corretta alimentazione

Devi bruciare i grassi e sei disperato vero?

Magari non è il tuo caso ma vorresti pulire il tuo addome e togliere quella pancetta che molti definiscono “ritenzione idrica” oppure “gonfiore addominale” ?

Comunque scordati la ritenzione idrica :D quello è grasso che deve essere bruciato!!!

 

Come fare quindi?

Ci sono aiuti?

Non è difficile  ridurre il grasso addominale e ci sono anche aiuti ma non sono quelli che pensi tu :D

 

Molti mi chiedono bruciagrassi ma non rinunciano alla buona tavola dei gusti, mi dispiace dirvelo, ma non otterrete mai risultati neanche leggeri.

Per ridurre il grasso devi innanzitutto eliminare quelli che sono i cibi grassi, eliminare ogni fonte di grasso possibile e ingerire omega 3 (almeno 4 perle) 2 uova intere al giorno e 3 cucchiai di olio extra vergine…

Integratori bruciagrassi per dimagrire

Gli integratori per dimagrire velocemente non esistono. Essendo integratori danno un aiuto ma deve esserci alla base una educazione alimentare che se in equilibrio non ti porta ad acquistarli. Un integratore molto efficacie per bruciare i grassi e non solo è l' Acetyl L-carnitina.

Questo è la mia esperienza e non voglio dirti quello che devi fare, chiedi sempre al tuo medico!

Per ridurre il grasso dovrai fare un tipo di allenamento che permetta l’utilizzo di grassi a scopo energetico e il più veloce è senza dubbio l’aerobico che puoi fare con i pesi e macchine cardio.

Per il tipo di allenamento adatto scrivimi davide@wellfitenergyshop.it non siamo tutti uguali ;)

L’alimentazione deve essere in linea, in equilibrio, con la richiesta del sistema energetico dominante. Per bruciare i grassi dovrai fare un allenamento aerobico che se pur con i pesi deve comunque essere supportato dai carboidrati.

Vedi, per mettere massa tutti aumentano i carboidrati mentre in definizione vengono tolti…

A mio giudizio non ha senso…

Ah!!! Voglio ricordare che i carboidrati si trovano anche in Verdura, frutta e frutta secca.

 

Ovviamente anche l’allenamento deve essere personalizzato in base all’allenamento e all’attività giornaliera che svolgi, (ci sono lavori pesanti di fisico e lavori pesanti di testa, ci sono anche le vie di mezzo) come vedi ognuno ha il suo metabolismo.

 

Credimi è molto semplice, ma molto difficile se non si hanno le conoscenze.

 

Per il tipo di alimentazione adatto scrivimi davide@wellfitenergyshop.it ti darò dei consigli ma non saranno mai autorevoli come quelli del tuo medico pertanto ti invito a chiedere sempre prima di iniziare il suo parere.

 

Ma ritorniamo alla domanda…I brucia grassi Integratori Termogenici funzionano?

Ce ne sono tantissimi, alcuni contengono 10/20 principi attivi, altri formule con ingredienti segreti e poi ci sono quelli illegali in italia.

I termogenici funzionano forse per il 40% da quello che ho visto, molti con il loro utilizzo hanno accusato un aumento dello stress e quindi di cortisolo, peggiorando. Questo perché non sono supportati da un buon protocollo.

Personalmente se uso un termogenico peggioro in maniera drastica mentre miglioro utilizzando l’acetyl L-carnitina ALC 1250 NET con CLA Gensan, OMEGA 3 Enerzona, Fosfatidilserina e The Verde NOW FOOD EGCg 90 Caps


Condividi come sempre ;)

 

Dimagrire bene ricordalo sempre, se vuoi un fisico fitness lo devi volere sempre tutto l’anno e non solo d’estate ;)

 

 

 

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Voi Donne avete rispetto a noi uomini caratteristiche ormonali diverse, e questo lo sapete, per cui la distribuzione del grasso è differente.

Ormai da molti anni continuo a vedere donne che si ammazzano di corsi e lavoro aerobico purtroppo senza ottenere risultati.

Non voglio dire che non servono a nulla, ma già non avete testosterone e siete predisposte allo stress, in più contribuite a peggiorare la situazione…non mangiate in maniera adeguata perché siete convinte che l’alimentazione giusta per voi siano cereali, yogurt e latte!

E’ ora di dare una svolta!!!

Devi ragionare ormonalmente e non caloricamente...i migliori medici lo sanno e purtroppo non essendolo non posso dire altro...Dopo aver letto questo articolo, documentati e chiedi il parere di un buon medico.

dimagrire bene dimagrire mangiando, dimagrire velocemente, come dimagrire, peso ideale, dimagrire pancia

 

Come ben sai non sono un medico ma vanto molta esperienza sul campo, mi sono documentato molto in questi 5 anni e ho conosciuto persone autorevoli tra cui medici che mi hanno aperto gli occhi.

Cara Donna, per ottenere il tuo successo e quindi il tuo dimagrimento devi prima eliminare l’infiammazione e lo Stress!!!

Vorrei che tu mi ascoltassi bene e che dopo aver letto questo articolo cominci a documentarti e ad applicare i miei consigli…

Avete la fortuna di essere forti e di sopportare bene il dolore come può essere il parto ma per avere determinate caratteriste (di cui vi sentite fiere) avete dovuto pagare un prezzo…

 

Il prezzo si chiama : “CELLULITE”

Non finisce qui…l’altro prezzo da pagare si chiama “STRESS” (la vostra attività ormonale vi predispone a questo)

 

Oggi Ti do la soluzione!

 

Scarica questa mia scheda di allenamento (clicca qui)

Devi allenarti intensamente nelle 2 settimane centrali (utilizza il mio protocollo e spingi al massimo nelle 2 settimane centrali) il risultato sarà meno squilibri ormonali e più tono muscolare!!!

Devi considerare le 3 fasi ormonali proprio perché non sei fatta come l’uomo, sei molto delicata e predisposta a farti male, scusami se te lo dico ma è così , hai sicuramente altre qualità più superiori rispetto a noi uomini ;)

Se hai letto il mio precedente articolo

“ALLENAMENTO AL FEMMINILE. LE TRE FASI ORMONALI DA CONSIDERARE PER UN FISICO DA FAVOLA”

(clicca qui)

Hai sicuramente letto e fatto attenzione ai tuoi ormoni perché bisogna saperci convivere…

 

ALIMENTAZIONE

Che tipo di alimentazione fare?

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Questo invece è un altro E-book che ti consiglio di leggere per capire il metabolismo e i motivi per cui ti consiglio l’alimentazione che leggerai.

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Ti chiedo un ultimo sforzo voglio presentarmi e t’invito a leggere questa mia presentazione. Appena termini la lettura fai “mi piace” e Like condividi nel tuo social network preferito! ;)

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Accumulo di grasso sulla pancia?

Beh il problema principale sicuramente e’ l’alimentazione un Continuo stimolo di insulina da introduzione esagerata di carboidrati… e anche ahimè da un innalzamento di ormoni estrogeni…

Ti parlo di dimagrimento localizzato, perché il problema principale degli uomini e anche delle donne con somatotipo androgeno è l’accumulo di grasso attorno alla vita…
Se hai letto i miei articoli sull’alimentazione che io faccio che mi ha permesso di ottenere questi risultati, Avrai sicuramente notato che spingo molto l’introduzione di proteine.

Mi trovi Online con numerosi articoli basta che cerchi su google Davide Didonato PTOR…per esempio

Voglio ricordarti e lo dico in ogni mio articolo che Davide Didonato Ovvero il sottoscritto ;) Non è un medico e pertanto Vorrei che tu valutassi bene quello che scrivo chiedendo sempre il parere al tuo medico Questo perché non tutti possono fare quello che ho fatto io.
Detto questo sei libero di considerare questo articolo vero o una semplice favoletta ;)

Cosa fare quindi per diminuire l’accumulo di estrogeni e quindi ridurre il grasso attorno al giro vita e la ritenzione idrica e innalzare il testosterone aumentando il tono muscolare?

Accumulo di grasso sulla pancia?

E' facile accumulare grasso sulla pancia, una cattiva alimentazione comporta questo ma con i giusti accorgimenti è possibile ottenere un dimagrimento localizzato...esiste!

