, i quali si esauriscono rapidamente e poi dagli aminoacidi, dall’acido lattico, dall’ acido piruvico e dal glicerolo.
Il piruvato è uno dei composti di partenza dai quali è possibile avviare la gluconeogenesi o la conversione in alanina.

Gluconeogenesi e chetoni

La gluconeogenesi è un processo metabolico mediante il quale, in caso di necessità dovuta ad una carenza di glucosio nel flusso ematico, un composto non glucidico viene convertito in glucosio, quali piruvato, lattato, glicerolo e amminoacidi. Nelle attività sportive di tipo anaerobico la glicolisi è la principale modalità di produzione energetica nella massa muscolare. Questo provoca una grande liberazione di piruvato e, conseguentemente, una elevata produzione di acido lattico, capace di compromettere le prestazioni sportive acidificando l’ambiente muscolare. Gli aminoacidi forniscono il 60% di questo glucosio neoformato, mentre il lattato e il piruvato danno il 25% e il glicerolo il 15%. I muscoli liberano appunto alanina, che è captata dal fegato che la trasforma in glucosio.
Questo glucosio è poi liberato nel sangue e i muscoli che lo utilizzano lo trasformano in acido piruvico e lattico. Il fegato e reni ridanno del glucosio a partire  dal piruvato e dal lattato.
In sostanza, nel corso di un digiuno da 2 a 5 giorni, per un adulto con un metabolismo basale di 1800 calorie, questo consumo proviene da 75 grammi di proteine (300 calorie) e 166 grammi di trigliceridi (1500 calorie). Il glucosio epatico proviene dalla proteine e dal glicerolo (10% dei trigliceridi) e dal riciclaggio degli acidi lattico e piruvico. I muscoli utilizzano gli acidi grassi liberati  direttamente nel circolo del tessuto adiposo o i corpi chetonici (acetoacetato e beta-idrossi-butirrato) provenienti dall’ ossidazione epatica degli acidi grassi.
Ma con i chetoni arriviamo ad una delle più aspre e leggendarie obiezioni sul digiuno da parte della comunità medica e cioè  che il cervello, al contrario degli altri tessuti, sarebbe capace di utilizzare solo il glucosio; ma poichè le riserve di glucosio bastano per un solo giorno o poco più, il corpo è costretto ad utilizzare le proteine per produrre lo zucchero necessario al cervello.
Non solo, ma sempre secondo i medici, durante un digiuno, aumentano appunto i corpi chetonici, capaci di danneggiare gravemente la salute. In realtà, vari studi hanno   hanno dimostrato che il cervello è dotato di enzimi in grado di metabolizzare i corpi chetonici. In particolare, è stato dimostrato che il cervello, durante un digiuno, è in grado di utilizzare proprio i corpi chetonici per produrre gli zuccheri necessari.
Quando i chetoni raggiungono un valore di soglia nel sangue, l’organismo e, in particolare, le cellule del sistema nervoso, li utilizzano per produrre energia, senza utilizzare gli aminoacidi (sempre per preservare la massa muscolare): si tratta di un adattamento fisiologico ancestrale, che consente anche di risparmiare sulle preziosissime proteine. Questa è un ulteriore prova che il nostro organismo è perfettamente tarato per stare a digiuno, tanto che nel giro di poche ore, già sa cosa deve fare:

  • Toglie la fame (e sono proprio i chetoni che fanno questo lavoro)
  • Utilizza sopratutto glucosio e grassi
  • Risparmia proteine per preservare la massa muscolare fondamentale per procurarsi del cibo.

