colesterolo

Abitudini di tanti appassionati di body building nelle discoteche…

Questo articolo è nato grazie alla mia curiosità, volevo capire come tanti ragazzi che praticano body building riescono ad avere addomi tirati nonostante il consumo di alcolici.

Spero che la comunità scentifica e medica non me ne voglia :)

Non voglio assolutamente spingere la gente a consumare alcolici anzi sarebbero da evitare! Ognuno è libero di fare ciò che vuole e non voglio assolutamente fare il moralista, bevo anch’io!

Quanti di voi hanno notato il giorno dopo aver bevuto magari due cocktail, come può essere il negroni, un effetto diuretico con una conseguente diminuzione della ritenzione idrica cutanea?

Effetti dell'alcool per i muscoli

Bere alcolici non giova alla salute e neanche alla salute dei tuoi muscoli e dei tuoi ormoni

L’alcool disidrata e il corpo richiama acqua per eliminare la sostanza.

Di base c’è un all’allenamento settimanale molto pesante, un alimentazione che in questi soggetti è principalmente proteica con una sorta di ricarica glicemica diciamo nella serata con i super alcolici.

Pazzesco vero? Eppure funziona…

Chi riesce a divertirsi veramente, chi riesce a dosare il giusto quantitativo di alcolici in una sera gestendoli riesce ad esprimere tantissima energia ballando liberando neurormoni come l’adrenalina.

La musica gioca un ruolo molto importante…

Nei soggetti predisposti, parliamo sempre di genetica alla fine, si ha un aumento della frequenza cardiaca, un aumento del flusso sanguigno ai muscoli (e lo si percepisce guardando come si dilatano le vene per esempio sulle braccia), e ci si trova in uno stato di estasi. (Io non sono un medico, queste sensazioni le ho provate realmente e le provo ogni volta)

L’errore più grande che può fare una persona e quello di bere fino a stare male, usando anche droghe e trascurando l’alimentazione, trascurando le proteine e mangiando cibi spazzatura e magari mangiare 2/3 panini post-discoteca. Così facendo si ingrassa soltanto…se avete fame mangiate carne magra senza pane!

Non sono a favore del consumo di alcolici, infatti questi sono causa di molti incidenti e fatali, basterebbe solo capire la quantità giusta per non stare male, sapersi divertire rimanendo lucidi, bere molta acqua e aspettare prima di mettersi alla guida.

Consultandomi ho scoperto che una determinata quantità di alcolici equivalente ad 1 o 2 drink inibisce determinati blocchi che possono portare la persona a bloccarsi e inibiscono quella che è la memoria a lungo termine, eliminando determinate sofferenze e liberando energia positiva. Se si esagera aumentando la dose e quindi 4 e più super alcolici il risultato e catastrofico!

L’alcol se è in eccesso diventa letale aumentando la massa grassa soprattutto viscerale e diminuisce la massa muscolare, in più il vostro organismo soffrirà lottando con tutte le sue forze per eliminare l’acido.

Ma ora vediamo come alcuni ragazzi riescono ad avere corpi tonici e addomi tirati…

Ci sono numerosi studi sul consumo di etanolo e mi ha stupito questa cosa.. in caso di dieta ipocalorica la sostituzione della calorie mancanti attraverso il consumo (basso, parliamo di 1 / 2 coktail) migliora e velocizza la perdita di grasso, questo solo quando l’alcool deve essere smaltito e quindi nelle ore successive, quando bevi e balli non stai usando i grassi ma bensi glicogeno e muscoli è utile farlo perché il muoversi permette di bruciare le calorie donate dall’etanolo e sono molte!!!

L’alcool e quindi l’etanolo è il peggior nutriente che potresti utilizzare. Gli zuccheri  contenuti nell’alcool vengono utilizzati per produrre acidi grassi che vengono immagazzinati come grasso nel fegato e quindi grasso viscerale ed è la cosa peggiore che una persona può fare per rovinarsi la salute. L’alcool ti mangia e non và d’accordo con l’attività fisica ecco la verità! Chi ha corpi tonici e semplicemente aiutato dalla genetica, ma attenzione al grasso viscerale e al nostro fegato.

Purtroppo l’alcool ha un effetto negativo sul sistema ormonale, testosterone e ormone della crescita GH sono fortemente influenzati dall’alcool, perciò questi soggetti potranno solo rimanere asciutti ma non metteranno massa muscolare a meno che mettete in pratica l’alimentazione pubblicata nel mio precedente articolo ma è difficile e potrebbe farvi star male e comunque non sono un medico per dirvi certe cose.…vedete voi

Ripeto che non sono un medico sono un atleta come te e mi piace discutere e trattare argomenti importanti che possono aprirti la porta vedendo in maniera diversa determinate abitudini e il mondo che ti circonda. Capire le reazioni del nostro organismo a determinati stimoli e stress è un qualcosa di affascinante per me.

Muscoli e alcool perchè no?

