integratori alimentari per il cervello

Quello che rende speciale un integrazione alimentare è la : SINERGIA

Questa bellissima parola che intende una collaborazione di tutti gli elementi nel raggiungimento del tuo scopo.

TEMPO DI LETTURA : 1 minuto e 40 secondi

 

IN FORMA PER L’ESTATE – La Sinergia che mancava

 

IN FORMA PER L'ESTATE - La Sinergia che mancava

IN FORMA PER L'ESTATE - La Sinergia che mancava

Sono circa due anni che testo su di me e su qualche mio atleta, l’efficacia di dosaggi (che possono sembrare altissimi) di ALC (acetyl l-carnitina) e AAKG (arginina alfa keto glutarata)

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LE FUNZIONI PRINCIPALI DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI

1. Permettere allenamenti più intensi.
2. Recuperare più velocemente.
3. Ridurre al minimo i rischi di traumi da allenamento.
4. Mantenere più a lungo lo stato di forma.
5. Migliorare lo stato nutrizionale (sia per l’atleta che per la persona che non pratica sport ma con una dieta squilibrata).

 

Non sono utilizzati solo per aumentare masse muscolari, migliorare le prestazioni, come coadiuvanti regimi ipocalorici, etc., ma anche per preservare un patrimonio fisico ed organico che consenta all’atleta di prolungare la sua vita sportiva in sicurezza ed alla persona “di tutti i giorni” (per spiegarci: l’impiegato, la casalinga, il pensionato, lo studente, etc.) di vivere meglio, in salute e svolgere più attivamente e proficuamente le mansioni quotidiane.

Believe in yourself, believing in intensity.
Credi in te stesso, credi nell intensità.

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Gli integratori alimentari, possono essere classificati in base all’effetto prodotto dal loro uso, quindi dalle finalità ricercate da chi li utilizza, in integratori per:

  • Aumentare il peso corporeo e le masse muscolari in particolare
  • Ridurre il tessuto adiposo
  • Aumentare la forza
  • Azione energetica
  • Favorire il metabolismo lipidico
  • Favorire il recupero sia fisico che mentale

Soffermiamoci ora su una categoria di integratori che hanno riscosso particolare interesse, non solo in campo sportivo, noti con il termine di “ergogeni”, cioè quelle sostanze in grado di aumentare il lavoro muscolare.

Un esempio lampante è rappresentato dalla creatina: per poter assumere 3 grammi di creatina, al giorno, con la normale alimentazione si dovrebbero mangiare quasi 7,5 etti di carne, con la conseguente e non desiderata introduzione di grassi, proteine extra, purine, tossine, per non parlare del carico di lavoro a cui si sottopone l’apparato digerente e tutti quegli organi preposti alla detossificazione, che vanno a rubare energie a tutto l’organismo con conseguente decadimento della prestazione atletica (per lo sportivo) ed affaticamento del fisico e mentale (per lo sportivo e non).

Un concetto importante che deve essere recepito, è che la sola integrazione non può sopperire ad un’alimentazione inadeguata (per non parlare dello stile di vita) e ad un’attività fisica non allenante, pretendendo risultati impossibili da ottenere in questo modo.

Questi quattro fattori (alimentazione, stile di vita, allenamento, integrazione alimentare), devono agire sinergicamente per portare l’atleta al massimo del suo potenziale genetico, in modo che possa primeggiare nel suo sport.


Ricordiamo che gli integratori possono essere assunti anche da chi non pratica attività sportiva, o la pratica in modo ricreazionale (pensiamo allo sportivo della domenica o di chi va in palestra 2 ore delle quali 1,5 a parlare, 15 minuti a farsi la doccia e i rimanenti 15 utilizzati per fare riscaldamento), naturalmente modulando la dose di assunzione in base al caso specifico.

Un esempio può essere il tipico impiegato stressato che non riesce più a concentrarsi sul lavoro, che si sente stanco tutto il giorno e che quando arriva a casa la sera litiga con la moglie; a questo soggetto, verrà consigliata una gamma di prodotti che gli consentano di migliorare le prestazioni psico-fisiche per rendere al massimo sul lavoro, per combattere lo stress ed essere più sereno in famiglia (per esempio: Omega 3, Fosfatidilserina, zinco, magnesio, ginseng, guaranà, pappa reale, multivitamine e multiminerali…).