Un meccanismo pressochè perfetto e, si sa, c’è solo una cosa che rende perfetti: la pratica. Se invece il digiuno non facesse parte integrante del nostro patrimonio genetico, non pensate che il nostro organismo impazzirebbe dando segnali di fame ogni giorno, a tutti i minuti e andando in confusione su tutto, compreso da quale fonte energetica prendere le calorie, quindi magari massacrando i muscoli? Nel 2005, un gruppo di ricercatori  danesi pubblicarono uno studio*** sul digiuno sul prestigioso Journal Applied of Physiology.
Questa è la loro introduzione alla ricerca:
“Il nostro genoma è stato probabilmente selezionato durante il periodo tardo-paleolitico (50,000-10,000 AC), durante un periodo in cui l’uomo era cacciatore-raccoglitore. A quel tempo non vi erano garanzie a trovare cibo, con conseguenti  alterni periodi di abbondanza e di carestia. Inoltre, l’attività fisica doveva essere una parte della vita quotidiana dei nostri antenati, per il foraggio e quindi la caccia per il cibo. Queste oscillazioni cicliche oscillazioni tra periodi di abbondanza e carestie, e quindi in anche in riserve di energia, nonché tra esercizio e di riposo, hanno caratterizzato il periodo tardo-paleolitico, che hanno guidato la selezione di geni coinvolti nella regolazione del metabolismo. Così il nostro genotipo selezionato secoli fa per favorire un ambiente con oscillazioni di riserve energetiche esiste ancora, con poche o nessuna modifica.”
Del resto anche per gli animali è cosi, per esempio quando stanno male; se un cervo, un lupo, un cinghiale  si ammala o è ferito e ovviamente non può più andare a caccia, chi gli porta da mangiare?
Così si rintanano, da soli, in un luogo isolato e non toccano cibo, aspettando che il tempo guarisca il tutto.
Dopo milioni di anni, per selezione naturale, non mangiare per certi periodi è pertanto diventato in molti esseri viventi  la condizione normale e ottimale per guarire. Del resto chi ha un gatto o un cane può averlo notato; anche gli animali domestici, quando stanno male, fanno ancora così, cioè si rintanano da soli e non mangiano.
Ma ritorniamo alla fisiologia. Durante i primi 5 giorni di digiuno, il tasso di ormone della crescita (che ricordo tende a ossidare i grassi ed aumentare la massa muscolare) aumenta per i primi due giorni 5 volte il valore prodotto nelle 24 ore* (Tabella 1), per poi progressivamente tornare al valore di base; quindi fare ciclicamente un digiuno di 5 giorni ha decisamente molto senso, senza nessun rischio di perdita di massa muscolare.

Tabella 1comparazione tra i livelli GH tra persone che mangiano regolarmente (prima colonna a sinistra, le frecce sono i pasti) e soggetti a digiuno a primo giorno (colonna centrale) e al 5° giorno (colonna a destra). Come si può notare nei primi giorni il GH si innalza molto a digiuno, per poi ritornare a valori quasi normali al 5° giorno. La freccia GRF indica che gli studiosi hanno infuso per endovena GHRH (Growth hormone releasing hormone) l’ ormone che controlla il rilascio dell’ ormone della crescita. (tratto da **, vedi bibliografia).

 

A partire dal 6° giorno, il cervello adatta il suo metabolismo consumando i corpi chetonici, limitando cosi i suoi bisogni in glucosio. Il metabolismo basale si abbassa  a 1500 calorie e quest’ energia proviene da 20 grammi di proteine (80 calorie), più 158 grammi di trigliceridi (1420 calorie), mentre il cervello lavora ormai con 44 grammi di glucosio (oramai agli sgoccioli) e 47 grammi di corpi chetonici. Nel grafico 1 si possono notare le variazioni di alcuni parametri durante 5 giorni di digiuno: Beta-OH e AA sono i chetoni, mentre FFA sono gli acidi grassi liberi.

 

Grafico 1 – tratto da ** vedi bibliografia

 