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Albume d’uovo body building e non solo

La domanda più diffusa è …ma l’uovo non fa male al fegato?

Consumare uova non fà male al fegato

L'uovo è la proteina di riferimento per il contenuto altissimo di aminoacidi e non fà male al fegato

Sono tante le dicerie e i pregiudizi che hanno avuto e che stanno avendo ripercussioni negative sul consumo delle uova.

Il tuorlo (il rosso per intenderci) ha pregi e non difetti, stimola la cistifelia che si contrae e si libera della bile (sostanza di scarto del lavoro metabolico del fegato) permettendo all’intestino di migliorare la digestione dei grassi.

L’uovo contiene fosfatidilcolina, una sostanza molto nota nel mondo dei cosmetici ed è in grado di rallentare l’assorbimento del colesterolo nel sangue e la lecitina è in grado di modulare l’assorbimento dei grassi da parte dell’organismo.

 

Nel tuorlo si trovano tutte le sostanze nutritive dell’uovo, l’albume (il bianco) è il nutrimento per il tuorlo, nel complesso l’uovo è considerato uno standar ottimale di riferimento per il contenuto di aminoacidi ricchissimo.

In poche parole, consumate uova in tranquillità senza paura.

Mi è capitato di sentire persone che dopo l’assunzione di uova intere hanno subito un aumento del colesterolo, questo può succedere quando c’è un bassissimo o inesistente consumo di verdure e un grosso consumo di cereali.

Un’alimentazione come quella che faccio io, carne, pesce, uova, frutta e verdura (senza cereali) a sazietà non può portare ad un aumento del colesterolo tanto meno di quello cattivo LDL (lipo proteine a bassa densità) LEGGI L’ARTICOLO SUL COLESTEROLO

Albume d’uovo body building e non solo, l’uovo fà male al fegato?

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Parliamo di tecnologie dietetiche…

Si basano sul controllo e l’ottimizzazione dei rilasci di alcuni ormoni che regolano il metabolismo dei carboidrati, proteine e grassi attraverso l’uso dei cibi.

Non valutiamo i cibi solo per il loro gusto ma anche sull’impatto metabolico che questi hanno sulla secrezione di alcuni ormoni che ne modulano l’assimilazione e o la conversione in altri nutrienti.

I nostri geni, le strutture che stanno alla base della regolazione della vita stessa come la conosciamo, sono gli stessi di 160.000 anni fà (Homo sapiens). La capacità che abbiamo di metabolizzare i vari nutrienti derivanti dagli alimenti che introduciamo è rimasto invariato…

La nascita dell’agricoltura e quindi la conversione degli uomini da cacciatori-raccoglitori a stanziali , per l’umanità è stata una grande conquista, cominciarono ad essere prodotte farine da cui tutti i derivati che conosciamo : pasta, pane, biscotti, grissini, cracker…etc.

Fù una grande rivoluzione proprio perchè con le farine e quindi con cibi concentrati di glucosio si riusciva a introdurre grandi quantità di cibo, e quindi calorie derivanti sopratutto da carboidrati, che era difficile procurarsi prima con frutta e verdura.

Per farvi capire, pensate che 650gr di zucchine contengono 9gr di carboidrati, tale quantità è anche contenuta in 10gr di pane.

 

 

Tornando al nostro sistema biochimico una domanda nasce spontanea…cosa succede se introduciamo cibi ad alta concentrazione di carboidrati?

Se tali alimenti non sono alla base della nostra alimentazione, probabilmente non succede nulla, visto che il corpo ha svariati sistemi per fronteggiare occasionali introduzioni, seppur grandi, di alimenti concentrati, ma se tali alimenti diventano la base della nostra alimentazione è possibile che qualche cosa possa succedere.

Un esempio è il diabete…L’insulina (ormone prodotto dal pancreas) mantiene stabile il livello di glucosio all’interno di determinati parametri fisiologici. Questo zucchero è estremamente importante perchè è l’unica fonte di nutrimento per quello che forse è il più importante dei nostri organi : Il Cervello. Infatti il cervello, a differenza dei muscoli che possono funzionare sia con zuccheri che grassi a seconda del tipo di attività predominante, funziona solo a zucchero, glucosio naturalmente, da qui l’importanza di questo elemento.

Quando i livelli di glucosio nel sangue sono troppo bassi il cervello lo rileva e ci manda un messaggio di fame. Se i livelli di glucosio nel sangue sono troppo alti, viene inviato un messaggio al pancreas di produrre un ormone : Insulina. L’insulina porta gli eccessi di glucosio all’interno dei muscoli o del fegato sotto forma di glicogeno (un polimero del glucosio), nei primi verrà utilizzato principalmente in presenza di un’attività anaerobica, nel secondo verrà messo a riserva e utilizzato nel caso altro glucosio di derivazione alimentare non arrivi tramite alimenti.