Ma non è tutto!!! …restate sintonizzati

Believe in yourself, believing in intensity.
Credi in te stesso, credi nell intensità.

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Criticati o non criticati gli integratori alimentari sono sempre più al centro dell’attenzione.

Normalmente si pensa che la dieta quotidiana equilibrata assicuri apporti adeguati di tutti i nutrienti, comprese le vitamine e i sali minerali, tali da soddisfare le richieste dell’organismo per il mantenimento di un buono stato di salute fisica e psichica e per l’espletamento di esercizi fisici in sintonia con le condizioni di vita del soggetto.

 

In realtà questo è vero solo in parte, in quanto negli ultimi decenni le abitudini alimentari si sono profondamente modificate ed attualmente la dieta è ricca da un punto di vista calorico ma, per motivi legati al sistema di coltivazione, all’eccessiva raffinazione, ai metodi di conservazione e di cottura, all’inquinamento, agli stati di stress, si è impoverita di importanti nutrienti come ad esempio le vitamine, gli oligoelementi, alcuni aminoacidi essenziali che, alla lunga, possono compromettere la performance sportiva ed il rendimento dell’atleta ma possono portare a stati carenziali anche in soggetti non praticanti discipline sportive ma sottoposti a ritmi di vita frenetici o in particolari situazioni fisiologiche che gravano sull’intero organismo. 

L’integrazione alimentare con i suoi aminoacidi, proteine, carboidrati, sali minerali, oligoelementi, vitamine,sostanze ergogeniche e specifiche per particolari situazioni, è la risposta razionale alle esigenze del nostro organismo e si rende necessaria ed indispensabile per raggiungere la forma fisica ottimale e per mantenerla, specie in presenza di particolari condizioni climatiche o in condizioni di aumentata richiesta energetica come nell’esercizio fisico prolungato ed intenso.

Ma non è tutto!!! …restate sintonizzati

Believe in yourself, believing in intensity.
Credi in te stesso, credi nell intensità.

INTEGRATORI ALIMENTARI A CHE COSA SERVONO 2/3

INTEGRATORI ALIMENTARI A CHE COSA SERVONO 3/3


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Il cervello fa parte dell’encefalo l’insieme di organi che controlla e dirige tutte le funzioni del corpo umano. Ha l’aspetto di una matassa di materiale spugnoso. In media, il cervello di un uomo adulto pesa un chilo e 300 grammi. Il cervello si trova all’interno del cranio, cioè la struttura ossea della testa. Tra il cranio e il cervello ci sono tre strati di membrane, le meningi, che proteggono l’encefalo dagli urti e dalle infezioni. Il cervello è formato da particelle chiamate neuroni. In un cervello umano ci sono 100 miliardi di neuroni. I neuroni comunicano tra loro tramite impulsi elettrici. Da questa attività dipendono sia il funzionamento del nostro corpo, che la nostra capacità di pensare. Lo strato più esterno del cervello è la corteccia cerebrale: una fascia di neuroni, spessa da 2 a 6 millimetri, che riveste la parte superiore dell’encefalo. La corteccia cerebrale è attraversata da un solco che la divide per in due emisferi: l’emisfero destro e quello sinistro. L’emisfero destro controlla i movimenti e la sensibilità della parte sinistra del corpo, mentre l’emisfero sinistro controlla la parte destra. Secondo molti studiosi, l’emisfero destro è maggiormente specializzato nel pensiero creativo e nella percezione dello spazio. L’emisfero sinistro, invece, sarebbe più coinvolto nella gestione del linguaggio e nel pensiero razionale. I due emisferi collaborano grazie al corpo calloso, un fascio di fibre che mette in contatto le due metà. Al di sotto della corteccia cerebrale, nella parte più interna del cervello, si trovano altre strutture dell’encefalo. Ad esempio l’ippocampo, che regola la memoria. E l’ipotalamo, che controlla la fame, la sete e la temperatura corporea. La parte più bassa del cervello viene chiamata tronco dell’encefalo: qui vengono gestite funzioni come la respirazione e il battito cardiaco. Al di sotto del tronco dell’encefalo il cervello si collega al midollo spinale, la sostanza che riempie la spina dorsale. Dal midollo si dipartono i nervi, fasci di neuroni che raggiungono tutto il corpo. Altri nervi si diramano direttamente dal cervello. In questo modo il cervello comunica tramite impulsi elettro-chimici con l’intero organismo: riceve informazioni, le elabora, e impartisce ordini. Gli antichi egizi credevano fosse il cuore, e non il cervello, la sede dei pensieri. Nel IV secolo avanti Cristo, il filosofo greco Aristotele sostiene che il cervello serve solo a raffreddare il sangue. Dal XV secolo dopo Cristo, grazie alle prime dissezioni di cadaveri, viene invece riconosciuto il ruolo centrale del cervello nel corpo umano. Ancora oggi c’è molto da scoprire sul nostro cervello. Ad esempio, fino a poco tempo fa si pensava che il numero dei neuroni calasse con l’età. Secondo le teorie più recenti, invece, pare che nei soggetti sani i neuroni continuino a rigenerarsi per tutta la vita.