Molto semplice già l’alimentazione che ti ho proposto fa questo ma attenzione perché ognuno e’ diverso per esempio nel mio caso utilizzo Integratori come lo zinco chelato Con Metionina e il magnesio chelato che sono nutrienti testicolari. Uso Integratori non farmaci voglio precisarlo!!!

Altri integratori che io considero importanti per la tua salute per il raggiungimento dei tuoi obiettivi sono sicuramente l’omega 3 (acquista il migliore al miglior prezzo clicca qui), il Cla (ti consiglio qualità Tonalin come questo cliccando qui) e la vitamina D3 (vuoi saperne di più sulla Vitamina D? Clicca qui!)

E infine il più importante un integratore che va a bloccare la conversione in estrogeni e io ti posso consigliare EstroBlock della Scitec Nutrition (clicca qui per curiosare ;)

Sei pronto per iniziare…
Chiedi sempre il parere del tuo medico mi raccomando ;)
Integratori alimentari e alimentazione per stimolare in maniera naturale il tuo testosterone e ottenere i risultati che meriti in termini di massa muscolare e riduzione di grasso.

Il dimagrimento localizzato esiste? Ti posso dire di si per esperienza personale, con questi accorgimenti riesco sempre a ridurre la plica di grasso addominale…

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Come mettere massa muscolare, come avere nello stesso tempo una definizione muscolare invidiabile?

Come ottenere un aumento della massa muscolare in poco tempo o meglio nel primo mese dove c’è la fase di adattamento e il corpo risponde subito con una crescita muscolare che può variare da 1kg a 5kg a secondo del peso/altezza di una persona?

Nel corso dell’evoluzione umana i cibi che ci hanno accompagnato sono stati principalmente carne, verdura e frutta, negli ultimi 200anni non si è fatto altro che introdurre sempre più cereali nella nostra dieta e purtroppo anche nella dieta del body builder…

Sei curioso di sapere? ….Molto semplice, la chiave è solo l’alimentazione e tu già lo sapevi!

Oltre all’alimentazione devi capire anche il funzionamento del tuo corpo e quindi i sistemi energetici, il metabolismo, gli ormoni, iperplasia e ipertrofia. (scarica il mio Ebook dedicato è gratuito)

Spero che tu non abbia mai usato farmaci dopanti, altrimenti non considerare questo articolo (il tuo metabolismo ormai è stato contaminato e sono necessari mesi per ripristinarlo)

Devi sapere che esistono importanti ormoni che sono pronti a darti ciò che vuoi, devi solo sapere come azionarli e il libretto d’istruzioni lo abbiamo perso alla nascita ;)

Le categorie di ormoni che ci interessano sono 2

- Ormoni in grado di immagazzinare energia (GH ormone della crescita e Insulina)

- Ormoni in grado di liberare energia (Testosterone ormone della forza e il cortisolo ormone dello stress)

Cosa mangiare e quanto mangiare per mettere massa muscolare in poco tempo?

Mettere massa muscolare e dimagrire è possibile...basta mangiare carboidrati colorati e carne a sazietà

Per ora concentriamoci sull’aumento della massa che nel body building deve essere muscolo e non grasso.

 

Analizziamo il body building come sport e come in teoria funziona e perché si cresce.

Ci sono 2 tipi di allenamenti, il più diffuso è basato sull’ipertrofia, 4/5 serie per esercizio 10colpi e tempi di recupero inferiori ai 3minuti.

Questo allenamento è di tipo lattacido e si ha una grossa perdita di glicogeno (sempre inferiore a corsa e ciclismo) qui è possibile e diventa necessaria un integrazione di carboidrati raffinati come riso o integratori come vitargo ma solo prima dell’allenamento, almeno 90 minuti prima con della carne.

 

L’altro allenamento è di tipo Alattacido basato sull’iperplasia e i tempi di recupero sono superiori ai 3minuti qui non si perde glicogeno ma aminoacidi ramificati, perciò è importante assumere aminoacidi glucogenetici.

 

Con il primo si allenano sempre le stesse fibre muscolari, con il secondo si aumentano…ti consiglio di leggere i libri di Giovanni Cianti (vuoi conoscerlo clicca qui) e di studiarti il ciclo H-PO.(clicca qui per curiosare)

Questo è il programma che sto seguendo ormai da anni.

 

Sento dire la stessa cosa da tutti ovvero che in massa servono i carboidrati (pane, pasta, riso, pizza) e io aggiungo si è vero ma per mettere grasso…

Infatti introducendo grosse quantità di cereali si hanno grosse produzioni di insulina che sicuramente portano gli aminoacidi ai muscoli ma purtroppo gran parte di questi non essendo necessari vengono trasformati in grasso, il colesterolo aumenta.

Oltre all’alimentazione devi capire anche il funzionamento del tuo corpo e quindi i sistemi energetici, il metabolismo, gli ormoni, iperplasia e ipertrofia. (scarica il mio Ebook dedicato è gratuito)

Nel body building è importante la carne e per crescere devi mangiare a sazietà secondo necessita per stimolare quei 2 ormoni che ti ho detto all’inizio GH e insulina.

Puoi stimolare l’insulina anche con la carne e senza cereali, i carboidrati saranno colorati e cio’è frutta e verdura.

Ecco svelato il mio segreto, in questi anni sono cresciuto mangiando i seguenti alimenti (carne, uova, frutta e verdura) non soffro la fame anzi mangio tantissimo, non conto i kg, ma l’ho fatto per darti un idea. Una manza da 200kg mi dura dai 4 ai 5mesi fai il calcolo :)

E importantissimo mangiare la verdura, questo alimento deve accompagnare la carne sempre per contrastarne l’acidità. (la pasta è acida come la carne, ma ti farà mettere solo grasso) (clicca qui per capire che cos’è l’acidosi metabolica)

La foto che ho pubblicato non è che uno dei miei pasti…Rostbeef e macedonia

Un consiglio, dato che le bestie vengono allevate dandogli nel loro ultimo mese di vita i cereali (finissaggio), questo per farle ingrassare, è importante assumere almeno 4/6 grammi di omega 3 per compensare il rapporto sfavorevole della carne e l’alta concentrazione di omega 6 che contiene. L’omega 6 ha un azione infiammatoria mentre l’omega 3 antinfiammatoria.

Non riesci a mangiare, salti i pasti ma vuoi mettere massa muscolare comunque?

L’unico integratore che crea più o meno la stessa risposta insulinica è la caseina. Consiglio almeno 60grammi.

Le uova! Importantissimo alimento che non và privato del rosso perché precursore del testosterone. (leggi il mio articolo dove ti spiego perché le uova non fanno male al fegato.

Ne mangio 120 al mese :)

Mettere massa muscolare in poco tempo, dieta massa muscolare, definizione muscolare, come dimagrire velocemente mangiando.

 

Le miei sono solo esperienze e non vogliono in nessun modo sostituire il parere autorevole del tuo medico.

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Albume d’uovo body building e non solo

La domanda più diffusa è …ma l’uovo non fa male al fegato?

Consumare uova non fà male al fegato

L'uovo è la proteina di riferimento per il contenuto altissimo di aminoacidi e non fà male al fegato

Sono tante le dicerie e i pregiudizi che hanno avuto e che stanno avendo ripercussioni negative sul consumo delle uova.

Il tuorlo (il rosso per intenderci) ha pregi e non difetti, stimola la cistifelia che si contrae e si libera della bile (sostanza di scarto del lavoro metabolico del fegato) permettendo all’intestino di migliorare la digestione dei grassi.

L’uovo contiene fosfatidilcolina, una sostanza molto nota nel mondo dei cosmetici ed è in grado di rallentare l’assorbimento del colesterolo nel sangue e la lecitina è in grado di modulare l’assorbimento dei grassi da parte dell’organismo.

 

Nel tuorlo si trovano tutte le sostanze nutritive dell’uovo, l’albume (il bianco) è il nutrimento per il tuorlo, nel complesso l’uovo è considerato uno standar ottimale di riferimento per il contenuto di aminoacidi ricchissimo.

In poche parole, consumate uova in tranquillità senza paura.

Mi è capitato di sentire persone che dopo l’assunzione di uova intere hanno subito un aumento del colesterolo, questo può succedere quando c’è un bassissimo o inesistente consumo di verdure e un grosso consumo di cereali.