Curiosità importante : sotto forma di glicogeno possiamo mettere a riserva circa 400gr di glucosio 100gr nel fegato e 300gr nei muscoli (questo in un uomo medio di 75kg) una quantità molto bassa se pensiamo che con 500gr di pane, pasta e bevande dolci riusciamo a saturare rapidamente le nostre scorte…

Ma cosa succede se saturiamo le nostre scorte di glicogeno?

Molto semplice, l’insulina ha un’altra capacità : trasforma gli zuccheri in grasso.

Un altra brutta notizia è che se non fate un’attività giornaliera che preveda grossi sforzi in un breve lasso di tempo come per esempio 100mt di corsa alla massima velocità, sollevamento pesi, lancio del disco, etc, molto difficilmente avrete bisogno di grosse quantità di glucosio per ripristinare i vostri livelli di glicogeno muscolare e epatico. Per una persona sedentaria circa il 60-70% degli zuccheri in eccesso che introduce vengono trasformati in grassi…

Ecco perchè anche senza essere nutrizionisti avrete notato che è sufficiente diminuire la quantità di pane e pasta che mangiate per incominciare a dimagrire velocemente.

Alte assunzioni di carboidrati e quindi alte produzioni di insulina, non solo ci predispongono ad ingrassare e a manifestazioni di diabete (come per esempio nelle persone predisposte, il diabete di tipo II, ossia il melito) ma anche alla produzione di una classe di sostanze ad effetto ormonale chiamate eicosanoidi.

Gli eicosanoidi sono stati suddivisi in buoni e cattivi in relazione agli effetti che hanno sul nostro organismo. Naturalmente, alti livelli cronici di insulina, attraverso un meccanismo molto complesso e non del tutto mappato, stimola la sintesi in grande quantità di quelli cattivi .

Per determinare l’impatto dei carboidrati sulle produzioni di insulina è stato dato a tutti i cibi che contengono zuccheri un indice glicemico. L’indice glicemico di un alimento rappresenta la velocità con cui aumenta la glicemia (e cioè la concentrazione di glucosio nel sangue) in seguito all’assunzione di quell’alimento. L’indice è espresso in termini percentuali rispetto alla velocità con cui la glicemia aumenta in seguito all’assunzione di un alimento di rifermineto (che ha indice glicemico 100) : un indice glicemico 50 vuol dire che l’alimento innalza la glicemia con una velocità che è pari alla metà di quella dell’alimento di riferimento. L’alimento di riferimento normalmente è il glucosio o il pane bianco.

Oltre all’indice glicemico oggi si utilizza un altro indice che viene chiamato carico glicemico. Questo indice tiene conto non solo dell’indice glicemico, ma anche della quantità totale di carboidrati contenuti nell’alimento che abbiamo ingerito, quindi è più specifico in quanto meglio definisce quelli che saranno i rilasci insulinici relativi ad uno specifico quantitativo introdotto di un dato alimento. In questo modo vediamo che frutta e verdura danno un carico glicemico per grammi introdotti estremamente più basso rispetto ai derivati delle farine.

Ritorniamo quindi a quanto detto sopra in relazione al nostro sistema biochimico ed alla sua evoluzione. I carboidrati secondo questa visione dovrebbero essere principalmente ricavati da frutta e verdura in quanto per poter alzare significativamente i nostri livelli di insulina con questi alimenti dovremmo mangiarne in quantità industriale e questo vale specialmente per la verdura.

Inoltre frutta e verdura non contengono solo carboidrati , ma anche vitamine, sali minerali e antiossidanti che nel pane e nella pasta sono inesistenti.

Per quanto riguarda le fonti proteiche anche per queste si consiglia di ricavarle principalmente da carne, pesce e uova.

 

 

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Non superare i 60 km (la settimana)

Correre fortifica il cuore, è vero. Ma non bisogna esagerare: un pool di ricercatori di Boston (Usa) raccomanda ai runner (specie a quelli principianti) di non superare i 60 km alla settimana.

Non preoccuparti (solo) del sesso

Dopo i quarant’anni, nel 40% dei casi i disturbi dell’erezione possono essere una spia significativa di problemi circolatori. Se qualcosa non gira a letto, meglio allora farsi vedere dall’andrologo  ma anche dal cardiologo.

Cosa danneggia il cuore

E’ molto importante tutelare i tessuti dei rivestimenti delle nostre arterie.
Elementi di rischio sono: l’eccesso di zuccheri, la pressione sanguigna troppo alta, sostanze tossiche come la nicotina e l’omocisteina, infiammazioni croniche dovute a malattie periodontali o trasmesse per via sessuale, lo stress, l’irritabilità, un fattore di predisposizione ereditaria.
In generale, quando i fattori sopra indicati procurano lesioni alle arterie, il corpo si difende e utilizza il colesterolo come “cemento” per ripararle. Se è quello cattivo (a bassa densità: LDL), allora si innesca una reazione infiammatoria che porta alla formazione di una placca (globuli bianchi) e ciò favorisce la formazione di coaguli di sangue. Questo può provocare l’ostruzione dell’arteria e causare un attacco di cuore, la perdita della memoria, l’impotenza.