Per comprendere la complessità del cervello può essere utile fare dei paragoni. All’inizio della rivoluzione industriale, a metà del XVIII secolo, divenne di moda paragonare il cervello a una macchina. In seguito, quando le centraline telefoniche divennero un simbolo di progresso, il cervello venne paragonato a una centralina in piena attività con un operatore che prendeva decisioni. Ora che i compiti più complessi sono affidati a computer, c’è chi paragona il cervello a un computer. Ma il paragone spiega a sufficienza come funziona il cervello? Tra il cervello e un computer esistono significative differenze basilari. Il cervello è fondamentalmente un sistema chimico, non elettrico. All’interno di ogni cellula avvengono numerose reazioni chimiche, mentre un computer funziona in maniera completamente diversa. Il cervello non è programmato da nessuno: è un organo che si auto organizza spontaneamente”. Un computer, invece, deve essere programmato.

I neuroni comunicano tra loro in maniera complessa. Molti neuroni reagiscono a 1.000 o più “input”. Per comprendere quali conseguenze ha questo fatto, notate i risultati ottenuti da un neurobiologo che ha studiato una regione della base del cervello, posta dietro il naso e leggermente più in alto, per scoprire come facciamo a distinguere gli odori. Persino questo compito apparentemente semplice, che sembra una sciocchezza in paragone con il dimostrare un teorema di geometria o con l’apprezzare un quartetto d’archi di Beethoven, coinvolge circa 6 milioni di neuroni, ciascuno dei quali può ricevere 10.000 stimoli dai suoi simili. Ma il cervello non è solo un insieme di neuroni. Per ogni neurone vi sono diverse cellule dette gliali. Queste, oltre a servire da sostegno strutturale, provvedono all’isolamento elettrico dei neuroni, combattono le infezioni e si uniscono per formare la cosiddetta “barriera emato encefalica” che protegge il cervello.

Qui di seguito la suddivisione in zone del cervello e le funzioni a esse associate…

LOBO TEMPORALE SINISTRO:

  • udito
  • visione
  • memoria di tutto ciò che udiamo o vediamo
  • riconoscimento delle parole
  • personalità, comportamento e comportamento sessuale

MIDOLLO ALLUNGATO:

  • respiro
  • battito cardiaco
  • digestione
  • livello di coscienza
  • sonno
  • sudorazione
  • pressione sanguigna
  • temperatura
  • equilibrio

CERVELLETTO:

  • equilibrio
  • postura
  • coordinazione motoria (estremità incluse)
  • memoria dei movimenti riflessi

LOBO TEMPORALE DESTRO:

  • udito
  • comprensione
  • organizzazione
  • concentrazione su ciò che si vede o sente
  • riconoscimento delle note musicali, dei suoni e delle informazioni non verbali (per esempio disegni)
  • memoria a lungo termine
  • personalità e comportamento sessuale

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La forza del pensiero è un immenso potere a disposizione di tutti, scopriamo come utilizzarlo in modo pratico e accessibile, allenabile e migliorabile quotidianamente. Un qualsiasi pensiero, anche il più piccolo, ininfluente e banale, produce reazioni a tutti i livelli fisiologici del corpo.