Un’alimentazione come quella che faccio io, carne, pesce, uova, frutta e verdura (senza cereali) a sazietà non può portare ad un aumento del colesterolo tanto meno di quello cattivo LDL (lipo proteine a bassa densità) LEGGI L’ARTICOLO SUL COLESTEROLO

Albume d’uovo body building e non solo, l’uovo fà male al fegato?

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Come faccio a dimagrire? Mangia per dimagrire ecco la risposta!

Magari non è il tuo caso ma con questo articolo voglio aiutare tutte quelle persone che hanno problemi con il cibo, che lo cercano senza avere fame, che si consolano o si calmano dopo un’arrabbiatura mangiando o chi nello stress mangia senza considerare la quantità e la qualità.

Riesci a distinguere la fame fisiologica da quella emotiva o da altre poco razionali?

Questo è il primo passo per una rieducazione alimentare.

Devi sapere che chi ti dice di avere fame è il nostro ipotalamo e chi ti dice quando sei sazio? Sempre lui.

Ascoltalo, lui cercherà sempre con la sua vocina di farsi sentire perché solo lui sa che cosa ha bisogno l’organismo e solo lui sa le quantità che necessitano.

Dopo questo prova, ogni volta che mangi, a scrivere quale sia lo stato emotivo o la condizione che determina l’assunzione di cibo. Questo è molto utile per capire dove sbagli e cosa puoi fare per mettere in equilibrio la tua dieta alimentare cominciando a pensare alla tua salute.

Cibo e salute sono la stessa cosa informiamoci!!!

Ascoltare il proprio corpo e mangiare secondo sazietà carne e verdura per dimagrire

Devi sapere che non esiste il giusto e sbagliato ma esiste la cronicità degli eventi ovvero quante volte nella tua vita mangi cibi che ti portano ad un aumento del grasso e quanti cibi che invece ti nutrono soddisfando le reali necessità del tuo organismo.

NON voglio mettermi contro medici e nutrizionisti che la pensano in maniera opposta a quella che ti sto dicendo ma con questo voglio solo farti conoscere la mia opinione in base a fatti e studi che vengono realmente fatti e che ad oggi sono solo favole a cui gente come me crede.

Cibo e salute sono la stessa identica cosa, gli onnivori non esistono ma esiste un alimentazione biologica a base di alimenti presenti in natura e che si possono consumare senza lavorazioni industriali e processi che richiedono una trasformazione come per esempio i cereali in pasta, pane e pizza.

Quello che richiede il tuo organismo sono sicuramenti glucidi per il funzionamento del cercello e quindi zuccheri forniti da frutta e verdura insieme a micronutrienti preziosi quali vitamine e minerali. Proteine e quindi carne, pesce, uova per il mantenimento della massa muscolare e per mantenere sani ed elastici i tuoi tessuti.

Mangiare a sazietà ti assicuro che sono di un’importanza a dir poco fondamentale e ti portano sempre al raggiungimento del peso desiderato.

Se non ti senti sazio significa che quello che stai mangiando è scarso di valori nutrizionali e il tuo corpo non lo vuole cibi di scarsa qualità!

Non dimenticare l’acqua, prezioso elemento che dona vita e benessere. Leggi l’articolo sullo stress

Se desideri maggior informazioni sul mangiare a sazietà quando il corpo lo richiede e solo carne, pesce, frutta e verdura per dimagrire scrivimi

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L’articolo che state leggendo vi aiuterà a prendere in considerazione una grande opportunità, quella di modificare il vostro stile alimentare entrando in ZONA e cominciando a sperimentare i benefici e le percezioni che vi può dare.

Senza rinunciare a nulla di particolare, mangiando una grande varietà di cibi e con un solo vincolo: le quantità vanno rispettate con scrupolo, senza fare eccezioni. Seguite attentamente le regole che presiedono alla Dieta ZONA perchè rispondono a un preciso bilanciamento dei nutrienti utili in ogni giornata.

Un altro suggerimento è : continuate a muovervi, l’attività fisica è raccomandata, naturalmente senza eccedere.

L’IMPORTANZA DELL’OMEGA 3 :

E’ importante assumere con regolarità cibi ricchi di omega-3 sono acidi grassi definiti “essenziali” perchè il nostro organismo non è in grado di produrli. Devono essere assunti necessariamente attraverso l’alimentazione oppure, in caso di ridotto apporto o aumentato fabbisogno, con l’integrazione.

Numerose ricerche scientifiche hanno evidenziato come, nel contesto di una dieta variata ed equilibrata ed uno stile di vita sano, gli omega-3 siano molto importanti perchè ci servono per essere più efficienti ed attivi, poichè svolgono importanti azioni sul nostro organismo:

L’EPA e il DHA contribuiscono al normale mantenimento delle funzioni cardiache (per assunzioni di almeno 250mg al giorno)

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Se siete in sovrappeso adottando la Dieta Zona inizierete a perdere DEFINITIVAMENTE la massa grassa al giusto ritmo (max 1/2 kg alla settimana) fino a raggiungere il peso forma.
Le diete che promettono dimagrimenti rapidi, oltre che essere una falsa promessa sono molto rischiose per la salute.

É impossibile consumare più di 1/2 chilogrammo di grasso (adipe) alla settimana, e se ci dovesse essere una perdita di peso superiore questa sarebbe da imputare alla perdita di massa magra o alla momentanea riduzione dei liquidi, che non appena avrete terminato la dieta e riprenderete le vostre solite abitudini alimentari sarà ripristinata. Risultato finale: avrete consumato solo muscoli e ridotto la vostra forza fisica.

Quello che consiglio, è provare con la dieta a Zona, inserite nel protocollo lunghe camminate (non corsa) anche 4 volte a settimana e vedrete che il risultato sarà perdita di grasso, miglioramento tono muscolare e benessere. Diventerete più belli, la pelle sarà diversa e il vostro umore migliorerà! Migliorerà anche il rapporto con il patner!

Il calcolo dei blocchetti viene fatto dal vostro nutrizionista di fiducia…si parte da 11 per la donna e 13 per l’uomo.

Il lato migliore della zona è che si possono utilizzare i grassi nei pasti, per dimagrire, anzi, in questo regime alimentare sono proprio i grassi base della produzione energetica. Inoltre non si devono modificare le proprie abitudini alimentari se non per il rapporto tra le quantità di macronutrienti. La dieta zona, detta anche dieta a zona o pro zona, nasce da un concetto molto semplice: sviluppare un mix di alimenti e di modalità di assunzione che diano il migliore rendimento in prestazioni e salute.

La zona offre dei vantaggi indiscutibli sopratutto come dieta per la salute, poi come dieta dimagrante e come dieta performante. E’ definita “a zona” perchè le proporzioni degli alimenti sono stabiliti in un certo range, definito appunto zona, più preciso è il rapporto, migliore è l’efficacia del programma alimentare, quindi rimanendo “in zona” si innescano tutti quegli effetti positivi di un’alimentazione non solo bilanciata ma anche ad alto rendimento.

Inoltre, la zona non è solo una formula di rapporto tra i vari macronutrienti ma stabilisce anche le fonti alimentari più indicate per il nostro organismo, mettendo in primo piano gli alimenti più favorevoli a discapito di quelli sfavorevoli. Per i più disinformati, poi, la Zona non è una dieta iper proteica ma stabilisce il giusto apporto giornaliero di proteine, per ognuno di noi diverso, in base al tipo di attività.

Conoscere meglio se stessi e cosa fare per mantenere in ordine la propria macchina biologica, il nostro corpo umano…se lo merita!!!

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CONSULTATE SEMPRE IL VOSTRO MEDICO
Raccomandiamo sempre di consultare il vostro medico prima di cambiare regime alimentare se sitete in cura o sottoposti ad assunzione di farmaci, anche se vi sembra di essere sani oppure sapete di avere qualche problema di salute: cambiare drasticamente le abitudini alimentari potrebbe influenzare gli esiti delle prescrizioni. Noi non siamo consapevoli del vostro stato di salute, e qualsiasi iniziativa da parte vostra in tal senso è solo ed esclusivamente sotto la vostra responsabilità. Se avete anche il minimo dubbio prendetevi questa precauzione.