Come ci si accorge di un attacco di cuore

Non è facile accorgersi in tempo di un attacco di cuore. Il cuore stesso può non sentire il dolore.
Tuttavia, quando c’è qualcosa che non va nel cuore, i suoi nervi diventano elettricamente instabili.
Attraverso la spina dorsale vengono inviati impulsi elettrici, che mandano in cortocircuito altri nervi; le terminazioni nervose nel braccio o del petto ad esempio.
In quei casi si avverte la sensazione di dolore. Si può avvertire fastidio:

  • al braccio
  • alla mascella
  • al petto
  • allo stomaco

Il tutto però come effetto collaterale di un disturbo che può arrivare in modo silente. Molte persone, infatti, non se ne accorgono.
Coloro che viaggiano molto o sono a lungo seduti dovrebbero muoversi molto, camminare per evitare rischi di trombosi nel lungo tempo. Nei casi particolari, si consigliano due aspirinette  prima dei viaggi più lunghi.

Conclusioni

E’ importante utilizzare tutto il nostro ingegno per difendere il nostro organo più importante: il cuore! Dovremo combattere: la rabbia e l’ostilità, con tecniche di rilassamento, sport e amici  positivi.
Non arrenderci allo stress per tutelare il nostro futuro.

Mangiare cibi ricchi di omega3, ma soprattutto dare al nostro corpo tutto il tempo di recupero di cui ha bisogno (il sonno e la pace).

Anche nelle situazioni più difficili un po’ di sano egoismo non guasta, ne può valere una vita!

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Mai!! Non sfogare la rabbia quando si subiscono atteggiamenti scorretti raddoppia il rischio di subire un infarto.

Secondo gli studiosi, la rabbia può produrre delle tensioni psicologiche che, se non vengono liberate, fanno salire la pressione del sangue e alla lunga danneggiano il sistema cardiovascolare.

La relazione tra rabbia e malattie cardiache era già nota da tempo, ma questo studio ha evidenziato una correlazione particolarmente forte.

Inoltre, secondo gli studiosi, ciò che è vero per gli uomini potrebbe non esserlo per le donne. Lo studio, infatti, comprendeva anche 2.000 lavoratrici, ma il numero limitato non ha consentito di trarre conclusioni. Hanno però notato che ”le donne parlano di più e generalmente si chiariscono prima, e quindi gestiscono le situazioni di stress meglio degli uomini, che invece preferiscono tenersi tutto dentro”.

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Cibo spazzatura? Cervello a rischio!

 

Si può chiamare in diversi modi, cibo spazzatura, junk food, trash food, schifezze, chi più ne ha più ne metta…tanti nomi diversi per una cateogoria sola: fritture varie, cibi precotti, cibi preconfezionati, cibi unti e bisunti. A chi non piacciono? Ma attenzione, perchè oltre ad essere apparentemente buoni, questi cibi sono anche dannosissimi per la nostra salute.
Questo è dimostrato da uno studio “Made in USA”, guarda caso proprio la patria di questo genere alimentare, dove un team di scienziati dell’Università dell’Oregon è riuscito a dimostrare come i grassi idrogenati dei cibi fritti e preconfezionati abbiano effetti dannosi sul cervello.
Il cibo spazzatura avrebbe quindi un’azione altamente dannosa a livello cerebrale perchè è ricco di acidi insaturi e innescherebbe alcuni processi degenerativi che portano allo sviluppo di alcune malattie, come ad esempio l’Alzheimer.
A questo però si può rimediare!
Un’alimentazione basata su cibi ricchi di vitamine, Omega 3 e antiossidanti, come ad esempio il pesce, può portare al miglioramento della condizione del cervello di circa il 37%.
Quindi, prima di concedervi uno sgarro pensateci due volte!

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Il colesterolo è fondamentale per il nostro organismo, infatti esso : 

- Interviene nella formazione e nella riparazione delle membrane cellulari.
- È il precursore della vitamina D, degli ormoni steroidei e degli ormoni sessuali (come androgeni, testosterone, estrogeni e progesterone).
- È contenuto nell’emoglobina.
- È il precursore dei sali biliari.

Le lipoproteine a bassa densità (LDL) veicolano tra il 60% e l’80% del colesterolo sierico. Presentando molta affinità con le cellule dell’endotelio delle arterie, liberano il colesterolo sulla parete dei vasi; viceversa le lipoproteine ad alta densità (HDL) svolgono la funzione opposta, rimuovendo il colesterolo dalle arterie e riportandolo al fegato.

 

 

Perché il colesterolo LDL non deve salire troppo?

 

1) Le LDL distribuiscono il colesterolo alle cellule. E questa funzione è positiva.
2) Purtroppo durante questa funzione, parte del colesterolo LDL si deposita sulle pareti interne delle arterie formando le placche.
3) Le lipoproteine HDL rimuovono l’eccesso di colesterolo dalla parete delle arterie e lo riportano al fegato.