Per esempio infatti, il pancreas e le ghiandole surrenali immediatamente dopo un pensiero, secernono ormoni, neurotrasmettitori, cioè sostanze che consentono le connessioni e passaggio di informazioni neurologiche. Milioni di sostanze neurochimiche si mettono in moto, dal cervello a diverse aree. Milza e timo parlano al sistema immunitario , i succhi gastrici aumentano il loro circolo, il fegato aumenta o diminuisce la produzione di enzimi, a seconda del pensiero. Il ritmo del cuore varia in conseguenza del nostro pensare. I polmoni fanno variare la gettata sistolica, il flusso sanguigno diretto ai capillari variain funzione di questo nuovo fiume di reazioni, in funzione del tipo di stimolo. Per trasformare i pensieri in azioni, ogni giorno, possiamoallenarci a pensare a situazioni e realtà positive, mettendo nell’agenda immagini piacevoli, contornandoci in casa o al lavoro di stimoli positivi, guardando solo cose costruttive, cercando di ridurre al minimo, quando possibile, i pensieri e le preoccupazioni limitanti.

IL PENSIERO DIVENTA DUNQUE UN POTENZIALE D’AZIONE CONCRETO, CON CUI MODIFICARE FISICAMENTEIL NOSTRO STATO D’ESSERE, CON CUI CAMBIARE IL MODO DI SCEGLIERE.

Come fare?

C’è una parola d’ordine che racchiude il segreto neurologico di questo percorso di reazioni, un concetto che apre le porte ad un potere illimitato che ci appartiene e di cui dobbiamo solo imparare ad avere consapevolezza.

Tutto questo si può fare attraverso l’ATTENZIONE.

L’attenzione è un lavoro che disegna mappe precise, offre l’opportunità di escludere interferenze e di creare strade dettagliate.Unita all’intenzione pura, l’attenzione muove particelle fisiche (i quanti, unità di misura usata per descrivere la materia, l’energia) nella direzione che la mente immagina e che il cuore desidera. Per questo è bene scegliere con cura ciò che si pensa e che si desidera. Dove si porta l’attenzione, li si creano mappe nuove e si muovono fisicamente energie quantificabili. L’attenzione è la nuova frontiera dello sviluppo del potere della mente, dove laconcentrazione e la consapevolezza disegnano nuove opportunità di sviluppo e di crescita, di riuscita e di successo, di cambiamento e di energia costruttiva.

Il lobo frontale, attraverso l’attenzione, disattiva o riduce al minimo e in economia intelligente gli altri circuiti cerebrali come ad esempio udire, gustare, muovere altri muscoli, sentire la vescica piena, attivare stati d’ansia. Quindi la capacità di prestare attenzione, l’allenamento all’essere presenti, alla calma, alla gioia, con le quali ci relazioniamo al mondo, e che condizionano le nostre scelte.

Scegliendo di modificare il proprio stato di attenzione, di consapevolezza, si generano nuovi percorsi neurologici. Il sistema di catene reagenti incrementa le capacità di ascolto, aumenta le connessioni, e questo crea un cambiamento fisico concreto e duraturo dellecapacità cerebrali, delle forze di immaginazione e delle capacità di rendita, sotto tutti i punti di vista.

La consapevolezza e l’allenamento all’attenzione, aumentano il Potenziale d’Azione in ogni uomo.


CURIOSITA’. In proporzione alla nostra massa corporea, il nostro cervello utilizza all’incirca il 20% dell’energia del corpo nonostante costituisca il 2% del peso corporeo. Deve esserci una ragione per tutto questo dispendio energetico e costo evolutivo. Qualunque cosa faccia un uomo, prima deve farla con la sua mente, col cervello, visualizzandola, sospinto dalla guida del cuore. La mente può fare solo ciò che il cervello le consente, dunque è utile che l’uomo scopra come funziona il suo cervello per poter comprendere il suo comportamento. Ogni evento e cambiamento, che dona all’organismo l’opportunità di venire a contatto con l’ambiente esterno, rappresenta l’accesso a nuove informazioni su quest’ambiente. Quindi nuove esperienze e opportunità entrano così in quel sistema operativo organico cerebrale.