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Cos’è la Cellulite?

Allo stato normale il derma e i tessuti che lo sostengono (pannicolo adiposo e strato muscolare) sono in uno stato di equilibrio fisiologico, metabolico e circolatorio che presuppone un reticolo micro-circolatorio, artero-venoso e linfatico perfettamente funzionante e uno strato adiposo sottocutaneo ben vascolarizzato, senza eccessi di accumulo, problemi trofici o fibrosi reattiva.

Tutti gli elementi che compongono i differenti strati cutanei sono in stretta relazione, realizzando delle unità tissutali e micro-circolatorie che sono legate sia sul piano anatomo-funzionale che chimico-metabolico.

La cosiddetta cellulite, il cui vero nome è panniculopatia edemato – fibro – sclerotica (P.E.F.S.), deriva dal un’alterazione del derma e dell’ipoderma; in condizioni ottimali, le cellule adipose (adipociti) normalmente presenti nel tessuto sottocutaneo funzionano da riserva di energia per l’organismo, che brucia grassi ogniqualvolta abbia necessità di combustibile.

In caso di stasi del circolo venoso questa “riserva” diventa difficile da utilizzare, si accumula fino a comprimere i capillari sanguigni, già fragili, che iniziano a trasudare plasma dalle loro pareti divenute porose.

Il plasma si infiltra fra le cellule, con il tempo provoca un’ infiammazione del tessuto adiposo con formazione di fibrosi dei tessuti sottocutanei: i capillari vengono ulteriormente compressi e il drenaggio dei liquidi in eccesso si fa sempre più difficile. Si innesca quindi un “circolo vizioso” che autoalimenta questa patologia, perché di vera e propria patologia si tratta, anche se spesso ci si limita al suo significato di banale inestetismo.

LE CAUSE DELLA CELLULITE

L’insorgere della cellulite dipende da diversi fattori che spesso si sommano fra loro (anche se, in fondo, tutto si può ricondurre ad un’alterazione del microcircolo); alcuni di essi non sono eliminabili e sono quindi definiti primari (ad es. il sesso, la razza o la familiarità), altri, detti secondari, sono collegati ad alcune fasi della vita, a patologie particolari o all’assunzione di farmaci; altri invece, definiti fattori aggravanti (ad es. cattiva alimentazione o sedentarietà), sicuramente potrebbero essere controllati adottando uno stile di vita diverso.

  • Fattori Primari:

Il fatto di essere donna e di razza bianca sono elementi sfavorevoli: la donna mediterranea è caratterizzata da una conformazione “a pera” (ginoide) in cui prevale l’azione degli ormoni femminili (gli estrogeni) sui recettori specifici, con il risultato di un accumulo dei chili in eccesso sulla parte bassa del corpo,ritenzione idrica e stasi circolatoria. Non a caso il problema comincia con l’adolescenza, periodo in cui vi è una vera e propria tempesta ormonale che segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta.

Anche la componente familiare è rilevante, considerato che alcuni disturbi del micro-circolo spesso si tramandano tra consanguinei e che l’insufficienza venosa e linfatica con fragilità capillare costituiscono l’anticamera della cellulite.

  • Fattori Secondari:
  • E’ noto che le manifestazioni cutanee della cellulite sono fortemente legate al ciclo femminile: l’aspetto “a materasso” della pelle aumenta nel periodo precedente il ciclo, soprattutto in caso di sindrome pre-mestruale, e in gravidanza quando sale il livello degli estrogeni con effetti positivi e negativi: aumenta l’appetito, migliora l’umore, si accumulano liquidi nei tessuti e il prodotto del concepimento preme sulle strutture vascolari, aggravando la situazione circolatoria magari già non perfetta, con segni di stasi.

Come regola, in generale, la cellulite diminuisce dopo la menopausa, in assenza di trattamento ormonale sostitutivo.

FATTORI AGGRAVANTI

  • Una muscolatura di cattiva qualità, sia per sedentarietà sia a seguito di un dimagrimento eccessivamente rapido che abbia sacrificato il “nobile” tessuto muscolare, è sicuramente uno dei fattori favorenti la cellulite. Il moto aiuta a mantenere efficiente muscolatura, circolazione e metabolismo aiutando a bruciare i grassi e a prevenire la stasi circolatoria.

La dieta scorretta, poi, con l’introduzione eccessiva di calorie, di cibi ricchi di grassi e di sale favorisce accumulo di adipe localizzato, ritenzione di liquidi, “intossicazione” generale dell’organismo e formazione degli odiati cuscinetti.

Anche una postura sbagliata contribuisce ad aggravare il quadro clinico: stare molte ore seduti rallenta la circolazione perché la sedia comprime i vasi e la situazione peggiora se si tengono le gambe accavallate. Non fa neanche bene trascorrere troppo tempo in piedi immobili, perché il sangue fa fatica a risalire dagli arti inferiori, con conseguente stasi circolatoria. I difetti dell’appoggio plantare (piede piatto, piede cavo ecc.) sono anche causa di postura errata e possono favorire i processi che portano alla formazione della cellulite.

Si deve evitare l’abbigliamento costrittivo: non dimentichiamo che abiti e biancheria attillati comprimono i vasi, mentre scarpe troppo strette o con tacco alto, oltre i 5 cm., ostacolano il ritorno venoso e linfatico e impediscono il corretto funzionamento dell’importantissima “pompa venosa” che abbiamo sotto i nostri piedi (un reticolo venoso che viene compresso ad ogni nostro passo e che imprime una spinta verso l’alto al sangue, impedendogli di ristagnare).

Stress e fumo sono altri fattori che favoriscono l’aggravarsi del quadro, l’uno per le inevitabili ripercussioni sul quadro ormonale (aumento dei cosiddetti “ormoni dello stress”), l’altro per la sua azione vasocostrittrice e per la sua capacità di aumentare i radicali liberi, sostanze che favoriscono i danni a carico del microcircolo ed accelerano i processi di invecchiamento generale dell’organismo.

GLI STADI DELLA CELLULITE

Prima si interviene contro la cellulite, migliori saranno i risultati dato che una cellulite al primo stadio, quando sono solo i liquidi stagnanti i protagonisti del quadro, è sicuramente più trattabile di una cellulite con presenza di noduli fibrosi. Importante è quindi riconoscere le sue caratteristiche:

1° STADIO (edematosa)

E’ caratterizzata dalla presenza di gonfiore (edema) dovuti al ristagno di liquidi nel tessuto e di accumulo di grasso e acqua nelle cellule. La cute è ancora tesa ed elastica ma si comincia ad avvertire un senso di pesantezza agli arti; se la cute viene compressa non rimangono “impronte”. E’ difficile riconoscerla ad occhio nudo.

2° STADIO (fibrosa)

A causa del cattivo drenaggio delle scorie accumulate e dell’insufficiente ossigenazione dei tessuti, le cellule di grasso rimangono imprigionate nei tessuti circostanti ed inizia il processo di fibrosi reattiva con formazione di fini nodulazioni che, se non contrastato, può evolvere verso lo stadio successivo in cui è facile la formazione di macronoduli.

L’epidermide assume un colorito spento, si arrossa se compressa e assume il cosiddetto aspetto “a buccia d’arancia” se viene stretta fra le dita. Spesso sono presenti capillari dilatati (teleangectasie), anche in forma ramificata. Sono tutti sintomi di cattiva ossigenazione, fragilità vasale e difficoltà a smaltire i grassi.

3° – 4° STADIO (sclerotica)

Vi è forte rallentamento del flusso sanguigno e linfatico, con noduli aumentati e dolenti al tatto. La fibrosi iniziale si è trasformata in vera e propria sclerosi dei tessuti che hanno ingabbiato in grossi ammassi duri i micronoduli precedenti.

Il numero dei capillari dilatati, quasi sempre presenti, aumenta. Qua e là appaiono degli ematomi, segno di fragilità capillare; la superficie cutanea non è più omogenea e levigata ma presenta il tipico aspetto “a materasso”, è fredda al tatto a causa dell’insufficienza circolatoria, è dolente se viene toccata anche con modesta pressione e, se viene compressa, lascia una depressione che scompare solo dopo alcuni secondi: è la cellulite agli ultimi stadi!