LDL e HDL sono indipendenti; l’HDL non “distrugge” l’LDL, ma le lipoproteine HDL riportano il colesterolo al fegato, pulendo le arterie (una sorta di spazzini)

 

Come aumentare il colesterolo buono HDL

L’attività fisica aerobica aumenta la frazione di colesterolo buono (ATTENZIONE: NON RIDUCE QUELLO CATTIVO E QUINDI NEMMENO QUELLO TOTALE CHE ANZI AUMENTA PERCHÉ AUMENTA QUELLO BUONO, ma si riduce l’indice di rischio cardiovascolare). 

* dieta ipocalorica
* ripartizione dei macronutrienti 50-20-30
* limitazione dei “grassi e oli vegetali”
* eliminazione dei grassi idrogenati (anche parzialmente) e delle margarine
* attività fisica aerobica a media intensità
* uso di fitosteroli con dosaggio corretto (2 g al giorno).

 

 

I farmaci
Dovrebbero essere utilizzati solo nel caso di fallimento dei punti precedenti: 

L’inibizione della sintesi avviene farmacologicamente grazie a farmaci come le statine, i prodotti attualmente più usati. Le resine aumentano la conversione del colesterolo in acidi biliari nel fegato, legando poi gli acidi nell’intestino. I fibrati aumentano l’ossidazione degli acidi grassi nel fegato, diminuendo i trigliceridi. Infine gli acidi nicotinici consentono di abbassare l’indice di rischio, alzando la frazione buona e abbassando quella cattiva.

Nel caso di soggetti che permangono con un indice di rischio alto, prima di ricorrere ai farmaci, provate fitosteroli in forma alimentare. Sono usciti prodotti (Becel, Danacol ecc.) che si possono assumere come comuni yogurt da bere, molto comodi ed efficaci.

NOTA – Purtroppo troppe persone assumono farmaci anticolesterolo per la pigrizia di non fare sport o perché non vogliono mettersi a dieta. Il fatto è che nel 90% dei casi il colesterolo alto è la spia di uno stile di vita sbagliato e uno stile di vita sbagliato ha anche altre conseguenze oltre al colesterolo. Risolvere una colesterolemia alta con i farmaci lascia aperti tutti gli altri problemi che sono pronti a scoppiare nei prossimi anni.

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COLESTEROLO E SISTEMA CARDIOVASCOLARE

Il colesterolo è un grasso presente nel corpo umano e svolge importanti funzioni (è un componente essenziale delle membrane cellulari, interviene nella produzione di importanti ormoni, ecc.)

Il colesterolo essenziale per tutte queste attività vitali, è presente nel sangue e nei tessuti, esso proviene da due fonti distinte: il fegato (colesterolo endogeno) e gli alimenti (colesterolo esogeno). Sebbene il colesterolo sia essenziale per il nostro organismo, diventa un pericolo per la salute del sistema cardiovascolare quando i suoi livelli nel sangue superano, per un tempo prolungato, determinati valori.

Si parla, in questo caso di “ipercolesterolemia”.

COLENAM, grazie ai diversi estratti vegetali, da assumere nei due momenti della giornata, è la risposta naturale all’esigenza di controllo del colesterolo sia esogeno che endogeno.

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Colenam giorno + Colenam notte: la sinergia naturale per il controllo del colesterolo.

La sinergia di Colenam giorno + Colenam notte è fondamentale per il controllo del quadro metabolico del colesterolo esogeno ed endogeno.
Il nostro organismo possiede dei meccanismi sofisticati per mantenere in fisiologico equilibrio il livello di colesterolo. Ad una diminuzione di colesterolo esogeno (alimenti), corrisponde un aumento della sintesi di colesterolo endogeno (biosintesi notturna) e viceversa. Il paziente dislipidemico è quello che ha perso il controllo della bilancia metabolica del colesterolo.
Le terapie naturali fino ad oggi proposte hanno cercato in un’unica soluzione il massimo di risposta possibile, selezionando o riunendo vari estratti fitoterapici. L’innovazione di Colenam sta nel proporre due soluzioni mirate per aiutare a mantenere la naturale cronobiologia del colesterolo e controllare i più importanti fattori di rischio cardiovascolare.
Colenam giorno è un integratore alimentare a base di Steroli vegetali ed estratto di Banaba indicato per la regolarizzazione della colesterolemia e del quadro metabolico del colesterolo esogeno. Una compressa masticabile dopo pranzo.
Colenam notte è un integratore alimentare indicato per favorire il controllo della colesterolemia, regolando la sintesi endogena di colesterolo. Una compressa dopo cena.

 

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I carboidrati sono la fonte principale per la produzione del glucosio nel corpo ma sono anche la prima fonte di sintesi di colesterolo e del tessuto adiposo.

I carboidrati vengono trasformati in glucosio, substrato preferito per produrre energia , in forma di glicogeno.