La più grande scoperta della nostra generazione è che l’uomo può cambiare la sua vita semplicemente cambiando il proprio atteggiamento mentale. La vera attenzione non è una rincorsa alla conoscenza a tutti i costi, alla crescita e allo sviluppo, è semplicemente sapere che sentiamo, che ci siamo. L’attenzione è ordine, calma, fede. Questa attitudine può sviluppare grandi miglioramenti in ogni settore della vita. nella capacità di ascolto, nell’abilità di lettura e di interpretazione.

L’attenzione è consapevolezza dell’essere.

Già questo consente di trasformare la mente e fare numerose scelte differenti. Scelte che non avremmo fatto prima della presa di coscienza.

PRATICAMENTE…

Quando abbiamo una nuova espressione del Sé attraverso l’attenzione e la presa di coscienza,pensiamo e agiamo in modi nuovi. Essendo un processo di evoluzione quotidiano, di pratica e azione, e ogni scelta fatta concretamente oggi induce alla successiva e porta a nuove tappe conseguenti, dopo poco tempo ci si troverà in una vita nuova con circostanze nuove. E’ necessario scegliere su quali aspetti agire, portare l’attenzione su ciò che è migliorabile, esercitarsi e credere.

Questa è la realtà accessibile a tutti. Semplice quanto meravigliosa.


ESERCIZIO:

Ora, a ognuno la scelta e la possibilità di fare in questo stesso momento, un bel pensiero positivo, ce ne sono infiniti!

Si inizia da un piccolo pensiero ora, poi ci si abitua a farne 4-5 al giorno, fino a che si desidera di passare tutto il proprio TEMPO  vedendo le cose sotto una luce positiva, E PENSANDO SEMPRE A COSE POSITIVE.

Il tempo diventa una grande opportunità di investimento in pensieri positivi nella banca della felicità.

Qualunque sia il lavoro che stiamo facendo, la realtà che stiamo affrontando, se viviamo con una connessione costante al pensiero positivo e alla gratitudine di questa esperienza evolutiva, possiamo solo che migliorare se possibile la situazione. Poi vi abituerete a pensare sempre bene, per voi e per le persone che incontrate. Ogni giorno! Non costerà niente provarci, proviamoci tutti e aiutiamo gli altri a farlo, ci riscopriremo piano piano, piccolo pensiero dopo piccolo pensiero, giorno dopo giorno in un mondo migliore. Ognuno di noi può fare molto, semplicemente con la propria attenzione…grande ed immenso potere personale.

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Avete mai pensato ad un allenamento per il cervello?

Nello specifico non mi sto riferendo a ciò che più comunemente state pensando, e cioè di promuovere questo tipo di allenamento con un buon libro, tutto questo non vuole essere uno slogan per promuovere la lettura di libri e giornali (…e comunque fatelo perché serve alla vostra cultura, al vostro lessico, e non devo essere io a suggerirvelo), bensì per farvi capire che, come passate del tempo prezioso in palestra, sui campi da calcio o di qualunque altro sport, agonistico e non, come controllate meticolosamente la vostra alimentazione, non dovete dimenticare di tener sott’occhio la vostra memoria e di conseguenza il vostro cervello.


Riflettiamo un istante: partiamo dal presupposto che i muscoli sono stupidi, è il cervello che intelligentemente li controlla e li comanda e, proprio per questo motivo, bisogna dedicargli una particolare attenzione.

Non esistono esercizi per allenare il cervello, se non le parole crociate sotto l’ombrellone o dalla parrucchiera il sabato mattina, però ci sono alimenti ed integratori che possono migliorare le prestazioni mentali e di conseguenza anche quelle “muscolari” e atletiche.

Recenti studi, condotti sia su soggetti anziani, sia su animali, evidenziano effetti benefici di alcuni alimenti e soprattutto di alcuni integratori o sostanze sul cervello.