I RIMEDI PER LA CELLULITE

Illudersi che la cellulite scompaia da sola o che possa essere debellata con diete drastiche e tanta attività fisica è una chimera di cui non fidarsi: la cellulite non è un semplice inestetismo ma una vera “malattia” del connettivo dovuta ad un malfunzionamento del microcircolo: sbarazzarsene significa guadagnarci anche in salute.

La battaglia va combattuta su più fronti e con molto impegno, ci vuole una strategia completa fatta di dieta, attività fisica e trattamenti localizzati, sia di tipo estetico che di tipo medico, fino alla chirurgia per i casi più “gravi” e irriducibili.

LA DIETA.

La prevenzione inizia sulla tavola e qualsiasi trattamento è destinato a dare risultati modesti se non lo si associa ad uno stile di vita sano e se non si rivedono le abitudini alimentari. Un’alimentazione equilibrata ed adeguata fa sì che pesantezza, gonfiori degli arti e cellulite, causati da un rallentamento del circolo venoso, possano essere prevenuti e curati. Stipsi e ritenzione idrica sono, infatti, due tipici segnali di insufficiente e scorretto esercizio fisico associato ad una alimentazione disordinata. è necessario quindi orientare le abitudini alimentari verso un regime disintossicante, equilibrato, facilmente digeribile e, se necessario, ipocalorico. Nello scegliere gli alimenti da consumare nella dieta bisogna fare attenzione a quelli che favoriscono il ristagno e gonfiano i tessuti.

Il sodio trattiene i liquidi che, accumulandosi negli interstizi tra le cellule, ostacolano la circolazione: rinunciare ad un po’ di sale non significa necessariamente fare a meno dei sapori, perché può essere egregiamente sostituito da aromi da cucina. Da prendere seriamente in considerazione è l’assunzione giornaliera di acqua: è sempre consigliabile consumarne molta; un litro e mezzo è la quantità minima da assumere ogni giorno per permettere una buona diuresi e un’eliminazione ottimale delle sostanze tossiche e di rifiuto.

Da bandire gli eccessi di alimenti che affaticano il fegato, impedendogli di svolgere la sua azione “depuratrice” (caffè, cioccolato, bevande alcoliche, fritture, ecc.); preferire invece alimenti ad alto contenuto di fibre (che favoriscono il transito intestinale e l’evacuazione delle scorie alimentari, riducendo l’assorbimento di zuccheri e grassi), di vitamina C, vitamina E e potassio, capace di contrastare il sodio. I bioflavonoidi poi, di cui sono ricchi i frutti di bosco e sottobosco, sono dei veri alleati per una buona microcircolazione.

L’ATTIVITà FISICA.

Non solo a tavola si prevengono pesantezza, disturbi e inestetismi delle gambe: per averle agili e belle contano anche i gesti, le posizioni, l’abbigliamento, il moto e la scelta dell’esercizio fisico.

Lo sport serve non solo ad incrementare la combustione dei grassi e quindi ad avere un fisico asciutto, ma aiuta anche a tonificare i muscoli e a stimolare la circolazione.

La ginnastica più utile è quella di tipo aerobico, che stimola l’ossigenazione dei tessuti e mobilita i depositi di grasso. Almeno mezz’ora al giorno di esercizio fisico è il tempo ideale per ottenere risultati concreti e mantenersi in forma.

Via libera quindi al nuoto (che sfrutta anche l’azione di idromassaggio indotto dai movimento del corpo nell’acqua, alle pedalate in bicicletta (o alla cyclette, in mancanza della possibilità di pedalare all’aria aperta), al jogging e walking (camminate), alla ginnastica a corpo libero, all’atletica leggera.

TRATTAMENTI LOCALIZZATI.

I RIMEDI DA USARE IN CASA:

  • L’idromassaggio può essere sfruttato per l’azione levigante, rassodante e drenante i liquidi interstiziali dovuta al flusso sulla pelle delle “bollicine” prodotte dall’apparecchio, che funzionano esattamente come un micromassaggio.
  • I TRATTAMENTI IN ISTITUTO:
  • Affidarsi alle mani di un’estetista qualificata per combattere i cuscinetti significa, in fondo, aver voglia di coccolarsi un po’ e di regalarsi momenti di vero e puro relax. Naturalmente anche in questo caso non aspettiamoci dei miracoli e ricordiamoci che in casi di cellulite di stadio avanzato i trattamenti estetici sono solo un “utilissimo” (ed a volte necessario) supporto ad altri tipi di trattamento che, però, agiscono più in profondità.

Il massaggio estetico, basato su manipolazioni e frizioni, serve a drenare i liquidi in eccesso e aiuta l’eliminazione di gonfiori e pesantezza alle gambe. E’ un ottimo rilassante che aiuta a ridurre alcuni scompensi dell’organismo causati dallo stress e dall’ansia che contribuiscono indirettamente alla comparsa della cellulite.

Il linfodrenaggio serve a riattivare la circolazione linfatica, responsabile dello smaltimento delle tossine dell’organismo.

Si basa su manipolazioni che hanno il compito di convogliare la linfa dagli arti inferiori verso il tronco, laddove si trova lo sbocco finale. Se questa funzione non viene svolta manualmente, ma meccanicamente si parla di pressoterapia, dove le mani di un’abile professionista sono sostituite da un macchinario; si effettua infatti inserendo gli arti in speciali gambali che, gonfiandosi e sgonfiandosi ritmicamente, premono e rilasciano la zona interessata ottenendo un’azione drenante i liquidi stagnanti e riattivante il flusso sanguigno. Indispensabile, prima di sottoporsi a questo trattamento, consultare un medico che escluderà eventuali patologie che possano controindicarlo: malattia varicosa, problemi di reni, problemi di cuore, ecc.

L’Endermologie è una tecnica relativamente recente che, in modo non invasivo e non traumatico, consente un trattamento elettivo del tessuto connettivo, teso a riattivare la microcircolazione artero – venosa e linfatica e il metabolismo delle cellule del connettivo. Consiste in un “massaggio” computerizzato eseguito per mezzo di un manipolo dotato di rulli mobili che sollevano, spremono e comprimono la cute, permettendo un buon rimodellamento della silhouette, soprattutto quando sono presenti alterazioni del profilo e cedimenti dei tessuti. Anche in questo caso è bene sottoporsi preventivamente a visita medica che valuterà lo stato di salute del paziente, l’estensione e l’entità della cellulite. E’ possibile trovare questo tipo di metodica, oltre che negli istituti di bellezza, anche presso alcuni studi medici, laddove il medico può sfruttare l’azione di stimolazione dei tessuti prodotta dall’Endermologie anche per altri tipi di problematiche.

L’Elettrostimolazione in genere fa parte dei “pacchetti dimagranti” offerti dai centri di bellezza, ognuno dei quali si avvale di apparecchiature brevettate diverse fra loro per utilizzo e principio di azione. Aiuta a tonificare e a rassodare i tessuti, unita ad altri metodi può favorire l’eliminazione della buccia d’arancia e la riattivazione della circolazione: è una sorta di ginnastica passiva che, in caso d’impossibilità a praticare una costante attività fisica, può rappresentare una modesta alternativa: naturalmente non può sostituire del tutto il movimento attivo, che fornisce anche molti altri vantaggi, tra cui il potenziamento dell’apparato cardiovascolare, l’aumento del metabolismo basale, la liberazione interna di sostanze come le endorfine (i cosiddetti “ormoni del benessere) e molti, molti altri! Esistono anche apparecchiatura casalinghe, per il fai-da-te.

  • I TRATTAMENTI DEL MEDICO
  • Sono di competenza del medico tutti quei metodi che prevedono l’infiltrazione sottopelle di sostanze ad effetto drenante e/o riducente.
  • La mesoterapia si basa sull’iniezione nelle zone interessate di farmaci, spesso in cocktail, anche omeopatici. Sono farmaci ad azione lipolitica, drenante e vasoprotettrice, a seconda del problema, che possono venire iniettati sia con un multiniettore (una piastra circolare fornita di piccolissimi aghi in numero variabile) sia con un sottilissimo ago singolo lungo dai 4 ai 6 mm.