Se le molecole di glucosio non sono rapidamente usate come energia e se i depositi di glicogeno sono pieni, vengono trasformate rapidamente in grasso e colesterolo da un enzima chiamato ATP-citrato liasi.

GLUCIDI : I glucidi sono gli zuccheri e lo scopo  della loro omeostasi (cioè equilibrio) è quello di fornire al tessuto nervoso (cervello), in condizioni di mancato apporto alimentare, la quantità di glucosio sufficiente per il suo funzionamento. Il tessuto nervoso, infatti, per funzionare correttamente, è strettamente glucosio-dipendente.

 

Di quanti carboidrati abbiamo bisogno nell’introito calorico di un individuo che sta facendo progressi?

Risposta : Non più del 20% delle calorie giornaliere, possiamo aggiungerne altri ma solo nei primi 90-180minuti dopo l’allenamento.

 

 

Quando assumiamo carboidrati oltre al fabbisogno del corpo, quest’ultimo li converte immediatamente in trigliceridi e poi in depositidi grasso.

Voglio chiarire che non sono contro i carboidrati ma raramente ho trovato utile guadagnare 5-10kg di tessuto adiposo durante la fase di massa.

I carboidrati sono tutti trasformati in glucosio indifferentemente dalla loro origine. Caramelle o pasta (carboidrati semplici o complessi), nel corpo diventa tutto glucosio; salvo che ovviamente ci sia un eccesso esistente, nel qual caso il corpo crea trigliceridi e il tessuto adiposo che tutti noi odiamo. Detto questo, dovrebbe essere ovvio che esistono tre approcci diversi per non ingrassare:

1) Assumere nutrienti che non si convertono velocemente in trigliceridi.

2) Inibire i percorsi di sintesi del grasso

3) Migliorare il rapporto fra testosterone ed estrogeni e il profilo ormonale a favore di valori più mascolini.

 

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I diabetici possono avvantaggiarsi della Dieta Metabolica?

 

SI! …I diabetici sono stati e sono universalmente messi a una dieta ricca di carboidrati complessi e povera di grassi. Perché? Perché generalmente è ritenuto che questo tipo di dieta sia necessario per controllare il diabete e che riduca i fattori di rischio cardiovascolare, specialmente nei diabetici sovrappeso di tipo 2 (che non usano insulina).
Negli ultimi anni, molti studi hanno indicato che la dieta ricca di carboidrati non è l’ideale e che una dieta più ricca di grassi e più povera di carboidrati sia la dieta migliore per i diabetici. Per esempio, in uno studio recente, l’uso di una dieta ipocalorica arricchita con acidi grassi monoinsaturi si è tradotto in una diminuzione dei fattori di rischio cardiovascolari in confronto ai diabetici che seguivano una dieta ipocalorica, povera di grassi.

Sia i diabetici insulino dipendenti (tipo 1) che quelli non insulino dipendenti (tipo 2) possono avvantaggiarsi della Dieta Metabolica per perdere peso.

 

 

La Dieta Metabolica, dato che diminuisce il peso corporeo e aumenta la sensibilità all’insulina, è sia una dieta che uno stile di vita eccellente per i diabetici di tipo 2 ed è anche utile per il numero inferiore di diabetici insulino dipendenti o di tipo 1.

L’effetto della Dieta Metabolica sui fabbisogni di insulina dei diabetici di tipo 1 e sull’uso dei rimedi per i diabetici di tipo 2 è variabile. Anche se molti diabetici trovano che il loro bisogno di insulina o di rimedi può diminuire, ciò può non dipendere dal tipo di dieta seguita prima di cominciare la Dieta Metabolica.

Se il diabetico seguiva le normali indicazioni alimentari consigliate per i diabetici, cioè una dieta ricca di carboidrati (45-50% delle calorie), povera di grassi (<30% delle calorie) e povera di colesterolo (<300 mg), allora durante la fase povera di carboidrati della Dieta Metabolica i livelli di insulina possono scendere. Se il diabetico non seguiva le indicazioni alimentari e seguiva una dieta più ricca di proteine e grassi e più povera di carboidrati, allora i farmaci necessari possono non cambiare in modo apprezzabile.

ATTIVITA’ FISICA PER I DIABETICI

Un altro fattore da prendere in considerazione è l’attività fisica. I programmi di attività fisica che consigliamo sono utili per gestire e diminuire il bisogno di farmaci per entrambi i tipi di diabetici. Non solo l’attività fisica regolare può facilitare il trasporto del glucosio nelle cellule muscolari senza la presenza dell’insulina, ma abbiamo anche visto un aumento della sensibilità all’insulina dovuto all’attività fisica.

L’effetto complessivo dell’attività fisica è diminuire il fabbisogno di insulina e dei farmaci per diabetici necessari per tenere sotto controllo il diabete.

Comunque, i diabetici dovrebbero essere pronti a modificare i loro pasti, la loro assunzione di insulina, o entrambi, per prevenire l’ipoglicemia durante, immediatamente dopo o anche 6-12 ore dopo l’attività fisica.