I restanti 36 grammi di glucosio vengono consumati dai globuli rossi e bianchi, mentre tutti gli altri tessuti utilizzano gli acidi grassi e i corpi chetonici come fonte di energia. Questo potrebbe spiegare perchè i soggetti che effettuano un digiuno senza controllo, senza aminoacidi e prolungato oltre i 5-7 giorni, quando riprendono a mangiare riprendono generalmente più grasso di prima, in quanto il metabolismo si è oramai abbassato e il lipolitico ormone della crescita è ormai tornato ai livelli iniziali. Questo non succede con il Muscle Detox (MD), in quanto il digiuno vero e proprio viene interrotto volutamente proprio al quinto giorno, in modo da evitare l’ abbassamento del metabolismo basale e dell’ ormone della crescita. Detto questo, a questo punto si deve lavorare per enfatizzare ancora di più il lavoro dell’ ormone della crescita, magari aggiungendo nel programma MD (oltre ai già noti ramificati e glutammina) un prodotto a base di arginina (per esempio, NIGHT-RECOVERY 2) che stimola il GH a ridosso del maggior picco cioè attorno alle ore 24:00.
Ricapitolando, il Gh viene stimolato dal digiuno, fino a 5 volte del valore di base nelle 24 ore normalmente e molto di più con prodotti mirati, consentendo in questo un lavoro di altissima qualità a carico di quest’ ormone:

  • Un aumento della produzione di glucosio dal fegato
  • Un incremento dell’ utilizzo  del tessuto adiposo sottocutaneo
  • Un conservazione dell’ azoto, permettendo cosi un risparmio proteico

L’ effetto lipolitico del GH a con il digiuno è straordinario (tabella 2); dopo 2 giorni circa (32 ore) il valore degli acidi grassi liberi è del triplo rispetto al valore iniziale, mentre al terzo giorno (56 ore) aumenta di un ulteriore 20%, denotando cosi che ci stiamo avvicinando ad un limite.

 


Tabella 2

 

Ma una cosi grande quantità di acidi grassi liberi circolanti hanno bisogno dei buon livelli di carnitina per essere trasportati in modo efficiente all’ interno del mitocondrio per essere bruciati. Ma questa sostanza è contenuta sopratutto nella carne, ma essendo a digiuno, ci potrebbe essere un problema di adeguati livelli di carnitina, specialmente in contemporanea con il livello triplicato di acidi grassi circolanti rispetto alla norma. E’ evidente che in questo senso è fondamentale la supplementazione di L-carnitina o meglio di Acetil-l-carnitina (esempio Carnitaq), decisamente la forma più potente ed efficace.

Fine parte prima

 

BIBLIOGRAFIA

- **Fasting Enhances Growth Hormone Secretion and Amplifies the Complex

Rhythms of Growth Hormone Secretion in Man

Klan Y. Ho, Johannes D. Veldhuls, Michael L. Johnson, Richard Furlanetto, William S. Evans,*

K. G. M. M. Alberti, and Michael 0. Thomer

J. Clin. Invest.

© The American Society for Clinical Investigation, Inc.

0021-9738/88/04/0968/08

Volume 81, April 1988, 968-975

Departments of Internal Medicine and Pharmacology, University of Virginia Medical School, Charlottesville, Virginia 22908;

The Childrens Hospital ofPhiladelphia, University ofPennsylvania, Philadelphia, Pennsylvania 19104; and the Royal Victoria Infirmary, Newcastle Upon Tyne, England

*Augmented growth hormone (GH) secretory burst frequency and amplitude mediate enhanced GH secretion during a two-day fast in normal men.
The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism April 1, 1992 vol. 74 no. 4 757-765 – M L Hartman et altri – Department of Medicine, University of Virginia, Charlottesville 22908.

- ***Effect of intermittent fasting and refeeding on insulin action in healthy men – Nils Halberg,1 Morten Henriksen,1 Nathalie Söderhamn,1 Bente Stallknecht,1 Thorkil Ploug,1 Peter Schjerling,2 and Flemming Dela1 – Submitted 9 June 2005 ; accepted in final form 22 July 2005 Published online before print July 2005, doi: 10.​1152/​japplphysiol.​00683.​2005 Journal of Applied Physiology December 2005 vol. 99 no. 6 2128-2136 – 1Copenhagen Muscle Research Centre, Department of Medical Physiology, The Panum Institute, University of Copenhagen, Denmark; and 2 Copenhagen Muscle Research Center, Department of Molecular Muscle Biology, Rigshospitalet, Denmark

 

 

Claudio Tozzi

 

 

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