L’uso di un sistema piuttosto che dell’altro viene deciso dal medico e dipende dal problema da trattare; l’uso dell’ago singolo, comunque, oltre a ridurre il dolore nell’inserimento, causa meno ematomi e permette di evitare strutture che non dovrebbero essere toccate, come nei e capillari evidenti; sarà sempre il medico a verificare, prima del trattamento, l’eventuale intolleranza ai farmaci che vorrà utilizzare, facendo preventivamente una piccola prova in una zona nascosta (prova del “ponfo”) e procedendo al trattamento solo se non si verificano reazioni; c’è da dire che l’uso di più sostanze contemporaneamente, oltre a non aumentare significativamente l’efficacia del trattamento, espone a maggiori rischi di reazione avverse.

Dopo il trattamento è normale la presenza sulla zona trattata di un po’ di gonfiore e di qualche piccola ecchimosi (piccoli lividi), che svaniranno nel giro di pochi giorni. A questo proposito, è bene non esporsi al sole nei giorni immediatamente seguenti al trattamento, onde evitare l’accentuarsi di questi fenomeni.

Una versione aggiornata e “indolore” della mesoterapia è la microterapia: si effettua con un piccolo dispositivo a ventosa chiamato SIT (Skin Injection Therapy) munito nella cavità di un piccolissimo ago, lungo appena 2 mm. che, per le sue modeste dimensioni, non arriva a stimolare le terminazioni nervose e quindi non causa dolore.

Gli ultrasuoni sono onde sonore ad alta frequenza, non percepibili dall’orecchio umano, e vengono utilizzati già da tempo in campo medico per la loro capacità di produrre calore (azione diatermica). La frequenza degli ultrasuoni usati per combattere la cellulite (3 MHz) è tale da permetterne la penetrazione ad una profondità di 2-3 cm., dove provocano un movimento in seno ai liquidi ristagnanti e rompono le cellule di grasso, permettendo il riassorbimento di queste sostanze nel torrente circolatorio. Sfrutta invece una corrente elettrica a bassa frequenza l’elettrolipolisi, veicolandola nei tessuti mediante l’applicazione sottocutanea di coppie di aghi sottili (da 6 a 12 coppie) e creando una rete di campi magnetici in grado di mobilizzare i depositi di grasso.

Una miscela di ossigeno e ozono iniettata sotto cute mediante microiniezioni è alla base della ossigeno-ozono terapia. Il cocktail di questi due gas ha effetto lipolitico e drenante, con riduzione delle circonferenze e rivitalizzazione dei tessuti circostanti. E’ un metodo del tutto naturale, senza uso di sostanze farmacologiche e che in genere non presenta effetti collaterali e non dà problemi di intolleranze. Sarà sempre il medico, comunque, a valutare l’entità del problema e a decidere se e come intervenire. Ci sono poi alcuni altri metodi, più o meno efficaci, tra i quali è il caso di ricordare, anche senza scendere in particolari, l’agopuntura, la ionoforesi, la crioelettroforesi.

  • I TRATTAMENTI CHIRURGICI

Se si è provato di tutto e la situazione è veramente grave, con importanti problemi a carico della circolazione e dei tessuti, ci si può rivolgere ad un chirurgo, accertandosi che sia un professionista serio e, soprattutto, ESPERTO! Prima di ogni altra cosa, comunque, chiedetevi se VERAMENTE avete necessità di arrivare alla chirurgia, perché si tratta comunque di un intervento “cruento”, con alcune controindicazioni e con possibili rischi, la cui incidenza viene ridotta al minimo, però, se ci si rivolge a personale qualificato.

La lipoaspirazione, così come indica il nome, si effettua risucchiando il grasso tra la pelle e lo strato muscolare mediante l’inserimento, nelle piccole incisioni praticate dal chirurgo, di cannule sottili lunghe circa 12-15 cm. e collegate ad una macchina aspirante. Anche se l’intervento in genere viene effettuato in regime di day-hospital, è fondamentale la scelta di una struttura idonea che possa garantire, in caso di complicazioni, la degenza post-operatoria e i provvedimenti necessari. Il chirurgo visita preliminarmente la paziente, accertandosi che sia in stato di salute ottimale (alcune patologie controindicano l’intervento), si informa su alcune abitudini di vita (fumo, assunzione abituale di alcolici o di farmaci), provvede ad effettuare alcuni esami del sangue, delle urine e un elettrocardiogramma. Solo se tutto è a posto procederà all’intervento.

Per quanto riguarda la riuscita “estetica” del trattamento, un buon chirurgo valuterà attentamente l’elasticità della pelle perché, dopo essere stata svuotata dal grasso, dovrà essere in grado di riprendere il contorno originario senza cedimenti né rilassamenti. L’intervento si effettua in anestesia che, a seconda dell’entità dell’inestetismo, potrà essere locale, generale o peridurale (si viene “addormentati” dal tronco in giù). Se l’intervento ha interessato un’area molto estesa sarà necessario sottostare ad un breve periodo di immobilità assoluta; in tutti gli altri casi è meglio muoversi subito, in modo da riattivare la circolazione al più presto.

Per un mese circa la paziente indosserà delle guaine contenitive che serviranno a ridare compattezza ai tessuti; in genere gli ematomi (sempre presenti) si riassorbono in tre settimane e dopo circa due mesi la zona trattata prenderà l’aspetto definitivo. Il linfodrenaggio può aiutare nella ripresa. Con la lipoaspirazione gli adipociti eliminati non si riformeranno più, ma quelli rimanenti (uno strato adiposo sottocutaneo deve comunque rimanere!) possono aumentare in maniera anche consistente se si riprendono le abitudini sbagliate e se non si controlla la dieta: non vanificate tutti i sacrifici a cui vi siete sottoposti!

Con la liposcultura superficiale si procede in maniera simile alla metodica appena descritta, agendo però più in superficie e cioè appena sotto il derma.

Le piccolissime incisioni in genere non vengono suturate e si cicatrizzano spontaneamente nel giro di pochi giorni. Il post intervento è solitamente più breve e meno fastidioso.

Sfrutta, invece, l’azione degli ultrasuoni per frantumare le cellule di grasso la liposcultura ultrasonica, tecnica meno traumatica e poco invasiva: apposite cannule aspirano il grasso fluidificato.

Se la zona da trattare è particolarmente circoscritta si può ricorrere alla microliposuzione, adatta per piccole adiposità localizzate: guance, doppio mento, caviglie, ginocchia, ecc. Si esegue con cannule estremamente ridotte nel calibro, collegate a siringhe per l’aspirazione; i risultati sono spesso molto buoni, a patto che la pelle sia elastica e tonica. Dopo il trattamento si applicano delle bende adesive per far aderire perfettamente l’epidermide ai piani sottostanti e dopo un breve periodo di osservazione (6 – 8 ore circa) si torna a casa. Dopo alcuni giorni si torna dal medico per l’asportazione delle bende ed è preferibile far seguire dei massaggi per rassodare i tessuti.E’ utile per ridurre cuscinetti localizzati la laserlipolisi interstiziale, tecnica relativamente recente, dove la luce emessa dal laser genera un calore che altera la membrana della cellula adiposa fino a provocarne la distruzione. L’intermittenza della luce laser e il suo raggio ridotto fanno sì che i tessuti circostanti non possano essere danneggiati in alcun modo. La cannula per aspirare ha le dimensioni di un grosso ago e il trattamento si effettua infiltrando la zona da trattare con un anestetico locale, un vasocostrittore e bicarbonato di sodio, ad azione “lesiva” sulle cellule di grasso che dovranno essere “bombardate” dal raggio laser e il cui contenuto sarà aspirato dalle microcannule.

Il post intervento è molto meno fastidioso: si porteranno dei collant elasticizzati oppure una guaina contenitiva per alcuni giorni, scaduti i quali la paziente può ritornare alle sue attività abituali e può perfino fare sport; i risultati, però, non possono essere paragonati a quelli della lipoaspirazione tradizionale o di tutte le sue varianti sopra descritte.

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Parliamo di tecnologie dietetiche…

Si basano sul controllo e l’ottimizzazione dei rilasci di alcuni ormoni che regolano il metabolismo dei carboidrati, proteine e grassi attraverso l’uso dei cibi.

Non valutiamo i cibi solo per il loro gusto ma anche sull’impatto metabolico che questi hanno sulla secrezione di alcuni ormoni che ne modulano l’assimilazione e o la conversione in altri nutrienti.