Molti diabetici mi hanno chiesto perché hanno bisogno dell’insulina o dei farmaci che imitano l’azione dell’insulina per stimolare la secrezione di insulina se quasi non consumano carboidrati. La risposta è che sebbene la piccola porzione di carboidrati della dieta permetta di bruciare i grassi per produrre energia, l’insulina è comunque necessaria.
Prima di tutto il corpo produrrà una certa quantità di glucosio attraverso la gluconeogenesi e il corpo ha bisogno dell’insulina per usare correttamente questo glucosio. Comunque, ancora più importante è che alcune fasi dell’ossidazione degli acidi grassi hanno bisogno dell’insulina. Anche se i passi iniziali dell’ossidazione degli acidi grassi non hanno bisogno dell’insulina, i passi finali ne hanno bisogno, specialmente l’ossidazione dei substrati chetoni in anidride carbonica e acqua.

Molti studi hanno mostrato che gli alimenti con indice glicemico basso producono un livello di glucosio ematico basso e deboli risposte di insulina, e migliorano il controllo della glicemia nei pazienti diabetici di tipo 1 e tipo 2 .
Sia i diabetici di tipo 1 (insulino dipendenti) che quelli di tipo 2 (non insulino dipendenti) dovrebbero controllarsi molto attentamente ogni qual volta cambiano dieta o il livello di attività fisica.

Quindi non importa dire che dovrebbero fare così anche nelle fasi iniziali della Dieta Metabolica. Se si ha a disposizione uno strumento per l’autocontrollo, spesso consiglio che i diabetici controllino i livelli di glucosio in varie fasi della dieta fino a diventare familiari con gli effetti della dieta e dell’attività fisica sul loro sistema.
 Con questa dieta dovrebbe essere tenuto sotto controllo anche il colesterolo ematico (totale, HDL e LDL). I diabetici che stanno usando la Dieta Metabolica per perdere grasso corporeo e tonificarsi, dovrebbero scoprire un miglioramento di questi valori in confronto al valori normali. Cioè i livelli totali e LDL dovrebbero scendere e i livelli HDL dovrebbero salire.
 Ho fatto seguire la mia dieta a molti pazienti diabetici e ho scoperto che mentre perdevano peso ed entravano sempre più in forma, la quantità di insulina o agenti orali che usavano diminuiva in modo significativo. Alcuni diabetici di tipo 2 che usavano degli agenti orali erano in grado di controllare il diabete solo con la dieta e l’attività fisica.

 

LA DIETA METABOLICA MI DARA’ PIU’ ENERGIA?

Molte persone si lamentano di una perdita di energia quando intraprendono una dieta. Si sentono stanchi e deboli e ciò è comprensibile perché, con una dieta ricca di carboidrati, perdono anche molta massa muscolare e forza. Certo, il corpo perde grasso, ma sta anche perdendo tono e forza.

Con la Dieta Metabolica questo non succede!

A parte le primissime fasi della dieta quando il corpo sta operando il passaggio metabolico per bruciare il grasso per produrre energia, si riesce a conservare l’energia e la spinta. Infatti, molte persone che seguono la Dieta Metabolica spesso scoprono che mentre perdono peso e grasso corporeo, la loro energia aumenta. Grazie agli effetti sinergici del lavoro di gruppo dei 3 grandi ormoni, mentre perdete peso perdete meno massa muscolare e potete anche aumentare la forza.
 Le persone restano incredule mentre guardano il grasso sciogliersi e la loro energia e forza aumentare contemporaneamente.

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Il colesterolo è un grasso (o lipide) importantissimo per la vita. È, infatti, un componente strutturale della membrana di tutte le cellule e degli organelli che si trovano all’interno di esse. Ma non solo: è un componente essenziale della guaina mielinica che avvolge le cellule nervose, dove funge da isolante e permette all’impulso nervoso di trasmettersi senza disperdersi. E ancora: serve all’organismo per produrre gli ormoni sessuali e quelli steroidei, entra a far parte degli acidi biliari necessari alla digestione dei grassi, ed è il precursore della vitamina D, indispensabile per regolare il metabolismo del calcio e mantenere in buono stato ossa e denti. Il colesterolo, dunque, è essenziale alla vita, tanto che il nostro organismo è in grado di sintetizzarlo anche quando esso viene a mancare completamente nella dieta.

Che provenga dagli alimenti o che sia sintetizzato dal fegato, per svolgere le sue funzioni il colesterolo deve arrivare ai diversi tessuti dell’organismo. Essendo però un grasso, il colesterolo non si miscela bene con il plasma sanguigno, che è un liquido acquoso; per questo le molecole di colesterolo vengono rivestite da apposite proteine, dando origine alle lipoproteine, che sono agevolmente trasportate dal sangue e sono in grado di infiltrarsi in tutti i tessuti.