Se tali integratori funzionano anche su persone anziane, non vi è alcun motivo di dubitare sulla loro efficacia nei confronti di soggetti più giovani.

E visto che l’esame della maturità si sta avvicinando, gli studenti che lo devono affrontare potrebbero tenere conto di qualche mio suggerimento e applicarlo per prepararsi meglio, aiutando e “nutrendo” in modo adeguato e corretto il cervello, il quale comunque sarà sottoposto ad uno sforzo e ad una tensione emotiva non da poco.

Ma adesso andiamo a conoscere questi integratori, che possono affiancare la nostra dieta quotidiana ed essere utili ad ogni categoria, dall’atleta professionista al sedentario, dallo studente al massimo dirigente d’azienda.

VITAMINA E: è una vitamina liposolubile, importantissima a dir poco.

Recenti studi provano che una scarsa assunzione di vitamina E ha effetti negativi sulla memoria. Infatti in una università americana, hanno somministrato a dei topi una dose adeguata di vitamina E per alcuni mesi, e hanno notato un notevole miglioramento sulle prestazioni dei simpatici animaletti nei vari test del labirinto. Per di più ha anche la facoltà di rallentare il naturale peggioramento delle funzioni cerebrali causato dall’invecchiamento. Quindi non fatene a meno, per l’amor del cielo, e preferite la vitamina E naturale a quella sintetica, ditelo anche al vostro farmacista.

ACIDO DOCOSAESANOICO (DHA): è più noto come omega-3.

È un acido grasso essenziale già abbondante nel cervello e deriva dall’acido alfa-linolenico. Svolge un ruolo fondamentale già nel primo sviluppo, migliorando le capacità di elaborare informazioni anche nei bambini più piccoli. Si trova nel pesce, mangiatene in quantità, va bene anche il tonno in scatola che reperite al supermercato e, se volete, assumete 200/250 mg di DHA in capsule dal farmacista o dal vostro store di integratori preferito.(ovviamente in questo caso affidatevi pure a noi)

ACETIL-L-CARNITINA (ALC): più utilizzato nell’intento di bruciare grassi, infatti l’ALC deriva dalla carnitina che è una molecola dedita al trasporto dei grassi.

Ultimamente si è scoperto che l’ALC svolge anche l’utilissima funzione di proteggere il cervello dai danni che i radicali liberi possono provocare. È somministrato in pazienti affetti dall’Alzheimer e rallenta il deterioramento delle funzioni cerebrali. Presso molte cliniche italiane è stata condotta una ricerca che ha dimostrato che somministrando più di 1g al giorno di ALC ad anziani, essi miglioravano la memoria e gran parte delle funzioni cognitive. Sono sufficienti comunque 250/500 mg al giorno.

TIROSINA: derivante dalla fenilalanina, un aminoacido essenziale, è un ottimo precursore di svariati neurotrasmettitori.

Ad una trentina di uomini dell’esercito americano sono stati somministrati 100 mg di tirosina per kg di peso corporeo esponendoli poi a circa 4 ore di freddo, e tale integrazione ha alleviato il disagio e ridotto il calo delle prestazioni regolando temporaneamente anche lo stato umorale. Sono sufficienti 2 grammi di tirosina al giorno.

VINPOCETINA: sembra che possa migliorare l’irrorazione e l’ossigenazione del cervello.

È un estratto vegetale della pervinca e 10 mg al giorno portano ad un miglioramento delle facoltà mnemoniche.

FOSFATIDILSERINA: già presente nel cervello, anch’essa provoca effetti positivi sulle capacità di apprendimento e sulla memoria.

molti medici e ricercatori americani la ritengono utile in terapie per il rallentamento della perdita della memoria in persone di età avanzata. Possono bastare 500 mg come dose giornaliera.

GINKGO BILOBA: è un integratore naturale che deriva dalla pianta che porta il medesimo nome.