I nostri geni, le strutture che stanno alla base della regolazione della vita stessa come la conosciamo, sono gli stessi di 160.000 anni fà (Homo sapiens). La capacità che abbiamo di metabolizzare i vari nutrienti derivanti dagli alimenti che introduciamo è rimasto invariato…

La nascita dell’agricoltura e quindi la conversione degli uomini da cacciatori-raccoglitori a stanziali , per l’umanità è stata una grande conquista, cominciarono ad essere prodotte farine da cui tutti i derivati che conosciamo : pasta, pane, biscotti, grissini, cracker…etc.

Fù una grande rivoluzione proprio perchè con le farine e quindi con cibi concentrati di glucosio si riusciva a introdurre grandi quantità di cibo, e quindi calorie derivanti sopratutto da carboidrati, che era difficile procurarsi prima con frutta e verdura.

Per farvi capire, pensate che 650gr di zucchine contengono 9gr di carboidrati, tale quantità è anche contenuta in 10gr di pane.

 

 

Tornando al nostro sistema biochimico una domanda nasce spontanea…cosa succede se introduciamo cibi ad alta concentrazione di carboidrati?

Se tali alimenti non sono alla base della nostra alimentazione, probabilmente non succede nulla, visto che il corpo ha svariati sistemi per fronteggiare occasionali introduzioni, seppur grandi, di alimenti concentrati, ma se tali alimenti diventano la base della nostra alimentazione è possibile che qualche cosa possa succedere.

Un esempio è il diabete…L’insulina (ormone prodotto dal pancreas) mantiene stabile il livello di glucosio all’interno di determinati parametri fisiologici. Questo zucchero è estremamente importante perchè è l’unica fonte di nutrimento per quello che forse è il più importante dei nostri organi : Il Cervello. Infatti il cervello, a differenza dei muscoli che possono funzionare sia con zuccheri che grassi a seconda del tipo di attività predominante, funziona solo a zucchero, glucosio naturalmente, da qui l’importanza di questo elemento.

Quando i livelli di glucosio nel sangue sono troppo bassi il cervello lo rileva e ci manda un messaggio di fame. Se i livelli di glucosio nel sangue sono troppo alti, viene inviato un messaggio al pancreas di produrre un ormone : Insulina. L’insulina porta gli eccessi di glucosio all’interno dei muscoli o del fegato sotto forma di glicogeno (un polimero del glucosio), nei primi verrà utilizzato principalmente in presenza di un’attività anaerobica, nel secondo verrà messo a riserva e utilizzato nel caso altro glucosio di derivazione alimentare non arrivi tramite alimenti.

Curiosità importante : sotto forma di glicogeno possiamo mettere a riserva circa 400gr di glucosio 100gr nel fegato e 300gr nei muscoli (questo in un uomo medio di 75kg) una quantità molto bassa se pensiamo che con 500gr di pane, pasta e bevande dolci riusciamo a saturare rapidamente le nostre scorte…

Ma cosa succede se saturiamo le nostre scorte di glicogeno?

Molto semplice, l’insulina ha un’altra capacità : trasforma gli zuccheri in grasso.

Un altra brutta notizia è che se non fate un’attività giornaliera che preveda grossi sforzi in un breve lasso di tempo come per esempio 100mt di corsa alla massima velocità, sollevamento pesi, lancio del disco, etc, molto difficilmente avrete bisogno di grosse quantità di glucosio per ripristinare i vostri livelli di glicogeno muscolare e epatico. Per una persona sedentaria circa il 60-70% degli zuccheri in eccesso che introduce vengono trasformati in grassi…

Ecco perchè anche senza essere nutrizionisti avrete notato che è sufficiente diminuire la quantità di pane e pasta che mangiate per incominciare a dimagrire velocemente.

Alte assunzioni di carboidrati e quindi alte produzioni di insulina, non solo ci predispongono ad ingrassare e a manifestazioni di diabete (come per esempio nelle persone predisposte, il diabete di tipo II, ossia il melito) ma anche alla produzione di una classe di sostanze ad effetto ormonale chiamate eicosanoidi.

Gli eicosanoidi sono stati suddivisi in buoni e cattivi in relazione agli effetti che hanno sul nostro organismo. Naturalmente, alti livelli cronici di insulina, attraverso un meccanismo molto complesso e non del tutto mappato, stimola la sintesi in grande quantità di quelli cattivi .

Per determinare l’impatto dei carboidrati sulle produzioni di insulina è stato dato a tutti i cibi che contengono zuccheri un indice glicemico. L’indice glicemico di un alimento rappresenta la velocità con cui aumenta la glicemia (e cioè la concentrazione di glucosio nel sangue) in seguito all’assunzione di quell’alimento. L’indice è espresso in termini percentuali rispetto alla velocità con cui la glicemia aumenta in seguito all’assunzione di un alimento di rifermineto (che ha indice glicemico 100) : un indice glicemico 50 vuol dire che l’alimento innalza la glicemia con una velocità che è pari alla metà di quella dell’alimento di riferimento. L’alimento di riferimento normalmente è il glucosio o il pane bianco.

Oltre all’indice glicemico oggi si utilizza un altro indice che viene chiamato carico glicemico. Questo indice tiene conto non solo dell’indice glicemico, ma anche della quantità totale di carboidrati contenuti nell’alimento che abbiamo ingerito, quindi è più specifico in quanto meglio definisce quelli che saranno i rilasci insulinici relativi ad uno specifico quantitativo introdotto di un dato alimento. In questo modo vediamo che frutta e verdura danno un carico glicemico per grammi introdotti estremamente più basso rispetto ai derivati delle farine.

Ritorniamo quindi a quanto detto sopra in relazione al nostro sistema biochimico ed alla sua evoluzione. I carboidrati secondo questa visione dovrebbero essere principalmente ricavati da frutta e verdura in quanto per poter alzare significativamente i nostri livelli di insulina con questi alimenti dovremmo mangiarne in quantità industriale e questo vale specialmente per la verdura.

Inoltre frutta e verdura non contengono solo carboidrati , ma anche vitamine, sali minerali e antiossidanti che nel pane e nella pasta sono inesistenti.

Per quanto riguarda le fonti proteiche anche per queste si consiglia di ricavarle principalmente da carne, pesce e uova.

 

 

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Non c’è un momento della vita in cui si comincia ad invecchiare. L’organismo cresce, raggiunge la capacità riproduttiva e va incontro a progressive modificazioni che non si possono arrestare. Si potrebbe definire come il contrario di stato di malattia,anche se alcuni stati morbosi non possono definirsi malattia, come ad esempio la stanchezza, la vecchiaia, la gravidanza, la menopausa, etc… Si definisce malattia una alterata condizione organica o funzionale di un organismo (o di una sua parte), con uno stato evolutivo che può giungere alla guarigione o alla morte. La vecchiaia è definita come il periodo terminale della vita caratterizzata dal progressivo rallentamento delle funzioni fisiologiche e dal decadimento dell’organismo, ovvero il declino della salute dell’organismo umano. Quindi la vecchiaia è un atto evolutivo caratterizzato dal deperimento nella salute fino alla morte. Cercare di rallentare l’invecchiamento e restare giovane potrebbe quindi intendersi come cercare di rimanere in salute.