Le lipoproteine possono essere suddivise in quattro classi:

Due di esse (chilomicroni e VLDL) trasportano principalmente i grassi assimilati, principalmente trigliceridi, ai muscoli, al tessuto adiposo e al fegato per fornire energia. Il livello dei trigliceridi va tenuto sotto controllo, essendo il loro eccesso dannoso per il sistema cardiocircolatorio, ma sono le altre due classi a rivestire un significato particolarmente importante: le lipoproteine a bassa densità, o LDL (Low Density Lipoprotein), che trasportano circa il 70 per cento del colesterolo presente nel siero, e le lipoproteine ad alta densità, o HDL (High Density Lipoprotein). Esse svolgono due compiti opposti: mentre le lipoproteine LDL portano ai tessuti il colesterolo di cui hanno bisogno, le HDL prelevano dalle cellule il colesterolo che hanno eventualmente ricevuto in eccesso per riportarlo al fegato che provvede a eliminarlo attraverso gli acidi biliari. Per questo la frazione HDL è talora chiamato “colesterolo buono”, mentre quella LDL è considerata colesterolo “cattivo”. In realtà, come vedremo, il problema è quello di mantenere un equilibrio fra le due forme di colesterolo.

LE CONSEGUENZE DI UN COLESTEROLO TROPPO ALTO.

Se l’apporto di colesterolo è eccessivo e non riesce a essere smaltito in maniera efficace, si formano accumuli di grasso all’interno dei vasi arteriosi, soprattutto dove questi hanno subìto microtraumi. Se questi accumuli persistono, accorrono sul posto i macrofagi, che fungono da cellule “spazzine”, che smaltiranno le lipoproteine in eccesso.

Essi sono in grado di inglobare notevoli quantità di lipoproteine, fino ad assumere un aspetto “spugnoso”, ma nel frattempo secernono sostanze che stimolano la crescita di tessuto fibroso tutto intorno, un meccanismo normalmente utile per riparare eventuali danni alle pareti dei vasi. In questo modo, però, si crea un ammasso formato da cellule vasali, lipoproteine, macrofagi e tessuto fibroso, che prende in nome di placca aterosclerotica.

Questa placca restringe il lume del vaso interessato, e se le condizioni di ipercolesterolemia non vengono corrette, può arrivare perfino a ostruirlo. La formazione di placche aterosclerotiche, che rappresenta già di per sé una situazione patologica, può però passare a lungo inosservata. Se le arterie colpite sono, per esempio, quelle degli arti inferiori, può presentarsi quella che i medici chiamano claudicatio intermittens, una dolorabilità ai polpacci che sotto uno sforzo anche moderato costringe chi ne è colpito a fermarsi o a zoppicare.

Prima che si manifestino sintomi così chiari, legati all’insufficiente apporto di ossigeno ai tessuti, l’ostruzione può essere ormai già del 70%.

Ma anche un’ostruzione meno imponente è pericolosa, sia perché ostacolando il normale flusso sanguigno facilita la formazione di punti di ristagno e la conseguente formazione di trombi, sia perché un’improvvisa vasocostrizione può portare a una repentina ostruzione completa di arterie come le coronarie o le carotidi, con esiti quali l’infarto del miocardio o ictus cerebrali, sia, infine, perché la placca, crescendo ai danni del tessuto elastico del vaso, può dare origine a un aneurisma a rischio di rottura.

COME COMBATTERE IL COLESTEROLO TROPPO ALTO.
Di fronte a valori della colesterolemia alterati, la prima cosa da fare è guardare ai propri stili di vita per cercare di tenere sotto controllo la situazione nel modo più semplice possibile ed evitare più gravose conseguenze.
A volte è infatti sufficiente seguire una dieta attenta per riportare i valori del colesterolo a un livello accettabile. Ovviamente i primi a dover essere eliminati sono i cibi ricchi di colesterolo e grassi saturi, ma spesso questo non basta, dato che, come abbiamo detto, il nostro organismo è in grado di sintetizzare in modo autonomo questa sostanza, per cui è necessario fare attenzione, per esempio, anche ai carboidrati, attenendosi in generale a una dieta ipocalorica, da attuarsi sotto controllo medico.
Molto importante è anche svolgere un’adeguata attività fisica, non soltanto perché contribuisce a “bruciare” i grassi, ma anche perché, come hanno dimostrato recenti ricerche, essa tende a favorire un aumento del colesterolo “buono” HDL a scapito di quello “cattivo” LDL.
Infine, ma certo non da ultimo, è importante eliminare o ridurre quanto possibile gli altri fattori di rischio, dal fumo al consumo eccessivo di bevande alcoliche fino alle cause di stress (che purtroppo spesso solo in parte dipendono da noi) e seguire con rigore le terapie per le patologie concomitanti (specie ipertensione, diabete, obesità).
Quando tutte queste misure non si dimostrino sufficienti, il medico curante provvederà ad affiancare a esse anche una terapia farmacologica, da valutare caso per caso.

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