Da alcuni studiosi è considerato il migliore integratore per migliorare le facoltà mentali. I ratti sotto somministrazione di ginkgo biloba hanno mostrato sensibili miglioramenti nei test del labirinto. Ha effetti positivi sui pazienti affetti dall’Alzheimer e migliora le capacità cognitive e le relazioni sociali dei pazienti colpiti da demenza senile per 6 mesi o un anno, questo è ciò che emerge da recenti ricerche. Noi possiamo accontentarci di assumerne 50/100 mg al giorno.

NICOTINAMIDE-ADENIN-DINUCLEOTIDE (NADH): la H sta per idrogeno (elemento dell’acqua) e mostra che si tratta della forma ridotta del principio nutritivo.

NADH è nota da quasi un secolo ed è chiamata Coenzima N.1, giusto per identificarne l’importanza anche all’interno dell’organismo. Esso è presente in ogni cellula vivente e l’assumiamo alimentandoci quotidianamente, però tutto il contenuto di NADH viene praticamente distrutto dalla cottura e in seguito viene scomposto durante la digestione dai succhi gastrici. Quindi pare che l’unica possibilità di apportare NADH al nostro organismo sia di assumerla in forma stabilizzata in compresse. È un importante antiossidante contro i radicali liberi, è una fonte di energia per le cellule e rafforza il sistema immunitario. Inoltre provoca la produzione di sostanze chimiche di trasporto utilizzate a livello cerebrale, i neurotrasmettitori, i quali, come abbiamo potuto capire, hanno un ruolo fondamentale per le capacità mnemoniche, cognitive e decisionali. Possono bastare 5/10 mg al giorno di NADH.


È risaputo che, per raggiungere determinati obiettivi che ci prefiggiamo sia in campo sportivo che non, la forza interiore, la forza e la lucidità mentale, la concentrazione e la convinzione nei propri mezzi, il buon umore e l’ottimismo sono elementi determinanti. È vero, queste sono tutte cose che già troviamo dentro noi stessi e la scienza e la natura ci danno anche la possibilità di reperire tutto ciò che all’occorrenza serve e nel caso addirittura di supplementare.

Oltre alle proteine, gli aminoacidi, la creatina, i carboidrati, lo ZMA, l’HMB, la sinefrina, la caffeina e chi più ne ha più ne metta, tutti integratori utili per i nostri muscoli e per controllare il grasso corporeo, non dimentichiamo di nutrire il nostro cervello e dedicargli almeno le stesse attenzioni che abbiamo per i nostri muscoli da sfoggiare e per la nostra forza, muscolare e agonistica, da mettere in campo e in palestra.

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Il cervello fa parte dell’encefalo l’insieme di organi che controlla e dirige tutte le funzioni del corpo umano. Ha l’aspetto di una matassa di materiale spugnoso. In media, il cervello di un uomo adulto pesa un chilo e 300 grammi. Il cervello si trova all’interno del cranio, cioè la struttura ossea della testa. Tra il cranio e il cervello ci sono tre strati di membrane, le meningi, che proteggono l’encefalo dagli urti e dalle infezioni. Il cervello è formato da particelle chiamate neuroni. In un cervello umano ci sono 100 miliardi di neuroni. I neuroni comunicano tra loro tramite impulsi elettrici. Da questa attività dipendono sia il funzionamento del nostro corpo, che la nostra capacità di pensare. Lo strato più esterno del cervello è la corteccia cerebrale: una fascia di neuroni, spessa da 2 a 6 millimetri, che riveste la parte superiore dell’encefalo. La corteccia cerebrale è attraversata da un solco che la divide per in due emisferi: l’emisfero destro e quello sinistro. L’emisfero destro controlla i movimenti e la sensibilità della parte sinistra del corpo, mentre l’emisfero sinistro controlla la parte destra. Secondo molti studiosi, l’emisfero destro è maggiormente specializzato nel pensiero creativo e nella percezione dello spazio. L’emisfero sinistro, invece, sarebbe più coinvolto nella gestione del linguaggio e nel pensiero razionale. I due emisferi collaborano grazie al corpo calloso, un fascio di fibre che mette in contatto le due metà. Al di sotto della corteccia cerebrale, nella parte più interna del cervello, si trovano altre strutture dell’encefalo. Ad esempio l’ippocampo, che regola la memoria. E l’ipotalamo, che controlla la fame, la sete e la temperatura corporea. La parte più bassa del cervello viene chiamata tronco dell’encefalo: qui vengono gestite funzioni come la respirazione e il battito cardiaco. Al di sotto del tronco dell’encefalo il cervello si collega al midollo spinale, la sostanza che riempie la spina dorsale. Dal midollo si dipartono i nervi, fasci di neuroni che raggiungono tutto il corpo. Altri nervi si diramano direttamente dal cervello. In questo modo il cervello comunica tramite impulsi elettro-chimici con l’intero organismo: riceve informazioni, le elabora, e impartisce ordini. Gli antichi egizi credevano fosse il cuore, e non il cervello, la sede dei pensieri. Nel IV secolo avanti Cristo, il filosofo greco Aristotele sostiene che il cervello serve solo a raffreddare il sangue. Dal XV secolo dopo Cristo, grazie alle prime dissezioni di cadaveri, viene invece riconosciuto il ruolo centrale del cervello nel corpo umano. Ancora oggi c’è molto da scoprire sul nostro cervello. Ad esempio, fino a poco tempo fa si pensava che il numero dei neuroni calasse con l’età. Secondo le teorie più recenti, invece, pare che nei soggetti sani i neuroni continuino a rigenerarsi per tutta la vita.