L’età è definita come il periodo della vita umana la cui definizione è dovuta di volta in volta a fattori di accrescimento o sviluppo fisico o mentale, o a variazioni ormonali, ossia al cambiamento del tempo dello stesso organismo. Il corpo umano è dotato di un sistema che porta ad un “suicidio” delle cellule” con l’eliminazione di quelle più vecchie e malate, e il rimpiazzo con unità sane: l’apoptosi. Ma il danno aumenta ad ogni replicazione cellulare e, nella maggior parte delle cellule del nostro corpo, dopo circa cinquanta replicazioni, il cromosoma (all’interno delle cellule) perde talmente DNA che non riesce più a riprodursi, e così la cellula muore. Infatti la parte finale del cromosoma, il telomero il quale si accorcia e così il cromosoma stesso. Il nostro organismo accumula danni e non riesce a ripararli bene e completamente. Il DNA non è un materiale chimico inerte ma ha una notevole capacità di autoaccomodamento. Il danno è un errore nel DNA. Questo processo non è uguale per tutte le cellule del corpo, quindi ancora c’è da scoprire molto. Ad esempio le cellule del miocardio ( tessuto muscolare del cuore ) non ri riproducono. In pratica le cellule del nostro corpo possono dividersi e replicarsi per un numero limitato di volte, poi invecchiano e muoiono. I telomeri (parte finale dei cromosomi) rappresentano l’orologio biologico che regola questa divisione. In questo processo i radicali liberi, molecole di ossigeno instabili che si riproducono all’interno delle cellule (nei mitocondri), hanno un ruolo : essi causano la mancata riparazione del danno delle cellule invecchiate/malate con nuove cellule,favorendo l’invecchiamento. Altri agenti danneggianti possono essere i raggi ultravioletti, sostanze tossiche, virus, etc.Anche la quantità di stress immunologici porta all’invecchiamento: il numero di infezioni batteriche, virali, etc. A forza di memorizzare gli antigeni (avversari) si riempie lo “spazio” di memorizzazione, ovvero non ci sono più cellule in grado di memorizzare gli stimoli immunologici. Nello scambio di informazioni attraverso ormoni e altre molecole chimiche, un ruolo importante è svolto dal timo, una ghiandola posta nel torace che modula l’attività immunitaria. E’ molto sviluppata nell’infanzia mentre nell’età adulta attraversa un progressivo periodo di involuzione. Il timo quindi sarebbe la ghiandola che invecchia per prima.

COME INVECCHIANO LE VARIE PARTI DEL NOSTRO CORPO?

Il cervello arriva a perdere intorno agli 80 anni anche il 10% dei neuroni rispetto al periodo giovanile; per quanto riguarda cuore e vasi sanguigni, già intorno ai 20 anni si possono riscontrare microlesioni nella parte più interna; la pelle perde circa il 6% dell’elasticità ogni 10 anni; nell’occhio il calo della vista inizia intorno ai 40 anni e verso i 60 possono comparire danni più gravi come danni alla retina o cataratta; nell’orecchio il calo dell’udito inizia intorno ai 60-65 anni;nelle ossa, progressivamente si hanno più cellule osteoclasti che distruggono l’osso e meno osteoblasti che lo riparano.

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DELL’INVECCHIAMENTO?

Le articolazioni diventano più rigide, meno mobili e talvolta si deformano (specie quelle delle mani) per fenomeni di artrosi;l?altezza può ridursi, a causa di un incurvamento della colonna vertebrale ; i capelli diventano bianchi, crescono più lentamente e sono più sottili; la pelle diventa rugosa e meno elastica, in particolar modo al volto e al dorso delle mani; le unghie possono diventare opache e fragili; i muscoli si riducono e diminuisce la forza di contrazione; è presente la perdita di tessuto osseo, con predisposizione alle fratture ; è comune la presbiopia, cioè non si vede bene da vicino; per quanto riguarda l’udito è frequente la presbiacusia che si manifesta soprattutto in condizioni di rumore ambientale ed in presenza di contemporanee molteplici fonti del suono; diminuisce la tolleranza allo sforzo fisico, con facile insorgenza di affanno; aumenta lapressione del sangue e le arterie diventano più rigide( arteriosclerosi );arretrano le gengive, l’intestino diventa più pigro, per cui è frequente la stitichezza,; è frenquente nell’uomo l’ingrossamento della prostata che comporta un getto urinario minore con minzioni più frequenti, specie nelle ore notturne; si riduce la capacità del sistema immunitario; la velocità di guarigione delle ferite è più lenta; vi è un’accresciuta crescita di peli all’interno delle orecchie e del naso, accumulo di lipidi nella sclera (colorazione tipicamente giallognola dell’occhio). Alcuni di questi fenomeni possono non comparire mai; altri si evidenziano solo dopo una certa età (70 anni ); in casi meno fortunati già dopo i trent’anno alcuni di questi segni iniziano già a manifestarsi. Inoltre nell’invecchiamento vi è generalmente evidenza di quattro fattori : iperglicemia (il glucosio non viene correttamente metabolizzato), ipercolesterolemia (mutazione del metabolismo dei lipidi), ipertensione (irrigidimento dei vasi soprattutto a livello renale),adiposità viscerale.

. Dopo i 25 anni i livelli di testosterone e ormone della crescita inizieranno a calare, mentre si manterranno più costanti dopo i 40 anni, ecco perché da giovani si riesce a raggiungere una forma fisica che più in là con gli anni è ben più difficile modificare. Per chi cerca la massa muscolare, sarebbe opportuno cercare di costruirsi il corpo prima dei 40 anni, superati i quali si dovrà soltanto mantenere la massa acquisita.

  • Dopo i 25-30 anni inoltre i giorni spensierati sono stati sostituiti da responsabilità 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
  • Dopo i 30 anni la capacità fisiologica dell’organismo, il “numero di giri” a cui va il nostro “motore”, si riduce di circa l’1% all’anno, ovvero si consuma di meno, quindi si tende anche ad ingrassare di più se si continua a mangiare come quando si era più giovani. Se dopo i 30 anni ci si ritrova in sovrappeso, è facile che intorno ai 50 si sarà obesi. Più si è giovani e più è facile riequilibrare la situazione.
  • Dopo i 35 anni la perdita di minerali nelle ossa comincia a superare la sostituzione. Una buona alimentazione e l’attività fisica sono tra le armi più importanti.
  • Dopo i 40 anni si cominciano a perdere anche centimetri di altezza : i dischi della colonna vertebrale sono pieni di liquido ma con il passare degli anni invecchiano. A circa 60 anni si saranno persi circa 3 cm di altezza.
  • Tra i 50 e gli 80 anni si può perdere il 35% della massa muscolare. Continuando ad allenarsi, invece, si può riuscire a mantenerla ! Con l’allenamento i muscoli si mantengono grandi e le ossa forti.

Nell’invecchiamento tutto si de-sincronizza e diminuisce la ciclicità ormonale:L’organismo perde il controllo di se stesso.

E’ inoltre emerso da studi che l’abrogazione del ritmo circadiano (luce-buio) accelera il processo di invecchiamento. Il venir meno dei ritmi circadiani ha effetti deleteri sul sistema immunitario. Ci sono studi che affermano che al nostro interno possediamo un “aging clock” in grado di scandire la durata della nostra vita, situato nel nostro cervello e questo orologio interno sembra essere la ghiandola pineale. Vi sono tre modi di misurare l’età : l’età cronologica, ovvero l’età anagrafica; l’età biologica, ovvero l’età del corpo e l’età psicologica, ovvero l’età che si sente di avere. La prima età è quella certa ma l’età biologica è quella che è più degna di fede delle tre.

L’IMPORTANZA DELL’INTEGRAZIONE.

Purtroppo anche l’adozione del più salutare stile di vita non basta a volte da solo a tutelare il nostro stato di salute. Infatti una buona parte della frutta e degli ortaggi, quando non contaminata da sostanze tossiche, giunge sulla nostra tavola in larga misura sottratta dai propri principi nutritivi, a causa di piogge acide, della desertificazione dei terreni, dei processi di conservazione, di manipolazione degli alimenti, etc…Anche se l’alimentazione fornisse tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno, spesso questi si trovano dinanzi delle barriere, con una matrice extracellulare intasata. In condizioni normali tale matrice forma una struttura tridimensionale, tipo una spugna che circonda e protegge le singole cellule del nostro corpo, garantendo il giusto apporto attraverso il sangue, di ossigeno, nutrienti, ormoni, neuromodulatori, farmaci, e un’adeguata rimozione dai tessuti di prodotti di scarto. Le cellule inoltre potrebbero non essere nelle condizioni più idonee per utilizzare i nutrienti ingeriti con il cibo, in quanto vittime dello stress ossidativo. In questi casi, la semplice alimentazione, pur se corretta, potrebbe non essere sufficiente a mantenerci nelle ottimali condizioni di salute.

Utili a tal proposito integratori come: Acido lipoico, glutatione, pincogenolo, aminoacidi solfati (cisteina, cistina, metionina), NAC, bioflavonoidi, arginina, ornitina, OKG, glutammina, acidi grassi polinsaturi,betacarotene, luteina, licopene, zeaxantina, reservatrolo, coenzima Q10.

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