Per comprendere la complessità del cervello può essere utile fare dei paragoni. All’inizio della rivoluzione industriale, a metà del XVIII secolo, divenne di moda paragonare il cervello a una macchina. In seguito, quando le centraline telefoniche divennero un simbolo di progresso, il cervello venne paragonato a una centralina in piena attività con un operatore che prendeva decisioni. Ora che i compiti più complessi sono affidati a computer, c’è chi paragona il cervello a un computer. Ma il paragone spiega a sufficienza come funziona il cervello? Tra il cervello e un computer esistono significative differenze basilari. Il cervello è fondamentalmente un sistema chimico, non elettrico. All’interno di ogni cellula avvengono numerose reazioni chimiche, mentre un computer funziona in maniera completamente diversa. Il cervello non è programmato da nessuno: è un organo che si auto organizza spontaneamente”. Un computer, invece, deve essere programmato.

I neuroni comunicano tra loro in maniera complessa. Molti neuroni reagiscono a 1.000 o più “input”. Per comprendere quali conseguenze ha questo fatto, notate i risultati ottenuti da un neurobiologo che ha studiato una regione della base del cervello, posta dietro il naso e leggermente più in alto, per scoprire come facciamo a distinguere gli odori. Persino questo compito apparentemente semplice, che sembra una sciocchezza in paragone con il dimostrare un teorema di geometria o con l’apprezzare un quartetto d’archi di Beethoven, coinvolge circa 6 milioni di neuroni, ciascuno dei quali può ricevere 10.000 stimoli dai suoi simili. Ma il cervello non è solo un insieme di neuroni. Per ogni neurone vi sono diverse cellule dette gliali. Queste, oltre a servire da sostegno strutturale, provvedono all’isolamento elettrico dei neuroni, combattono le infezioni e si uniscono per formare la cosiddetta “barriera emato encefalica” che protegge il cervello.

Qui di seguito la suddivisione in zone del cervello e le funzioni a esse associate…

LOBO TEMPORALE SINISTRO:

  • udito
  • visione
  • memoria di tutto ciò che udiamo o vediamo
  • riconoscimento delle parole
  • personalità, comportamento e comportamento sessuale

MIDOLLO ALLUNGATO:

  • respiro
  • battito cardiaco
  • digestione
  • livello di coscienza
  • sonno
  • sudorazione
  • pressione sanguigna
  • temperatura
  • equilibrio

CERVELLETTO:

  • equilibrio
  • postura
  • coordinazione motoria (estremità incluse)
  • memoria dei movimenti riflessi

LOBO TEMPORALE DESTRO:

  • udito
  • comprensione
  • organizzazione
  • concentrazione su ciò che si vede o sente
  • riconoscimento delle note musicali, dei suoni e delle informazioni non verbali (per esempio disegni)
  • memoria a lungo termine
  • personalità e comportamento sessuale

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